10 problemi dei bambini che dormono poco

· 24 Gennaio 2019
Un buon riposo è fondamentale per la salute dei piccoli. Se avete dei bambini che dormono poco, ecco cosa bisogna sapere per risolvere il problema

I bambini che dormono poco possono avere dei seri problemi di salute a lungo andare. Pensare che solo gli adulti possano soffrire di disturbi del sonno è sbagliato. Infatti, spesso anche i vostri figli possono presentare problematiche di questo tipo.

A tale proposito, abbiamo deciso di dedicare un intero articolo a spiegarvi quali possono essere le conseguenze nei bambini che dormono poco. Un sonno sereno e riposante garantisce, infatti, il pieno sviluppo da un punto di vista sia fisiologico che psicologico.

Disturbi del sonno nei bambini

Che ci crediate o no, sono moltissimi i bambini che dormono poco. Circa 1/4 di loro, nel mondo, ha problemi di sonno. In effetti, è uno dei temi più ricorrenti nelle consultazioni che i genitori fanno con il pediatra.

Spesso questi disturbi sono legati a cattive abitudini familiari e alla mancanza di regole. Se anche i genitori vanno a letto tardi e non sono severi rispetto ai limiti, si innescano delle cattive abitudini.

L’insonnia è dannosa a qualsiasi età, ma nel caso dei bambini ancora di più. Se non dormono bene, il loro orologio biologico si sbilancia pericolosamente, impedendogli di crescere o svilupparsi correttamente.

Sin dalla nascita, gli esseri umani possiedono dei neuroni cerebrali speciali, il cui compito è regolare le ore di sonno e veglia. Funzionano proprio grazie all’orologio biologico e sono fondamentali nei primi anni di vita: ecco perché i neonati, ad esempio, dormono moltissime ore di fila.

Naturalmente non solo è un problema biologico, ma dipenderà molto anche da certe condizioni esterne. Ad esempio, una giusta oscurità nella stanza è un elemento in grado di favorire un sonno più riposante. Quando l’ambiente è troppo luminoso, il cervello induce l’organismo a mantenersi sveglio. Come conseguenza, riposare bene diventa impossibile, con pesanti conseguenze nei bambini che dormono poco.

Fabbisogno di sonno in base all’età

I neonati dormono per circa 16 ore al giorno, in più intervalli di quattro ore ciascuno al massimo. Dopo tre mesi, la durata dei risvegli notturni diminuisce e a poco a poco il piccolo inizia a dormire con maggiore continuità.

All’età di 2 anni, i bambini dormono circa 10 ore, mentre a 5 il loro ciclo del sonno è già abbastanza maturo da non svegliarsi quasi mai durante la notte. Inoltre, il pisolino a metà giornata potrà essere finalmente eliminato.

Durante l’adolescenza, noterete facilmente che i vostri figli tendono a dormire di più. Ciò è dovuto ai cambiamenti ormonali che interferiscono nel loro ciclo biologico. In media, hanno bisogno di riposare almeno 8 ore di fila ogni notte.

volto di bambino nascosto sotto lenzuola

“Circa un quarto dei bambini ha problemi legati al sonno. In effetti, questo è uno dei quesiti che i genitori affrontano più spesso con il pediatra”.

Conseguenze nei bambini che dormono poco

Se non viene coperto un numero di ore di sonno sufficiente, i sintomi di questa mancanza appariranno presto nei vostri bambini. Alcuni segnali saranno più visibili di altri. Per evitare che la situazione precipiti e per poter individuare la presenza di un problema, come genitori dovrete fare attenzione a questi elementi:

  • Irritabilità: cattivo umore, pianto o talvolta urla ingiustificate.
  • Irrequietezza: il bimbo mostra un’insolita iperattività.
  • Scoraggiamento o depressione: vostro figlio non ha voglia di giocare né di uscire al parco.
  • Problemi di memoria: non ricorda le cose di base.
  • Disinteresse e scoraggiamento: non esprime più gioia per attività e giochi preferiti.
  • Peggioramento del rendimento scolastico: brutti voti, problemi di comprensione, mancanza di memoria.
  • Mal di testa: questo problema può comparire in diversi momenti della giornata e influire sulla sua vita quotidiana.
  • Diminuzione dei riflessi: l’insonnia provoca problemi all’attività motoria e il bambino potrebbe sbattere con oggetti o causare piccoli incidenti domestici.
  • Maggior incidenza delle malattie: la mancanza di sonno indebolisce il sistema immunitario.
  • Crescita lenta: senza la giusta quantità di riposo, l’organismo non ha sufficienti risorse per svilupparsi pienamente.

Come migliorare il sonno dei bambini che dormono poco?

È molto importante che i vostri figli vengano abituati a seguire un’adeguata routine del sonno, con l’aiuto, le regole e l’esempio degli adulti. Non dimenticate che essere genitori significa anche essere responsabili della salute, e non solo dei divertimenti, di questi giovani individui.

Come primo passo, dovrete stabilire sempre una ora precisa per andare a dormire, che vostro figlio dovrà rispettare anche nel fine settimana. Lo stesso vale per l’ora della sveglia. Consentirgli di rimanere in piedi fino a tardi è una cattiva abitudine che bisogna assolutamente evitare.

bambina stanca studia su scrivania

Inoltre, i sonnellini pomeridiani non devono essere troppo lunghi: al massimo possono durare un’ora e devono concludersi prima delle 16:00. In questo modo, non ci saranno interferenze con il ciclo del sonno notturno.

D’altra parte, anche il cibo influisce sulla qualità e durata del riposo notturno. La cena dovrebbe essere leggera e contenere una maggior parte di verdure. Pietanze fritte, eccessivamente zuccherate e farine rendono la digestione più lenta, con conseguenze negative per il sonno.

Come ultima cosa, ma non meno importante, è necessario evitare l’uso di schermi e dispositivi elettronici prima di andare a dormire. La luce blu che emettono produce un “effetto sveglia” sui bambini, mettendo in allerta il cervello. Meglio leggere un libro (di carta, ovviamente) o giocare con pupazzetti e bambole, in maniera tranquilla.

  • Cruz Navarro IJ. Alteraciones del sueño infantil. En: AEPap (ed.). Curso de Actualización Pediatría 2018. Madrid: Lúa Ediciones 3.0; 2018. p. 317-329.
  • Ugarte Líbano R. Insomnio infantil en Atención Primaria. En AEPap ed. Curso de Actualización Pediatría 2015. Madrid: Lúa Ediciones 3.0; 2015. p. 117-28