Milia nei neonati: cos’è e come va curata

23 Giugno 2019
Se notate delle piccole palline bianche, sul volto del vostro bambino, probabilmente si tratta di milia. Scoprite cos'è e da cosa è causata.

La milia facciale è una condizione della pelle la cui principale caratteristica è la presenza di piccole protuberanze bianche, simili a cisti, su viso, testa e dorso del neonato. È una patologia molto comune. Pensate, infatti, che addirittura il 40% dei bambini ne soffre.

In questo articolo vi spiegheremo cos’è e come deve essere curata. Solo in alcuni casi la milia può avere una manifestazione grave ma, in generale, preoccupa i genitori per il suo aspetto.

Cos’è la milia?

Con il termine milia (o anche milio sebaceo neonatale) si intende un gruppo di eruzioni biancastre o giallastre che misurano tra 1 e 2 mm di diametro e comunemente compaiono sul viso. In particolare, queste pustoline appaiono sulle guance del bambino, sulla fronte e sul mento, nonché sulla parte interna della bocca.

Si tratta insomma di piccole cisti epiteliali che all’interno contendono una sostanza cheratinica. Quando queste palline di milia vengono schiacciate, fuoriesce infatti un materiale solido, simile a piccole perle bianche. Queste, sono formate dai cheratinociti. Va notato che, per determinare la presenza della milia, non è necessario eseguire alcun test diagnostico.

due bolle di milia sul volto di neonato

Le cause del milio neonatale

La milia facciale può comparire nel momento in cui le cellule epiteliali dell’epidermide rimangono intrappolate nelle piccole cavità della superficie della pelle del bambino. In questo modo, vanno a formarsi le cosiddette “papule”, piccoli rilievi sulla pelle tipici di questa manifestazione cutanea. È comune che la presenza di queste palline possa essere confusa con l’acne. Al contrario, si tratta di condizioni totalmente diverse.

Milia: quali sono gli effetti?

La milia facciale del neonato non genera effetti sul bambino, che non avverte alcun disagio e nemmeno dolore. Questi focolai non hanno nemmeno altre conseguenze, né febbre, prurito o qualsiasi altro tipo di complicanza e non richiedono cure mediche. Si tratta insomma di un fenomeno dermatologico del tutto transitorio.

Ci sono rischi per il neonato?

La prima cosa da tenere a mente è che le cisti di milia sono benigne. Solamente in casi molto rari possono essere associati ad alcune malattie della pelle come la sindrome di Bazex-Dupre-Christol, la sindrome di Rhombus o la sindrome di Gardner.

un neonato con guance arrossate e bocca aperta

Come trattare la milia neonatale

È molto importante considerare che la pelle del neonato è molto delicata e occorre sempre trattarla con molta cura. Specialmente per evitare la riproduzione di germi che possono causare conseguenze peggiori. Queste sono alcune considerazioni che i genitori devono tenere a mente:

  • Non spremere le papule né provare a rimuoverle perché potreste danneggiare la pelle e provocare delle cicatrici permanenti.
  • Limitatevi a pulire l’area interessata con un sapone speciale adatto per i neonati.
  • Se vostro figlio soffre di milia quanto è già grande o se le papule compaiono sulle zone sensibili del neonato (come bocca e occhi), l’eruzione avrà bisogno di almeno 4 mesi per recedere.
  • Nel caso in cui la milia duri oltre tre mesi, sarà necessario richiedere il parere del pediatra.

Sebbene la maggior parte dei casi non richieda alcun trattamento specifico, è comunque positivo richiedere il parere del vostro medico di fiducia. In questo modo, potrà essere stabilita una diagnosi completa e ciò permetterà a voi genitori di ritrovare la serenità e comprendere che si tratta di una problematica facilmente superabile. Occorre evitare di prendere decisione avventate, spinte da una eccessiva preoccupazione e che potrebbero favorire trattamenti innecessari, pregiudizievoli per la salute generale del neonato.