Come funziona la memoria del vostro bambino

28 Dicembre 2018
Perché la memoria del bambini nei primi anni di vita è così limitata? Si tratta di una questione molto interessante.

Come funziona la memoria del bambino quando nasce? È un argomento che ancora non si conosce tanto bene. Continuate a leggere, in questo articolo vi sveleremo tutto.

Il cervello umano rappresenta ancora oggi un enigma sotto molti aspetti. Neppure i progressi tecnologici hanno permesso di comprenderne pienamente il funzionamento. E permangono ancora molte dubbi e ipotesi al riguardo.

Una delle grandi domande è: come funziona il cervello dei bambini? Sebbene la risposta non sia ancora del tutto chiara, abbiamo alcune informazioni utili che ci consentono di capire in che modo i nostri figli imparano, ricordano e dimenticano.

E qui sorge un’altra domanda spontanea. Come funziona la memoria del bambino? Ricordiamo quando eravamo piccoli, piccoli? E se sì, come facciamo? Queste sono alcuni dei quesiti a cui di seguito risponderemo.

La memoria di un neonato è limitata.

I neonati ricordano ma con dei limiti

Non è ancora ben chiaro come funzioni la memoria del bambino.

Sapevate che un bambino è in grado di ricordare la dolce voce della madre dal momento in cui nasce? È possibile perché è il suono che ha ascoltato di più durante la sua permanenza nel ventre materno.

Di fatto, a due settimane scarse dalla nascita, i neonati riconoscono istintivamente l’odore della madre. A partire dai due mesi, iniziano a registrare visi e voci famigliari.

Questo mostra che l’operazione di ricordare è possibile, però molto limitata. Gli specialisti la definiscono “memoria utile”, poiché i piccoli la utilizzano per nutrirsi e chiedere ciò di cui hanno bisogno. È una memoria a breve termine.

Come funziona la memoria? Aumenta progressivamente

Diciamo che i primi riferimenti mentali dei bambini li portano a esplorare. Sono in grado di riconoscere una voce, un odore, gli esseri più vicini a loro e come soddisfare una necessità fisiologica.

Tuttavia, alcuni esperimenti dimostrano che la memoria si trasforma nell’utero. Uno studio realizzato in Finlandia ha scoperto che ad alcuni bambini nel ventre materno veniva ripetuto un insieme di sillabe. Una volta nati, nei bambini che sentivano le stesse sillabe si attivavano determinate aree del cervello.

Inizialmente i bambini possono stabilire una sorta di riconoscimento. È quindi necessario domandarci perché in genere non ricordiamo le nostre prime esperienze di vita. Lo si deve al fenomeno dell’amnesia infantile.

Ricordare momenti dei primi anni di vita è quasi impossibile

Che cos’è l’amnesia infantile?

Alcuni scienziati sostengono che la memoria a lungo termine si formi a partire dai 7 anni, altri dai 4.

L’amnesia infantile è l’incapacità che abbiamo da adulti di ricordare episodi dell’infanzia, avvenuti nel periodo compreso tra la nascita e i 3-4 anni.

Alcune teorie e ricerche sostengono che non abbiamo ricordi nitidi dell’infanzia perché in quella fase il cervello è impegnato a creare neuroni.

Questi neuroni rinforzeranno le nostre capacità dopo i 4 anni, ma il prezzo che pagheremmo in cambio è la perdita di memoria dei primi tempi. Ciò che ci rimane è l’apprendimento di abitudini ripetitive.

I processi cognitivi delle persone sono diversi

Quando arrivano i ricordi di lunga durata?

Ci sono diverse ipotesi. Alcuni studi dicono che la memoria a lungo termine inizia a formarsi a partire dai 4 anni. D’altra parte, un gruppo di ricercatori canadesi sostiene che invece inizi a formarsi a partire dai 7 anni.

Secondo la psicologa canadese Carole Peterson, “la memoria dei bambini tende a modificarsi  poiché i ricordi dei primi anni di vita vengono cancellati da quelli nuovi man mano che i bambini crescono”.

Di una cosa, tuttavia, dobbiamo essere consapevoli, una cosa tra l’altro fondamentale: ogni persona è unica e attraversa processi psicologici diversi. Gli aspetti culturali, quello che si impara e persino gli eventi traumatici fanno sì che ogni esperienza personale sia diversa.

Anche dimenticare fa parte della vita

Perché si dimentica

Molti cercano nell’infanzia eventi vissuti ma dimenticati. A volte sogniamo scene che non si concludono perché, forse, parte di quelle informazioni rimane nel subcosciente.

La verità è che così com’è importante ricordare, è altrettanto ricordare dimenticare. Lo sbiadire di alcuni ricordi è un meccanismo di adattamento, vitale per il nostro sviluppo, attraverso cui vengono eliminate le informazioni che non serve tenere a mente.

Cosa accade nei neonati? Mentre i livelli di neurogenesi sono alti, il compito di dimenticare aumenta. I ricordi durano meno, lasciando il passo alla costruzione di una memoria molto più forte. Adesso sapete come funziona la memoria del vostro bambino!