Bambino podalico: cosa fare prima del parto?

· 24 agosto 2017

A seconda dello spazio intrauterino e delle dimensioni del bambino, possono verificarsi eventi che impediscono la posizione cefalica. In questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie sul parto quando il bambino è podalico.

Ogni gravidanza ha le proprie peculiarità, anche per una madre che ha già partorito in precedenza. Ciò è dovuto a vari fattori che alterano la naturalezza del processo del parto.

Riesaminiamo alcuni concetti che faciliteranno la comprensione delle azioni da compiere quando si scopre che il bambino si presenta podalico.

Che cos’è il parto?

Sicuramente vi sarà capitato di sentire frasi come: “è entrata in travaglio”, “ha rotto le acque”, “ha le contrazioni” e via dicendo. Ma sapete realmente di che cosa si tratta e cosa significa il parto?

Secondo Wikipedia: “Il parto umano, chiamato anche nascita, è il culmine della gravidanza, fino al momento dell’uscita del bambino dall’utero materno. È considerato da molti l’inizio della vita di una persona.”

 

Una donna inizia il travaglio quando la frequenza delle sue contrazioni uterine è regolare; questi movimenti del grembo materno facilitano lo scivolamento del bambino verso il collo uterino.

Perché il bambino si presenta podalico e non in posizione cefalica?

Al termine della gravidanza, nel 97% dei casi il bambino adotta naturalmente una posizione cefalica. Nel restante 3%, per vari motivi, adotta una posizione trasversale (si presenta al collo dell’utero una spalla o un braccio) o podalica (seduto).

A seconda di come si senta più comodo, il bambino che “arriva seduto” alla nascita può a sua volta adottare diverse posizioni:

  • Posizione podalica: nel collo dell’utero può presentarsi un piede del bambino.
  • Completamente di sedere: le gambine sono incrociate per il poco spazio nel grembo materno e nel collo dell’utero si presentano le natiche del bambino.
  • Natiche esposte: i piedi sono molto vicini alla testa e a livello del collo dell’utero; le natiche sono in primo piano.
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Come sapere se il bambino si presenta podalico?

Con i progressi tecnologici non dovrebbe essere una sorpresa il fatto che il bambino si presenti podalico. Il controllo prenatale di mese in mese permette di diagnosticare per tempo qualsiasi eventualità e prendere tutti i provvedimenti del caso.

Se siamo vicine al quarto o quinto mese di gravidanza, non dobbiamo preoccuparci se attraverso l’ecografia si determina che il bimbo è podalico. Il feto adotta la posizione cefalica generalmente nell’ottavo mese, quando comincia a prepararsi per nascere.

Quando abbiamo la certezza che il bambino sia podalico, il medico può individuare esattamente in quale tipo di posizione si trova, per decidere quali azioni intraprendere in modo che la nascita sia meno traumatica possibile.

E se il bimbo continua ad essere podalico?

Dato il poco spazio intrauterino e la dimensione del bambino, è poco probabile che alla fine della gravidanza il bambino possa collocarsi da solo in posizione cefalica. Per questo esistono due possibilità per farlo nascere: VCE o parto cesareo.

VCE: la sigla sta per versione cefalica esterna. È una tecnica che consiste nell’esercitare leggere pressioni sull’addome della mamma per manipolare il bambino, al fine di cercare di fargli cambiare posizione e facilitare la nascita vaginale.

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Cesareo: a seconda della complessità del caso, l’ostetrica potrebbe programmarlo intorno alla 39ª settimana, quando il bambino avrà i polmoni maturi e potremo presto portarlo a casa.