Plagiocefalia posizionale: cos’è e come si cura

2 Maggio 2018

“Un decimo dei bebè soffre di plagiocefalia posizionale. In cosa consiste questa patologia? La buona notizia è che è trattabile e si può prevenire con delle sane abitudini.”

La plagiocefalia posizionale è una deformazione del cranio del bebè dovuto ad una pressione esterna. Consiste in una lieve compressione o ammaccatura nella parte posteriore della testa; può presentarsi anche sui lati o nella zona parietale.

Questa condizione si genera in seguito alle raccomandazioni dei pediatri riguardo la posizione per il sonno dei bebè. Tradizionalmente si consigliava di far dormire il bebè a pancia in giù, successivamente questa posizione venne associata a casi di morte in culla. Per questo gli specialisti cominciarono a raccomandare la posizione supina.

Anche se alcuni associano alla plagiocefalia un cattivo sviluppo del bebè, non ci sono rischi eccessivi. Una diagnosi chiara ed opportuna può annullare gli effetti della plagiocefalia e il suo trattamento non risulta essere né invasivo, né fastidioso per il bebè.

Come si produce la plagiocefalia posizionale?

Esistono tre cause comuni della plagiocefalia posizionale o posturale ed hanno tutte a che vedere con cause esterne. Per questa ragione l’ipotesi che sia una malattia congenita viene scartata.

  • Postura statica. Nei suoi primi mesi di vita la mobilità del bebè è limitata, questo provoca che i piccoli passino molto tempo nella stessa posizione a meno che non intervenga l’adulto.

Il fatto di lasciare il bebè per molto nella stessa posizione in culla può causare la plagiocefalia. Lo stesso succede se lo si lascia nel seggiolino o in qualsiasi superficie base che eserciti pressione sulla testa del piccolo.

plagiocefalia posizionale

  • Pressione uterina. Si sono riscontrati casi di plagiocefalia posizionale in bebè cresciuti in un utero piccolo, o che sono stati parte di una gravidanza multipla. Ugualmente si sono riscontrati casi di bebè con torcicollo muscolare per mancanza di spazio.

La causa di questa patologia si può rintracciare in problemi uterini come una deformazione o complicazioni con il liquido amniotico. Può anche succedere che il bebè sia troppo grande per lo spazio a disposizione e ciò può provocare la compressione.

  • Uso di strumenti nel parto. Alcuni bebè presentano la plagiocefalia dovuta all’uso del forcipe o della ventosa durante il parto. In alcuni casi questi strumenti possono provocare le malformazioni.

Altra causa associata a questa patologia sono i parti prematuri. Una possibile spiegazione è che il bebè non è ancora completamente sviluppato. D’altra parte può anche essere dovuta al tempo che deve passare nella stessa posizione quando viene tenuto in osservazione.

“La plagiocefalia posizionale consiste in una lieve compressione o ammaccatura nella parte posteriore della testa; può presentarsi anche sui lati o nella zona parietale.”

Cosa fare quando si sospetta una plagiocefalia posizionale?

Circa il 10% dei neonati soffre di plagiocefalia posizionale; le conseguenze immediate di questa condizione sono principalmente estetiche. La maggior parte degli specialisti scarta conseguenze neurologiche associate a questa patologia.

La modalità principale per diagnostica la plagiocefalia è attraverso l’osservazione. Durante le visite periodiche il pediatra deve osservare e controllare la testa del bambino, un piccolo affetto da questa deformazione presenterà una compressione sul retro o sui lati della testa.

Ulteriore modo per confermare la mancanza di rotondità del cranio è attraverso il tatto; con la tecnica “dita, mano, pollice”. Con molta attenzione si collocano i mignoli della mano dell’adulto dietro le orecchie del piccolo, si appoggiano i palmi sui lati della testa e i pollici al di sopra, formando un semicerchio perfetto.

plagiocefalia posizionale

Come evitare la plagiocefalia posizionale?

Ci sono diverse sane abitudini che i genitori possono adottare per evitare il piccolo soffra di questa patologia.

  • Cambio costante di posizione. Ruotare il bebè di lato mentre dorme con il fine di evitare di mantenere la stessa postura.
  • Collocare il bebè a pancia in giù solo quando è sveglio. Si raccomanda questa posizione a partire dai 3 mesi o quando il piccolo comincia a sostenere da solo la sua testa.
  • Utilizzare cuscini speciali. I cuscini speciali hanno una fenditura o vuoto dove il bebè può appoggiare la testa.
  • Prendere in braccio il bebè. La forma più efficace è tenere il bebè in braccio per gran parte del tempo, ci si può avvalere dell’aiuto del canguro o del marsupio porta-bebè.

Per trattare la plagiocefalia i medici raccomandano alcuni esercizi fisioterapici per migliorare la condizione. Come è logico, dovranno essere i genitori ad aiutare il bebè dopo la diagnosi e le indicazione mediche.

Nei casi che presentano deformazioni importanti si consiglia l’uso di un casco speciale per la plagiocefalia. Questo dispositivo presenta un’apertura nel luogo in cui è presente la deformazione. Il bebè dovrà indossarlo per tutto il giorno per almeno 4 mesi.