Connessione emotiva: la chiave per la collaborazione dei figli

Connessione emotiva: la chiave per la collaborazione dei figli
Elena Sanz Martín

Scritto e verificato da lo psicologo Elena Sanz Martín.

Ultimo aggiornamento: 16 marzo, 2023

Educare non è un compito facile, ma richiede pazienza, perseveranza e molta consapevolezza. I genitori spesso non hanno le informazioni e gli strumenti necessari per essere genitori. Pertanto, anche con le migliori intenzioni, a volte i metodi utilizzati non sono i più efficaci. La casa diventa così un campo di battaglia. Ma come possiamo evitarlo? Bene, la chiave si trova nella connessione emotiva.

Di fronte alla domanda “cosa fare perché un bambino collabori, obbedisca o segua le istruzioni?”, molti adulti fanno appello alla disciplina. In questo senso, è comune che le minacce, le insistenze, le urla o la corruzione vengano utilizzate per costringere un bambino a pulire la sua stanza, andare a fare la doccia o finire i compiti. Non possiamo però dimenticare che le dinamiche tra genitori e figli non sono un’attività meccanica, ma un legame umano.

L’importanza della connessione emotiva

Quando si tratta di educare, ci sono diversi tipi di genitorialità che possono essere implementati. Spetterà a ciascuna famiglia scegliere quella che meglio si adatta alle proprie personalità e ai propri processi. Tuttavia, ci sono prove evidenti che non tutti sono ugualmente positivi. Gli stili democratici hanno dimostrato di essere i più vantaggiosi. Infatti i bambini cresciuti sotto questi parametri sono più felici, più maturi e più autonomi.

Ma cosa caratterizza questi stili genitoriali? Ebbene, da un lato mostrano regole chiare e limiti fermi. Dall’altro, offrono alti livelli di affetto e connessione emotiva. Questa è la combinazione vincente se vogliamo crescere figli sani e di successo. Inoltre, è anche la chiave per garantire che collaborino, che l’ambiente domestico sia armonioso e che il legame tra genitori e figli non sia conflittuale.

In altre parole, se vostro figlio è ribelle e provocatorio, probabilmente non avete bisogno di essere più autorevole, ma coltivare una maggiore connessione tra di voi. E’ che i bambini hanno bisogno di sentirsi amati, accettati, ascoltati e presi in considerazione dalle loro figure di riferimento. Se questi ingredienti sono assenti, spesso compaiono problemi comportamentali.

Quando c’è un attaccamento sicuro, il bambino acquisisce fiducia in se stesso e negli altri, impara a gestire i suoi sentimenti e crea una solida connessione emotiva con le sue figure di responsabilità.

Il fondamento di una genitorialità rispettosa

Da un’educazione rispettosa si promuove uno stile educativo incentrato sull’infanzia, cioè sugli interessi e sui bisogni dei bambini. In questo modo, fa parte della base di un legame di attaccamento sicuro. Questo è il compito principale che deve essere affrontato come genitore, poiché pone le basi per un buon funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale del bambino.

L’attaccamento sicuro si ottiene quando i genitori sono sensibili ai bisogni del bambino e si occupano di loro in modo coerente e coerente. Di fronte a una richiesta fisica (alimentare o igienica) o emotiva (come il bisogno di contatto o di contenimento in caso di capricci), gli adulti sono presenti e disponibili. Pertanto, entrano in empatia, si comportano in modo calmo e aiutano il bambino a regolarsi.

Usare la connessione emotiva per convincere i figli a collaborare

Fatta questa premessa, tenete presente che questo legame non si forgia in un istante, ma a causa di uno stile costante di relazione con il vostro piccolo sin dalla nascita. Tuttavia, ci sono alcune linee guida che possono aiutarti a utilizzare questa connessione per reindirizzare o motivare il comportamento dei bambini.

Capire l’esigenza

Ogni comportamento di un bambino ci invia un messaggio che dobbiamo decifrare. Un comportamento scorretto non ha mai lo scopo di infastidire o danneggiare, ma piuttosto riflette un bisogno. Ad esempio, un bambino che trascina una sedia mostra interesse nell’eseguire o praticare quel tipo di movimento. Allo stesso modo, un minore che urla o disobbedisce può richiedere l’attenzione e la presenza dei genitori.

Prima di rimproverare o giudicare il suo comportamento, cercate di capire quel messaggio nascosto e interessatevi a ciò di cui vostro figlio ha bisogno in quel momento.

Educare in positivo

Una volta compreso il bisogno, la chiave è reindirizzare la situazione per soddisfarla. Ad esempio, al bambino può essere dato un carrello giocattolo con ruote in modo che possa spingerlo e tirarlo, invece della sedia. Oppure al bambino con un comportamento provocatorio, puoi dargli l’attenzione che sta cercando e suggerirgli di fare un’attività insieme.

Quindi, si tratta di educare senza dire “no” per quanto possibile. Ad esempio, invece di dire “non trascinare la sedia”, “non urlare” o “non giocare con la palla in casa”, viene offerta una valida alternativa che il bambino può fare e che non provoca danno. In questo modo, non cerchiamo di imporci, ma piuttosto di aiutarvi a soddisfare tale esigenza in modo adeguato.

Inoltre, potete coinvolgere vostro figlio nella ricerca di quelle alternative. Ad esempio, chiedetegli “cos’altro pensate che potremmo giocare in casa invece della palla?” Grazie a questo, si sentirà preso in considerazione, capirà meglio il motivo e imparerà a regolarsi e a trovare soluzioni da solo.

connessione emotiva
Sulla strada per costruire una connessione emotiva, è essenziale che il bambino senta che le sue emozioni vengono ascoltate, comprese e curate.

Convalidare le emozioni per una connessione emotiva

Prima di perdere la pazienza e concentrarci sul dirti cosa fare e cosa non fare, prendiamoci un momento per accogliere con calma e convalidare i sentimenti di tuo figlio. Ad esempio, possiamo dire “Capisco che sei annoiato e vuoi giocare a palla, ma farlo in casa può rompere le cose”. Oppure “Sei arrabbiato perché non vuoi andare a fare la doccia, vero? A volte non ne ho voglia neanche io”.

Ciò non implica che cediamo ai desideri del bambino o gli permettiamo di oltrepassare i limiti, ma diamo importanza e posto a ciò che sente e lo accompagniamo. Da questa comprensione e connessione, è più facile per loro collaborare.

Offrire linee guida chiare e conseguenze coerenti

Infine, assicuratevi che le regole da seguire siano chiare al bambino e che le conseguenze siano coerenti e conosciute in anticipo. Molte volte commettiamo l’errore di punire per un cattivo comportamento e lo facciamo in base a come ci sentiamo. Così, il giorno in cui i genitori sono più tranquilli, un comportamento difficilmente ha conseguenze, ma quando hanno una brutta giornata, la punizione è sproporzionata.

Ciò mina la fiducia e distrugge la coerenza dei limiti fissati. Pertanto, assicuratevi che vostro figlio sappia cosa ci si aspetta da lui e quali conseguenze avrà se non si adegua. Questi devono essere adattati e correlati al comportamento specifico e devono essere sempre seguiti, indipendentemente dal proprio stato d’animo. Potete persino applicarli senza doverti arrabbiare con il bambino, perché sono le conseguenze che insegnano e non la rabbia.

Educare e offrire sempre amore incondizionato (ti amo e ti tratto bene anche quando sbagli) è una grande iniezione nella sicurezza emotiva di un bambino.

Creare un legame di amore e rispetto

Insomma, la connessione affettiva permette ai bambini di sentirsi al sicuro in casa e con le loro figure di riferimento. Grazie a Lei capiscono che gli adulti cercano il loro bene più grande e che sono lì per accompagnarli, guidarli e guidarli, invece di cercare solo la loro obbedienza. Questo legame di amore e rispetto reciproco renderà la convivenza e la genitorialità molto più facili.

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