5 verità sull’alimentazione a base di latte artificiale

· 13 Aprile 2019
L'alimentazione a base di latte artificiale è circondata da una quantità di miti e leggende. Scopriamo quali sono e vediamo cosa c'è di vero e cosa di falso.

L’alimentazione del neonato non dovrebbe presentare difficoltà insormontabili. È ben noto che il latte materno costituisce l’alimento esclusivo durante i primi sei mesi di vita del bebè. Ciononostante, non è possibile continuare a nutrirlo in questo modo oltre un certo limite di tempo e in ogni circostanza, motivo per il quale può essere necessario ricorrere al latte artificiale. Molte donne decidono di non allattare al seno il proprio bebè, mentre altre, semplicemente, non hanno la possibilità di farlo.

Inoltre, non tutti i bebè sono uguali, così come non lo sono tutte le nascite. Di conseguenza, a volte l’alimentazione a base di latte artificiale si rivela essere la prima scelta. Tuttavia, si tratta di un fatto che genera spesso alcune polemiche, timori e anche sensi di colpa.

Sappiamo che il latte materno è un nutrimento ineguagliabile e insostituibile. Tuttavia, è davvero così cattiva un’alimentazione a base di latte artificiale? Che cosa dobbiamo sapere prima di prendere questa decisione? Esiste una qualche verità tra le tante leggende che circondano questo argomento?

Principali miti e leggende sul latte artificiale

alimentazione a base di latte artificiale

L’alimentazione con latte artificiale presenta diversi aspetti che meritano di essere presi in considerazione. In primo luogo, la questione morale: l’allattamento costituisce un legame insostituibile tre madre e figlio. Molte persone affermano che se non allattiamo nostro figlio è perché non gli vogliamo bene. Poi viene la preoccupazione per l’alimento che non gli offriamo, con tutte le sue proprietà e tutto ciò che in questo modo va perduto. In seguito, ci chiediamo se la tettarella del biberon gli farà male o se il latte artificiale possa presentare qualche rischio.

Quindi, si tratta di un argomento caratterizzato da una grande quantità di aspetti differenti. Ciononostante, è importante tenere conto del fatto che, in un modo o nell’altro, il bambino deve nutrirsi. Anche se i pediatri possono non essere del tutto d’accordo su qualche aspetto particolare, concorderanno sempre sulla necessità del bambino di essere alimentato.

Durante le prime ore successive alla nascita, il bebè ha bisogno di ricevere l’energia necessaria per fare in modo che non subisca alcuna complicazione in seguito al parto. Per questa ragione, a volte deve essere alimentato con latte artificiale, quando la madre non può allattarlo. In ogni caso, non possiamo rifiutare a priori l’idea di ricorrere a questo genere di alimentazione. Nonostante i miti che la circondano, esistono alcune importanti verità, come quelle che seguono.

Non sempre il problema risiede nel latte artificiale

Se abbiamo cercato di offrire al bambino del latte artificiale, ma sembra che lui lo rifiuti, non sempre si tratta di un problema che riguarda il latte. A volte, il bebè presenta una qualche forma di rifiuto nei confronti del biberon o della sua tettarella. Provate con diversi biberon fino a quando non riuscirà ad adattarsi, perché anche lui ha bisogno di sentirsi a suo agio.

Anche se scopriamo che questo tipo di latte artificiale non gli piace, è possibile cambiarlo e continuare a provare. Ricordate di domandare al pediatra qual è la soluzione migliore per il vostro bebè.

Non danneggia il suo sviluppo cognitivo

il latte artificiale non compromette lo sviluppo cognitivo del bebè

I bebè nutriti con latte artificiale sono intelligenti quanto qualunque altro bambino. Sappiamo che i benefici del latte materno sono innumerevoli. Tuttavia, non c’è ragione per cui lo sviluppo cognitivo del bambino debba risultare danneggiato dalla mancanza di questi nutrienti.

Il latte artificiale per bebè è composto dai nutrienti necessari per favorire il sistema immunitario del bambino. Inoltre, contiene probiotici e acidi grassi che contribuiscono allo sviluppo del cervello e dell’apparato visivo.

È possibile combinare i due tipi di alimentazione

Riteniamo che l’alimentazione del bebè debba seguire preferibilmente una sola modalità. Ciononostante, non è sbagliato combinare l’allattamento materno con l’uso del biberon. Durante i primi mesi, è possibile dare inizio all’alimentazione combinata, sempre in seguito all’approvazione del pediatra. Alcune madri ritengono anche che questa scelta abbia contribuito a migliorare la loro produzione di latte.

Possiamo mantenere la capacità di produrre latte

Se alternate le modalità di alimentare il bebè (o, in altre parole, se lo allattate al seno e gli offrite del latte artificiale), non per questo perdete la vostra capacità di produrre latte. Alcuni miti parlano della diminuzione della produzione di latte, quando iniziamo a dare latte artificiale al bebè. Tuttavia, questo sistema è in grado di adattarsi alla necessità del piccolo. Di conseguenza, se il bebè consuma regolarmente latte materno, il nostro corpo produrrà la quantità di cui ha bisogno.

In cambio, quando gli diamo meno latte materno, il corpo produrrà la quantità consumata dal bebè. Quindi, è un errore ritenere che smetteremo di produrre latte da un momento all’altro o che perderemo la nostra capacità di farlo.

Il legame tra madre e figlio è indistruttibile

È un dato di fatto che il legame che si crea tra una madre e sua figlio durante l’allattamento sia unico. Ciononostante, nutrirlo con latte artificiale può costituire una manifestazione di amore grande quanto qualsiasi altra. In che modo il bebè sa che lo state alimentando con il vostro seno? Può comunque sentirvi vicine e percepire il vostro abbraccio, il vostro sguardo e il vostro amore.

La profondità nel rapporto è qualcosa che non possiamo evitare in alcun modo. Inoltre, abbiamo il diritto di alimentare nostro figlio nel modo in cui scegliamo di farlo. Anche se esistono timori e opinioni contrarie, nessuno può negare che il vincolo affettivo che ci lega a nostro figlio sia indistruttibile.