Parto in acqua: è raccomandabile? Come funziona?

6 giugno 2018

Garantire il diritto della madre e del bebè di sperimentare un parto il più natorale possibile è stato l’obiettivo di tutti quelli che vivono la nascita di un essere umano come un momento sacro. Oggi, vi parliamo del parto in acqua come alternativa che permette di favorire il rilassamento materno.

In cosa consiste il parto in acqua?

Esistono diverse opzioni disponibili per mettere al mondo il vostro bebè: il parto naturale, verticale o orizzontale, il cesareo o il parto in acqua.

Intorno a quest’ultimo si sono sviluppati una serie di opinioni rispetto ai suoi vantaggi e svantaggi. Se avete pensato di immergervi in una vasca per partorire il vostro bebè, vogliamo darvi una prospettiva chiara e generale del tema.

Non è raro sentire che il parto in acqua concerne una transizione maggiormente piacevole per il bebè, passare da un’ambiente acqueo ad uno altrettanto uguale (dal ventre materno alla vasca).

Tuttavia alcune ostetriche e neonatologi avvertono che al momento della nascita è necessario tirare fuori il bebè dall’acqua per farlo respirare, rendendo così inutile lo sforzo di essere sommerso insieme alla madre.

Se state pensando a questa alternativa per permettere al bebè di sentirsi maggiormente a suo agio in acqua, è raccomandabile valutare accuratamente se vale la pena applicare questa tecnica. Il bebè rimarrà sommerso solo per qualche secondo mentre termina di uscire dal condotto uterino.

Di seguito vi parliamo di alcuni elementi chiave se avete deciso di immergervi per dare alla luce il piccolo.

La temperatura deve aggirarsi attorno a 37° per simulare le condizioni interne al ventre materno.

Vantaggi del parto in acqua

parto in acqua

I 37° di temperatura dell’acqua hanno una funzione anestetica per la madre. Infatti c’è chi ha soprannominato il parto in acqua come “acquadurale”, paragonandolo all’epidurale, nota anestesia per le donne in travaglio.

La madre può coinvolgere il suo partner nel parto. Anche i papà possono immergersi nell’acqua e fare da appoggio fisico ed emotivo per la partoriente che sperimenta un momento di sensibilità e vulnerabilità.

L’acqua diminuisce l’intensità delle contrazioni e al tempo stesso contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna.

La sensazione di piacere sperimentata dalla donna libera endorfine che, a loro volta, diminuiscono il dolore.

Nella vasca, la madre insieme al suo partner sarà facilitata a cambiare posizione ogni volta che vuole. Avrà, inoltre, l’opportunità di entrare ed uscire dall’acqua ogni volta che sia necessario, sempre sotto supervisione medica ovviamente.

Per quanto riguarda il bebè si pensa che passare da un’ambiente acquatico ad un altro riduce ciò che viene chiamato il trauma della nascita.

L’acqua diminuisce la pressione caratteristica della pelvi materna sulla testa del neonato.

Ovviamente è sempre possibile che si verifichi l’inconveniente dell’ultimo minuto che può portare i medici a decidere di far uscire la madre dall’acqua per spostarla in sala operatoria.

Gli svantaggi del parto in acqua

parto in acqua

L’acqua della vasca diventa ambiente ideale per batteri e germi, soprattutto se la madre soffre di emorragia, si verifica una rottura delle membrane o se vengono espulse delle feci. Tutto ciò costituisce un alto rischio di infezione sia per la madre che per il neonato.

Ogni donna è diversa e può succedere che alcune, non riescano a rilassarsi facendo in modo che il dolore sia più intenso. In caso come questo l’equipe medica raccomanderà l’uscita dall’acqua per somministrare i dovuti analgesici come un’epidurale.

Se la madre non riesce a rilassarsi non è da scartare l’ipotesi che possa soffrire di vertigini e di un incremento della pressione sanguigna.

Durante il travaglio il medico potrebbe raccomandare il termine in sala operatoria se si verificano alcune difficoltà. La situazione potrebbe generare preoccupazione o frustrazione nella partoriente.

Avvenuta la nascita i bebè verranno immediatamente tolti dall’acqua. Dato che si tratta di un movimento repentino con poca visibilità, potrebbe verificarsi l’avulsione del cordone ombelicale (lacerazione) che può trasformarsi in emorragia.

Nonostante i bebè abbiano il riflesso del boccaglio con il quale serrano le vie respiratorie, potrebbero respirare mentre sono immersi provocando così asfissia neonatale o convulsioni.

Se decidete di optare per il parto in acqua dopo esservi previamente informati, consultate la vostra ostetrica su dove è possibile trovare questo tipo di offerta.

Ricordate che non è importante come il piccolo viene al mondo, ma è fondamentale scegliere la struttura adatta con le attrezzature adeguate per ogni eventualità. 

Diversi medici raccomandano di godere dei benefici che può portare fare un travaglio in acqua, ma una volta raggiunta la dilatazione è necessario uscire per ridurre il rischio di infezioni.

Ricordate che la decisione che prenderete dovrà essere appoggiata anche dal vostro medico curante, così che il giorno fatidico sarete abbastanza rilassate per godervi questo momento unico e irripetibile.

 

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