Mamme “canguro”, una buona opzione?

· 11 ottobre 2016

Potete fare del vostro grembo un marsupio – la borsa in cui i canguri portano i loro piccoli- e trasformarvi in una di quelle mamme “canguro” che hanno adottato questo metodo per fomentare la crescita e il recupero del loro bimbo prematuro. Le vostre braccia e il vostro calore possono fornire più che confort per superare questa tappa. E’ l’inizio della più bella delle connessioni che possa esistere: quella tra madre e figlio.

Il calore che offrite al bambino quando lo tenete in braccio, può fornirgli qualcosa in più del semplice confort. Quindi diventare una mamma “canguro” è il nobile modo di contribuire al pieno sviluppo di questo piccolino nato prima del tempo che ha tanto bisogno delle vostre cure speciali per superare velocemente questa delicata tappa.

 È possibile far diminuire il tasso di mortalità dei bambini prematuri o dal peso molto ridotto attraverso l’applicazione della cosiddetta canguro-terapia, in cui la madre tiene costantemente in braccio il proprio bambino.

-Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)-

Se la vostra gravidanza non è arrivata al termine previsto e il vostro piccolo è nato prematuro, questa tecnica di maturazione extrauterina è perfetta per lui; in questo modo, potrete evitare di doverlo mettere in un’incubatrice e potrete tenerlo sempre vicino a voi.

Madre “canguro”, la miglior incubatrice per il neonato

La canguro-terapia ha due obiettivi chiari: cercare di stabilizzare le condizioni del neonato attraverso tecniche naturali e mettere la mamma in prima fila come principale responsabile del benessere del piccolo. Chi mai potrebbe prendersene cura meglio di lei?

madre-canguro

Potete sollecitare allo staff di neonatologi e pediatri di permettervi di partecipare attivamente al suo recupero usando questo meraviglioso metodo, sempre che il vostro piccolo non presenti alcuna condizione patologica che ne comprometta la stabilità.

Benefici per il vostro bambino

Vostro figlio non ha solo dei bisogni fisici, come quello di poter contare sulla temperatura ideale per il suo sviluppo. La sua richiesta di affetto è molto importante nel mezzo della vulnerabilità che implicano le prime settimane di vita. Di seguito menzioniamo i benefici più rilevanti di questa terapia:

  • Promuove il recupero del piccolo a breve termine e incentiva il legame tra tutti i membri della famiglia.
  • L’allattamento esclusivo ha un ruolo fondamentale nella cura del bambino prematuro e dal peso ridotto. Dunque, adottare la posizione “canguro” potrà facilitare l’alimentazione libera del piccolo, in quanto sarete sempre disponibili per lui.
  • Il legame emotivo e fisico tra voi e il piccolo si rafforzerà, perché standogli vicino potrete occuparvene al meglio.
  • Questo contatto stretto e prolungato vi porterà a comprendere il bambino. Per far ciò, dovrete tenerlo tra le vostre braccia fisicamente e mentalmente.
  • La canguro-terapia promuove la rapida evoluzione del vincolo affettivo con il vostro piccolo.

La psicoanalista spagnola Mariela Michelena, sottolinea che la mamma vuole stare vicino al piccolo per comprendere il suo linguaggio. Solo standogli vicino mentre si diverte, dorme, gioca e mangia, potremo identificare le cause del pianto e riuscire a calmarlo.

Se siete primipare, vi chiederete se sia il caso di crescere il bambino tenendolo in braccio o se piuttosto non dovreste mantenere una distanza più marcata tra voi. Le decine di opinioni provenienti da genitori, nonni, amici e familiari vari, finiranno per stordirvi, perché non vorrete deludere nessuno.

mamma-canguro

Magari temete che questo metodo sfocerà in una dipendenza assoluta del piccolo e che ciò si ripercuoterà sulle attività quotidiane.

Ebbene, non preoccupatevi: sappiate che arriverà il momento in cui il bambino richiederà sempre meno attenzioni. Secondo molte testimonianze, alla fine questo momento arriverà più velocemente di quanto desideriate.

Dunque mantenetelo vicino tutto il tempo necessario, accarezzatelo costantemente, ditegli quanto lo amate e quanto desideriate che stia bene.