Apprendimento tardivo: ci vogliono calma e pazienza

· 4 novembre 2017

Molte madri ed educatrici professionali ancora non comprendono pienamente che ogni bambino ha il suo ritmo di apprendimento e maturazione. L’apprendimento tardivo non indica necessariamente dei problemi a livello cognitivo. Non allarmatevi, quindi, se il vostro bambino apprende lentamente.

Logicamente, alcune capacità si svilupperanno più velocemente di altre.

Non dobbiamo comportarci come se fossimo in una gara e forzare il bambino ad arrivare alla meta. Il fattore importante in questo processo è il nostro appoggio, per stimolare il piccolo a continuare ad apprendere. Se il vostro bambino impara con più lentezza rispetto agli altri dovete semplicemente rallentare e camminare pazientemente al suo fianco, rispettando i suoi tempi.

Apprendimento tardivo: una madre paziente sostiene la figlia.

Procedere a piccoli passi

Se il bambino apprende con ritardo siate pazienti. Non mostratevi mai, da nessun punto di vista, frustrate, annoiate o infastidite. Il piccolo ha già il suo fardello da sopportare dato dal ritmo del suo apprendimento e dalla pressione che sente per farvi felici e non sentirsi discriminato dagli altri.

È importante fare attenzione alle parole che usiamo per motivarlo ed aiutarlo. Non si tratta di forzare o accelerare l’apprendimento tramite materiali aggiuntivi e percorsi particolari. Semplicemente il bambino ha bisogno di più tempo.

Proprio per tale motivo, in caso di apprendimento tardivo è consigliabile ridurre l’intensità e la velocità dell’insegnamento. Procedendo lentamente, a piccoli ma solidi passi. Ad ogni modo, è fondamentale percorrere il cammino insieme, alla pari.

Apprendimento tardivo: i comportamenti da evitare

Una delle regole d’oro da applicare è questa: non sgridare, né punire il bambino che presenta queste difficoltà.

Allo stesso modo è vietato categoricamente fare paragoni assurdi e offensivi. Bisogna sempre rispettare i tempi dei piccoli e non fomentare una competizione senza senso che lo faccia sentire inferiore agli altri.

Senza dubbio in queste situazioni il segreto è non cercare di negare gli ostacoli che dovrete superare insieme al vostro bambino. E quindi fare appello a tutta la vostra perseveranza, pazienza, dedizione e amore.

Come aiutare il bambino?

In primo luogo dovete cercare sempre di aiutarlo. E questo non implica assolutamente fare le cose al posto suo, o il messaggio che arriverà sarà che la mamma lo sa fare meglio e quindi non potrà mai ottenere qualcosa senza l’aiuto di un adulto.

Madre e figlio leggono una favola.

Inoltre è molto importante utilizzare le parole giuste durante questo percorso, affinché il piccolo non si senta sminuito, incapace o umiliato. La chiave di tutto consiste nel motivare e stimolare le sue capacità senza ferire né sminuire la sua autostima.

Di particolare importanza è rivedere le mete preposte e i metodi da utilizzare che devono essere sempre adeguati all’età del bambino. Allo stesso modo, ricordate che l’insegnamento deve essere costante ed evitate qualsiasi tipo di distrazione o dispersione.

È fondamentale focalizzare l’insegnamento sulle competenze essenziali della vita pratica: la lettura, la scrittura e le operazioni matematiche di base.

Infine, non dimenticate di potenziare i progressi fatti con l’apprendimento. Per minimi che siano dovete influenzare positivamente l’interesse del vostro bambino per lo studio. Non dimenticate che per i bimbi con queste difficoltà ogni piccolo successo equivale ad un avanzamento di dieci caselle.