Smettere di urlare contro i figli: 3 consigli utili

· 25 ottobre 2017

Alcune persone si sono ripromesse, fin dall’infanzia, di non diventare come i propri genitori. Se state leggendo questo articolo perché volete smettere di urlare contro i figli, forse significa che avete seguito la strada che tanto criticavate.

Non vi spaventate, la quantità di persone che maltrattano i figli senza neanche accorgersene è impressionante. Iniziano preoccupandosi per il loro benessere e, alla fine, dimenticano i loro sentimenti. A questo punto iniziano le urla e le lotte di potere contro i piccoli.

Consigli per smettere di urlare contro i figli

1. Autovalutazione

La mente umana è piena di emozioni che vanno e vengono in risposta a ciò che si vive. Alcuni genitori si arrabbiano facilmente, altri sono più timorosi. Questo dipende dalla personalità di ognuno e dalla carica emotiva acquisita nel corso della vita. Ogni emozione è il prodotto di ferite, delusioni e conflitti che si susseguono giorno per giorno.

Padre riflette da solo.

Per smettere di gridare ai vostri figli, la prima cosa da fare è capire cosa scatena la vostra rabbia. Forse state proiettando le vostre esperienze su di loro, ma dovete ricordare che loro non sono colpevoli. Far ricadere sui vostri figli le vostre paure, la rabbia e le frustrazioni è il problema principale. Al contrario, cercate di mantenere la calma e parlare con loro in maniera tranquilla.

2. Applicare la logica alle emozioni

Spesso non urlate ai figli perché hanno fatto realmente qualcosa di male, ma per fattori che sono completamente estranei alla situazione. La buona notizia è che, una volta individuati questi fattori, è possibile lavorarci per riuscire a controllarli più facilmente.

Difatti, in base a quello che accade alle emozioni, sarà possibile utilizzare o meno la logica. Ha più senso di quanto non sembri. Immaginate che il vostro cervello abbia due uffici principali, uno che sta sopra e uno che sta sotto. L’ufficio più in alto, controllato dalla logica, mette in atto l’azione pratica.

L’ufficio in basso è quello delle emozioni e ha il compito di ricevere e elaborare i sentimenti.

Quando nell’ufficio più in basso è tutto tranquillo, sarà così anche nell’ufficio di sopra. In altre parole, se le emozioni sono in equilibrio, lo è anche la logica.

Però, se l’ufficio di sotto si altera, comincia a suonare l’allarme. L’ufficio della logica chiude e tutto inizia a scomporsi nel tentativo disperato di spegnere le fiamme. È questo il momento in cui iniziate a sentirvi trasportati dalle emozioni e non riflettete più. L’unica cosa che riuscite a fare è aggredire verbalmente i vostri figli.

Se decidete di smettere di urlare ai vostri figli in tempo, non dovrete riparare alcun danno. Se invece lo fate troppo tardi, qualcuno ne uscirà ferito ed è probabile che siano loro.

3. Imparare a controllarsi

Ciò che dovete fare a questo punto è lavorare per fare in modo che il vostro lato razionale controlli le emozioni. Potete riuscirci solo con la pratica, ma intanto potete leggere la lista delle emozioni che più spesso vi fanno gridare:

Sentimenti negativi: smettere di urlare contro i figli

Come genitori, dovete imparare a dominarvi nei momenti in cui perdete la calma. Ecco alcune buone strategie:

  • Informatevi sui fattori che vi fanno perdere il controllo e imparate a gestirli.
  • Cercate di evitare le situazioni che vi fanno gridare. Non si tratta di evitare i problemi, ma di darvi tempo per respirare, riprendere il controllo e la calma.
  • Parlate con i vostri figli e spiegate loro cosa vi dà fastidio e perché. Questa è la soluzione più semplice. Se vi irrita il fatto che non vi ascoltino mentre parlate, ricordatevi che non lo fanno con cattiveria. Forse, spiegandolo vedrete il loro atteggiamento cambiare.
  • Siate un esempio. Dicono che le azioni siano più forti delle parole. I vostri figli si comportano con voi nel modo in cui fate voi con loro. Non volete che vi ignorino? Non li ignorate nemmeno voi.

Il passo più importante per smettere di urlare contro i figli è sviluppare e mantenere la comunicazione.