Svezzamento diurno: funziona? E come si fa?

· 3 Maggio 2018

Nella vita di ogni bebè arriva il momento di abbandonare il latte materno, per un motivo o per l’altro. E lo svezzamento diurno può rappresentare un perfetto inizio.

Uno dei modi più efficaci per riuscire a fare in modo che il bebè rinunci al seno consiste nello svezzamento diurno. Come suggerisce il suo nome, si tratta di smettere di offrire il latte materno durante il giorno e riservare questo tipo di alimentazione solo per il pasto prima di andare a dormire. È un metodo efficace? Come si può riuscire a metterlo in pratica? In questo articolo vi raccontiamo tutto ciò che dovete sapere al riguardo.

Generalmente, le madri devono attendere che il loro bebè compia 8 o 9 mesi di vita, prima di fare i primi tentativi di svezzamento diurno. Il motivo principale consiste nel fatto che il piccolo, in questo periodo, ha già iniziato l’alimentazione complementare e, di conseguenza, anche se ingerisce una quantità di latte materno inferiore, non gli mancheranno i nutrienti.

D’altra parte, dal momento che questo tipo di svezzamento richiede una certa maturità e capacità di concentrare l’attenzione su altri stimoli, è necessario che i sensi del bebè abbiano raggiunto un determinato grado di sviluppo.

Tuttavia, si tratta di un compito che non sempre risulta facile. Ci sono bebè molto attaccati al seno della mamma, anche in occasioni in cui non sentono lo stimolo della fame. Niente paura: niente è impossibile, e qui troverete alcuni suggerimenti che potranno esservi utili.

Ragioni per le quali iniziare lo svezzamento

Come abbiamo detto, lo svezzamento diurno rappresenta la prima tappa della transizione da un’alimentazione esclusivamente basata sul latte materno a una di altro tipo, che comprende anche il latte artificiale.

Gli argomenti che, più di frequente, portano alla decisione di abbandonare l’allattamento sono i seguenti:

  • Decisione della madre.
  • Perdita di interesse da parte del bebè.
  • Scarsa o nulla produzione di latte materno.

Consigli per riuscire a realizzare lo svezzamento diurno

1. Non offritegli il seno durante il giorno

Per quanto possa sembrare ovvio, molte madri cedono alla tentazione di offrire il seno al loro bebè, vanificando così i progressi di giorni o, addirittura, settimane. Quindi, la vostra missione principale per il raggiungimento dello svezzamento diurno consiste nel riuscire a cambiare, in maniera graduale, le abitudini alimentari del piccolo.

Per portare a termine lo svezzamento diurno, è importante non offrire il seno al bebè durante il giorno

Quindi, invece di allattarlo, potete cercare di dargli un purè di frutta, uno yogurt per bebè oppure qualunque altro tipo di alimento salato che sia di suo gradimento. Potete anche fare ricorso ad altre distrazioni, nel caso in cui il bebè abbia mangiato di recente. Per esempio: giochi, canzoni, passeggiate.

Ricordate che questa è una tappa ideale per sperimentare nuove consistenze, sapori e ingredienti. Volgete a vostro favore questa circostanza per riuscire a portare a termine lo svezzamento diurno.

2. Abituatelo a mangiare con altre persone

Durante i primi mesi di vita, l’alimentazione del bebè è sinonimo di stretta connessione con la madre. Tuttavia, nel momento dello svezzamento, è necessario e fondamentale che sia in grado di mangiare con altri membri della famiglia. Sarebbe un’ottima cosa se, durante il pomeriggio, fosse un’altra persona a somministrargli gli alimenti.

Inoltre, questo aspetto risulta molto utile per le madri che hanno intenzione di tornare a breve al loro lavoro. Allo stesso modo, contribuisce anche a sviluppare un certo senso di indipendenza nel piccolo nei confronti della sua principale figura di attaccamento.

Le madri devono attendere che il loro bebè compia 8 o 9 mesi di vita, prima di fare i primi tentativi di svezzamento diurno.

3. Applicatelo in maniera graduale

Una volta di più, sottolineiamo quanto è importante che questo processo non venga raggiunto in maniera improvvisa. In questo caso, infatti, ne deriverebbero problemi per il bebè, che non riuscirebbe ad adattarsi progressivamente alla nuova dieta, ma anche per la donna, che potrebbe provare dolore o sentire una certa durezza al seno per l’eccesso di latte.

Allo stesso modo, nemmeno per il fragile apparato digerente del bebè è una buona cosa cambiare drasticamente alimentazione. L’adattamento a una nuova dieta va fatto con pazienza e costanza.

Lo svezzamento diurno va applicato in maniera graduale

4. Non deve coincidere con momenti di stress

Se il bebè sta attraversando una fase difficile, come il ritorno della madre al lavoro, lo svezzamento diurno non è una possibilità realizzabile. Questo aspetto è legato al punto precedente: troppi cambiamenti bruschi possono ostacolare seriamente l’adattamento a nuove abitudini.

Perciò, se desideriamo apportare qualche modifica nell’alimentazione o, in generale, nella vita del piccolo, la cosa migliore è iniziare con lo svezzamento diurno prima o dopo tale cambiamento.

Se il bebè sta attraversando una fase difficile, come il ritorno della madre al lavoro, lo svezzamento diurno non è una possibilità realizzabile.

5. Iniziate eliminando le poppate lontane dal sonno

La madre deve realizzare una sorta di “inseguimento” delle abitudini alimentari del bebè. A partire da qui, deve, prima di tutto, eliminare le poppate che non sono associate alle abitudini del sonno. Per esempio, a quelle di metà mattina, metà pomeriggio o dopo il bagnetto.

Le altre, maggiormente legate alla vicinanza di cui il bebè ha bisogno per andare a riposarsi, saranno più difficili da ridurre. Il latte artificiale, che sia o no somministrato dalla madre, può rappresentare un ottimo primo passo in questa direzione.

Infine, è necessario ricordare che ogni bebè è unico, così come lo è il vincolo che lo lega alla sua mamma. Pertanto, nessuno meglio di lei saprà in che modo e in quale momento avviare lo svezzamento diurno. Potreste rimanere sorprese dalla capacità di adattamento del vostro piccolo. Si tratta di provare, esaminare e valutare come proseguire. Se è necessario, naturalmente potete anche tornare indietro, per un po’ di tempo.