Come sviluppare l’intelligenza del bebè

· 16 ottobre 2017

Abbiamo sentito dire spesso che il feto è in grado di imparare molte cose fin da quando si trova nel ventre materno. Prima e dopo la nascita disponiamo di varie tecniche per sviluppare l’intelligenza del bebè.

Le tecniche utili a potenziare l’intelligenza dei nostri figli sono semplici, varie e tutte estremamente positive. Applicandole precocemente il bimbo non sarà solo intelligente, ma anche felice e legato ai suoi genitori.

Ecco alcune tecniche da utilizzare durante la gravidanza e dopo il parto per sviluppare l’intelligenza del bebè.

C’è sempre un momento dell’infanzia in cui la porta si apre e lascia entrare il futuro.

-Graham Greene-

Il metodo Tomatis per stimolare l’intelligenza

Dopo più di 50 anni di ricerche, il dottor Alfred A. Tomatis è giunto a creare una disciplina chiamata audiopsicofonologia. Questo campo di studi riunisce le aree di ricerca collegate alla percezione, alla comunicazione e all’ascolto.

Un bimbo ascolta la musica.

Il dottore ritiene che l’udito abbia più funzioni di quante ne siano state individuate. Oltre ad ascoltare e contribuire al mantenimento dell’equilibrio, il senso dell’udito aumenta il potenziale elettrico del cervello.

Tomatis è giunto alla conclusione che l’udito possa contribuire a potenziare l’apprendimento e lo sviluppo globale delle persone. A suo avviso può essere stimolato da determinati suoni, migliorando la comunicazione e l’apprendimento, principalmente nei bebè e nei bambini piccoli. Inoltre, perfeziona la motricità e l’equilibrio.

In cosa consiste il metodo Tomatis?

Consiste in una terapia musicale basata sull’ascolto di composizioni di Mozart, canti gregoriani e la voce materna, filtrati attraverso determinate alte frequenze; tutto questo fin dalla permanenza nell’utero.

Questo metodo è rivolto a evitare un rilassamento di alcuni muscoli che alcuni bebè possono sviluppare bloccando determinati stimoli sonori.

Ai piccoli vengono messi degli auricolari che riproducono i suoni, che il dottor Tomatis ritiene siano quelli naturali coinvolti nello sviluppo dell’ascolto.

Noi stessi possiamo contribuire a sviluppare l’udito del nostro bebè fin da quando si trova ancora nel ventre, grazie all’ascolto di questa musica.

Alcuni studi sostengono che la musica di Mozart esercita un’influenza diretta nello sviluppo dei bebè, sia sul piano creativo che su quello intellettuale. Psicologi, pedagoghi, logopedisti e medici raccomandano questo trattamento.

Sviluppare l'intelligenza del bebè facendogli ascoltare.musica nel pancione.

L’ascolto di Mozart è un’attività con la quale siamo in grado di stimolare molto precocemente l’udito del nostro bebè.

Di seguito vi presentiamo i suggerimenti più semplici per sviluppare l’intelligenza del bebè.

Tecniche semplici per sviluppare l’intelligenza del bebè

  1. Creare un legame con il piccolo.
    Secondo Tracy Cutchlow, autrice del libro “Regole cerebrali per bebè”, quando non si sente in un ambiente protetto, il cervello cerca sicurezza e fa molta più fatica ad apprendere. È molto importante offrire sicurezza a vostro figlio.
    Uno dei modi migliori è mantenere una relazione solida con il vostro compagno. Un altro ottimo metodo è parlargli di frequente, fargli qualche massaggio e stabilire un contatto pelle a pelle.
  2. Raccontargli come è andata la giornata.
    Una delle varie maniere di sviluppare l’intelligenza del bebè consiste nel parlargli molto, ancora prima che nasca. Alcuni studi confermano che i bebè ai quali si è parlato di frequente hanno un coefficiente di 1,5 volte più alto al compimento dei tre anni.
    Tutto dipende dal numero di parole e dalla loro complessità. Quando gli parlate della vostra giornata, gli dite molte parole che funzionano perfettamente.
  3. Comunicate con lui “faccia a faccia”.
    Se sentite l’impulso di fare delle facce buffe al vostro bebè, fatelo! È un’ottima maniera di sviluppare la sua intelligenza. Secondo alcuni studi, i bebè iniziano a riconoscere le espressioni facciali a tre e quattro mesi. A cinque mesi cominciano a riconoscere le emozioni nei volti, mentre tra i sette e i nove mesi sono in grado di comprendere i gesti di un cane o di una scimmia.
    La comunicazione verbale gli permetterà, in futuro, di lavorare meglio in équipe, litigando meno e stabilendo relazioni più forti.
  4. Indicate gli oggetti.
    Alcuni studi confermano che, se gli indichiamo gli oggetti, l’apprendimento è molto più rapido. Per prima cosa, quando gli indicherete qualcosa, il bebè guarderà voi. Mano a mano che crescerà, inizierà a guardare gli oggetti. Dopo i nove mesi, sarà lui a prenderli e mostrarveli.

Grazie a questi suggerimenti sarà molto più facile ottenere i risultati che desiderate. La cosa importante è che vi divertiate a seguirli godendo della compagnia del bebè: vi ritroverete a rafforzare il vincolo affettivo tra madre e figlio.