Che faccio se mio figlio è aggressivo nei miei confronti?

18 giugno 2018

“Che faccio se mio figlio è aggressivo nei miei confronti?” è una domanda comune per tanti genitori. La prima cosa che dovete fare è identificare quale è la fonte che alimenta questa aggressività. E, a partire da lì, canalizzarla e correggere le situazioni e i fattori esterni che si possono controllare.

Secondo alcuni articoli pubblicati su riviste specializzate in psicologia, non c’è un modo unanime di definire l’aggressività; non viene considerata un disturbo (non è considerata tale in nessuna classificazione diagnostica), viene invece definita come una condotta disadattativa che si presenta frequentemente in alcuni disturbi.

Tra le conclusioni che ne hanno tratto gli esperti in materia, spiccano diverse definizioni in quanto a intenzionalità, al modo in cui avviene, al risultato che porta, ecc…

Nonostante questo, il comportamento aggressivo è normale in certe fasi dello sviluppo infantile, l’aggressività detta manipolativa è legata alla crescita e ha una funzione adattativa.

Ci sono anche studi, tra cui quello di Sanson, Smart, Prior e Oberklaid svolto nel 1993, che dimostrano come i bambini aggressivi iperattivi di 4 mesi siano più problematici dei bambini solo aggressivi, di quelli iperattivi e del gruppo di controllo.

Le differenze si accentuano con l’età. I bambini di 8 anni sono il gruppo percepito più negativamente dalle madri, con più svantaggi ambientali e più problemi scolastici.

Bambino che grida

Quali fattori possono spingere il bambino ad essere aggressivo?

Reyna Quero, la quale si è specializzata in terapia del gioco e affronta problemi in bambini e adolescenti, specifica che l’origine del fatto che un bambino sia aggressivo non dipende da un solo fattore, ma da molteplici.

Inizialmente, spiega che l’essere umano è costituito da diverse aree, come “quella del linguaggio, dell’affettività, della convivenza con gli altri, quella cognitiva o del pensiero. In questo senso, sappiamo che un bambino che picchia ha dei problemi nella sfera sociale ed emotiva”.

A volte, questo tipo di comportamento può essere motivato da una necessità del piccolo di richiamare l’attenzione di un adulto o persino di altri bambini. Il che sarebbe un chiaro indicatore di problemi nell’area delle relazioni sociali, come afferma Teresa Cruz Madrid, psicologa ed esperta in Coaching.

I bambini sperimentano la frustrazione, ma a differenza degli adulti non possono contare sugli strumenti necessari per esprimerla, perciò il loro modo di farlo è tramite questo tipo di impulsi, sottolinea un articolo.

“Dobbiamo suggerire, appoggiare e stimolare la sicurezza e la fiducia dei nostri figli. Se al contrario li critichiamo costantemente per il loro comportamento, quello che faremo sarà isolarli. E far sentire loro che non possono venire da noi quando si trovano in una situazione di questo tipo”, consiglia Teresa Cruz Madrid.

È necessario orientarli e mostrare loro la disapprovazione che causa negli adulti questo tipo di comportamenti. Perché si rendano conto che in questo modo non potranno raggiungere i loro obiettivi.

Bambino aggressivo

Che fare se vostro figlio è aggressivo?

Per molti bambini è positivo ricorrere ad attività che facciano liberare loro energia, come le arti marziali. Poiché si tratta di un maniera per imparare a canalizzare tutta la loro aggressività, oltre che per apprendere che la violenza non è una soluzione per risolvere i problemi.

Se il bambino ha affrontato qualche cambiamento importante nella sua vita, come la perdita di una persona cara, un trasferimento a un’altra città o qualsiasi altra novità che abbia modificato la sua routine, è possibile che possa provocare questo genere di comportamenti.

In qualsiasi casi, se la situazione non cambia e comincia a peggiorare, la cosa migliore da fare è affidarsi a un professionista psicologo in modo che possa studiare la situazione del bambino aggressivo.

Quando il piccolo insulta o colpisce già i propri genitori, è più facile che si comporti nello stesso modo con i suoi pari: compagni di scuola, fratelli o vicini di simile età.

“Chi prende per primi come vittime saranno i più vulnerabili. Ovvero i bambini timidi, ansiosi, inibiti, insicuri, che non sanno difendersi o stabilire relazioni interpersonali: i bambini dal temperamento passivo”, specifica la dottoressa Quero Vásquez.

Tra le alternative che potete mettere in atto per aiutare vostro figlio a controllare la sua aggressività:

  • Favorire il dialogo, non l’imposizione né i monologhi.
  • Giocare con i vostri figli, perché questo aiuta ad eliminare gli attriti e crea legami amichevoli di simpatia.
  • Rafforzare le relazioni attraverso gesti spontanei come un bacio o un abbraccio. Oppure con frasi come “che bravo che sei”, “sei un buon figlio” o “mi fido di te”. Va bene premiare i successi del piccolo con dolcetti, soldi o giocattoli, ma non bisogna soddisfare il lato materiale più di quello emotivo.
  • Evitare le punizioni e le sculacciate, ma preferire il rispetto.
  • Dire “sì” quando non c’è nessuna ragione per dire “no”, e a volte dire “no” per fare in modo che il bambino impari a negoziare senza piangere né fare i capricci.
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