Il gioco simbolico nei bambini autistici

19 Novembre 2019
I bambini autistici hanno spesso difficoltà a sviluppare giochi simbolici. In questo articolo, proveremo ad approfondire questo argomento.

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico caratterizzato da significative carenze nella comunicazione e nell’interazione sociale e dalla presenza di interessi ristretti e comportamenti ripetitivi. Questi sintomi fanno sì che in molti casi il gioco simbolico nei bambini autistici non possa svilupparsi normalmente.

Si tratta di un problema piuttosto grave, poiché il gioco è essenziale nel processo di maturazione. Infatti,  giocando si imparano una moltitudine di abilità utili per lo sviluppo umano, non solo quello cognitivo. In questo articolo, parliamo del gioco simbolico nei bambini autistici.

«Spesso si pensa che il gioco costituisca una pausa dall’apprendimento vero e proprio. Ma per i bambini il gioco è un apprendimento a tutti gli effetti: implica sforzo e impegno. Il gioco è il lavoro dell’infanzia ».

– Fred Rogers –

Cos’è il gioco simbolico?

Il gioco simbolico consiste nel creare delle situazioni fittizie che simulano quelle quotidiane o estratte da esperienze familiari per il bambino (storie, film, ecc.), usando oggetti o assumendo ruoli per ricreare una storia inventata. In questo modo, i bambini riflettono la loro conoscenza del mondo e la loro interpretazione di esso.

In realtà, si può dire che questo tipo di gioco è il più rappresentativo e tipico dell’età dei bambini. Oltre ad essere un modo ideale per i bambini di esprimere tutto ciò che hanno dentro, questa capacità è anche essenziale per sviluppare creatività e immaginazione.

Bambino con autismo gioca con le macchinine

«Attraverso il gioco, il bambino si comporta in modo molto maturo per la sua età, al di sopra del suo comportamento quotidiano. È come se il bambino cercasse di saltare sopra il suo solito livello e comportarsi da adulto».

– Lev Vygotsky –

L’acquisizione del gioco simbolico

A partire dal primo anno di vita si sviluppa il gioco pre-simbolico. Questa fase precedente si riferisce all’uso funzionale di oggetti comuni e giocattoli semplici per eseguire azioni note con il corpo stesso. Ad esempio, bere da un bicchiere vuoto, simulare una conversazione al telefono, ecc.

A poco a poco, dopo i due anni, i bambini usano questi oggetti o giocattoli su agenti passivi. Cioè, iniziano a ricreare situazioni di vita quotidiana con bambole o altre persone, che servono come destinatari di tali azioni simboliche.

Quindi, acquisiscono la capacità di assumere un ruolo e agire come se fossero un’altra persona. Pertanto, a partire da questo momento, è comune per loro giocare a fare gli insegnanti, i vigili del fuoco, i medici, ecc.

Inoltre, all’inizio, giocano con oggetti realistici, dando loro la funzione e le proprietà che dovrebbero avere. Ma col passare del tempo imparano a giocare sostituendo alcuni oggetti con altri meno simili a quelli reali. Pertanto, i bambini possono usare una scatola come se fosse un letto o un bastone come se fosse un cucchiaio.

Alla fine, dopo quattro anni, il gioco simbolico diventa più complesso, quindi vengono eseguite più sequenze di azioni e più personaggi vengono inclusi durante il momento ludico. In breve, l’acquisizione del gioco simbolico si sviluppa dai primi anni dell’infanzia in poi.

Gioco simbolico e autismo

Il gioco simbolico nei bambini autistici

Come abbiamo spiegato prima, la capacità di inventare storie di fantasia attraverso l’immaginazione di solito inizia a manifestarsi a due anni. A questa età, appare in forma innata e si evolve gradualmente in una teoria della mente completamente elaborata.

Ma nella maggior parte dei bambini che soffrono di disturbi dello spettro autistico ciò non accade: di solito hanno difficoltà a stabilire questa capacità mentale.

Alcune strategie che possono essere utilizzate per sviluppare e stimolare il gioco simbolico nei bambini autistici sono:

  • Insegnare a giocare con gli oggetti imitando e guidando il bambino nelle sue azioni.
  • Giocare a giochi di ruolo.
  • Impostare delle linee guida per rappresentare le storie.
  • Guidarli nella creazione di storie.

In questo modo, i bambini con autismo interagiscono con l’ambiente in modo divertente e sano: ciò contribuirà al miglioramento delle loro capacità comunicative e sociali.

  • American Psychiatric Association. (2013). Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales-DSM 5. Barcelona: Editorial Médica Panamericana.
  • Cornago, A., Navarro, M., & Collado, F. (2013). Manual del juego para niños con autismo: ejercicios, materiales y estrategias: del cucutrás al juego simbólico. Psylicom.
  • Pecci, M. C., Herrero, T., López, M., & Mozos, A. (2010). El juego infantil y su metodología. España: Editorial Mc Graw Hill.