Un bambino con DDAI diventerà un adulto con DDAI?

· 21 Dicembre 2018
Sono molti i pregiudizi e le concezioni errate che circolano sulla DDAI.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il DDAI, ossia il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, venisse superato con la crescita. Vale a dire che “scompariva” man mano che il bambino cresceva.

Oggigiorno sappiamo che il DDAI fa la sua comparsa nell’infanzia e che i sintomi possono protrarsi fino all’adolescenza e all’età adulta.

Anche se alcuni bambini apparentemente sembrano superare questo disturbo (in realtà imparano a convivere con l’iperattività e a controllare i propri impulsi), nella maggior parte dei casi coloro che soffrono di DDAI continuano a soffrirne anche da adulti.

La natura del DDAI

La natura del DDAI è cronica. Per questo motivo i sintomi possono presentarsi sotto diverse forme a seconda di come l’individuo si sviluppa nelle diverse tappe della sua vita.

I sintomi possono persino attenuarsi man mano che la persona cresce. Per esempio, lo stato di agitazione può diminuire con il passare del tempo. Tuttavia, non scompaiono mai.

Gli adolescenti e gli adulti che soffrono di DDAI hanno molte risorse e strategie cui ricorrere nel caso in cui i sintomi del loro disturbo a un certo punto diventino problematici.

La diagnosi di DDAI

Capita che il disturbo da deficit di attenzione e iperattività venga diagnosticato non nell’infanzia, bensì nell’adolescenza o persino nella vita adulta.

Questo in genere accade soprattutto quando i sintomi hanno più a che vedere con la mancanza di attenzione e non tanto con i sintomi legati all’impulsività o iperattività.

Sebbene l’individuo possa gestire con successo i sintomi durante l’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta questo disturbo può provocare una necessità maggiore di attenzione, di pianificazione e anche di organizzazione. Motivo per cui, affrontare il DDAI può risultare un po’ più complicato e saranno necessarie nuove strategie. Il DDAI fa la sua comparsa nell'infanzia e si protrae anche nell'adolescenza e nell'età adulta

Quando a un adolescente o a un adulto viene diagnosticato un disturbo di deficit dell’attenzione e iperattività, questa diagnosi può provocare una sorta di sensazione di sollievo.

Il paziente infatti riceverà finalmente una spiegazione a tutti gli ostacoli che si è trovato a dover affrontare nell’arco della propria vita.

Inoltre, oltre a offrirgli consolazione, questa diagnosi lo preparerà ad affrontare le sfide quotidiane con nuove strategie. L’individuo si sentirà più sicuro di parlare di ciò che accade con gli amici e i famigliari.

Quando il DDAI si protrae oltre l’infanzia

DDAI nell’adolescenza

Gli adolescenti affetti da DDAI a cui però il disturbo non è ancora stato diagnosticato o che non sono ancora in cura hanno pochi strumenti e risorse per riuscire a gestire i sintomi.

Di conseguenza, gli adolescenti tendono a incontrare maggiori difficoltà nel combattere i sintomi, cosa che a sua volta può far insorgere problemi nella quotidianità.   

Come tutti i loro coetanei, gli adolescenti affetti da disturbo di deficit dell’attenzione e iperattività vogliono la propria indipendenza. Tuttavia, non essendo in grado di controllare la propria impulsività hanno maggiori probabilità di avere comportamenti che possono comportare dei rischi.

Tutte queste difficoltà possono condurre a problemi emotivi e di bassa autostima. Ecco perché è fondamentale stare attenti a possibili sintomi dell’DDAI.

Solo così potremo offrire ai nostri figli l’aiuto necessario a sviluppare la capacità di controllo e ad avere un determinato comportamento. E potremo evitare loro problemi scolastici, lavorativi, sociali, di coppia eccetera. È importante aiutare un figlio affetto da DDAI a sviluppare le capacità necessarie a controllare i propri impulsi e la propria iperattività

DDAI nell’età adulta

Nell’età adulta i sintomi dell’iperattività sono presenti nella vita delle persone in maniera più sottile. Gli individui adulti affetti da questo disturbo, per esempio, possono provare inquietudine interiore, un’attenzione discontinua, una scarsa organizzazione. Oppure sono spinti a rinviare quello che devono faro o a prendere decisioni affrettate.

Anche se non si vedono chiaramente, i sintomi possono influire molto negativamente sulla vita di una persona.

Infatti gli individui affetti da questo disturbo possono incontrare problemi a svolgere i compiti che vengono affidati loro al lavoro, possono rispondere con impulsività in situazioni in cui invece è necessario un comportamento moderato e rispettoso.

Un adulto affetto da DDAI che non riceve l’aiuto di cui ha bisogno, potrebbe andare incontro a problemi sul lavoro e persino avere difficoltà a conservare le amicizie o anche le relazioni di coppia.

Ecco perché è fondamentale diagnosticare il disturbo di deficit dell’attenzione e iperattività fin dall’infanzia. Solo così un individuo che ne è affetto potrà iniziare a sviluppare le capacità che gli serviranno per il resto della sua vita.

Capacità che gli renderanno più facile anche l’integrazione nella società in tutti gli ambiti. Oltre ovviamente a farlo stare bene con se stesso.