Dislalia infantile: come comportarsi?

· 12 Novembre 2018
La dislalia infantile è un disturbo comune del linguaggio del bambino, il quale omette, sostituisce o altera determinati fonemi. Come comportarsi in questi casi?

Vi è mai capitato di sentir parlare della dislalia infantile? Si tratta di un disturbo del linguaggio facilmente diagnosticabile in bambini che hanno più di 4 anni, ma che continuano a pronunciare male le parole. È il caso dei ragazzi che non riescono ad articolare correttamente le sillabe.

Spesso, i piccoli che presentano questa difficoltà nel linguaggio (che è in grado di rendere inintelligibili i loro enunciati) omettono determinati suoni, oppure li sostituiscono con altri che non sono corretti. Inoltre, questi bambini possono riuscire a pronunciare bene le sillabe quando sono separate, ma commettono errori quando uniscono i fonemi.

Anche se tutti coloro che circondano il piccolo uniranno tutti i propri sforzi nel tentativo di correggere il suo modo di parlare, in molte occasioni risulterà molto difficile trovare una soluzione domestica al problema, senza ricorrere a un trattamento specializzato e su misura. Come comportarsi, allora, nei casi di dislalia infantile?

Che cos’è la dislalia infantile?

Anche se soffriamo e ci lamentiamo di ogni problema che affligge i nostri bambini, in questo caso non c’è motivo di preoccuparsi. Al contrario, è sufficiente occuparsene. La dislalia infantile, infatti, non è altro che la cattiva pronuncia di determinati fonemi, indice di un problema di articolazione latente.

La dislalia infantile consiste nell'omissione, sostituzione o alterazione di determinati fonemi da parte del bambino

Infatti, stiamo parlando del disturbo del linguaggio più frequente nell’infanzia. Si presenta tra i 3 e i 5 anni, con l’alterazione, l’omissione o la sostituzione di determinati suoni da parte del bambino. Se però il problema persiste anche dopo che questa età è stata superata, si renderà necessario ricorrere ad assistenza specializzata.

Forme di dislalia

  • Fisiologiche. Gli organi del bambino non sono ancora del tutto sviluppati e, di conseguenza, attraversano una fase di dislessia, che diventa un problema preoccupante solo se persiste dopo i 4 anni di età.
  • Audiogene. In questo caso, un difetto nell’udito del bambino gli impedisce di acquisire la capacità di esprimersi normalmente. Fondamentalmente, la pronuncia scorretta dipende da una percezione uditiva difettosa.
  • Funzionali. In questo caso così comune di dislalia infantile è presente un funzionamento anormale degli organi periferici del linguaggio, a causa del quale, generalmente, vengono omessi, sostituiti o deformati i fonemi r, s, z, l, k e ch. Le possibili cause di questo disturbo non organico sono dovute a una educazione insufficiente o a un ambiente familiare o sociale poco favorevole  per il minore.
  • Organiche. Sono dovute a determinati difetti degli organi preposti alla produzione del linguaggio. Inoltre, a seconda della regione interessata, possono essere classificate in:
  • Labiali
  • Linguali
  • Dentali
  • Palatali
  • Nasali
  • Mandibolari
La dislalia infantile può presentarsi in una varietà di forme

Trattamento della dislalia infantile

Naturalmente, il trattamento per la dislalia infantile dipenderà dall’origine del disturbo. In base alla sua natura, quindi, il problema può essere affrontato tramite un intervento diretto (rivolto all’articolazione del fonema e alla sua automatizzazione nella produzione del linguaggio) oppure indiretto (rivolto allo sviluppo degli organi fonatori).

Il linguaggio può indubbiamente migliorare grazie a una terapia adeguata, basata generalmente sulla realizzazione di esercizi in grado di perfezionare la muscolatura impiegata nella produzione di suoni e di migliorare l’articolazione delle parole, la qualità della respirazione, il ritmo nella dizione, ecc.

Queste terapie ed esercizi vengono presentati ai bambini sotto forma di giochi, allo scopo di rendere più facile e divertente l’acquisizione di queste abilità. Tuttavia, affinché questo processo risulti efficace, è importante che i genitori siano coinvolti e si impegnino nell’aiutare il piccolo a casa.

È però necessario aggiungere la seguente annotazione, di particolare importanza. La dislalia infantile non scompare senza l’intervento di uno specialista, che provvederà a valutare le condizioni del bambino, per poter così formulare un programma basato sulle seguenti fasi.

  • Stimolazione della capacità infantile di produrre suoni, riproducendo movimenti e posture, emettendo le vocali e le consonanti, confrontando e differenziando i suoni.
  • Coordinazione dei movimenti necessari per la pronuncia di suoni, come esercizi labiali e linguali. Lo scopo consiste nell’insegnare al bambino le posizioni corrette per ogni suono.
  • Realizzazione di esercizi nei quali il bambino deve produrre il suono all’interno di determinate sillabe, fino a riuscire ad automatizzare lo schema muscolare necessario per l’articolazione di suoni.
  • Preparazione del bambino perché possa iniziare a pronunciare parole complete attraverso il gioco.
  • Trasferire al di fuori delle lezioni ciò che è stato appreso. In altre parole, applicarlo al linguaggio spontaneo, senza limitarlo alle sedute terapeutiche.

Prima ha inizio il trattamento, migliori saranno i risultati che nostro figlio riuscirà a ottenere. Perché, se la dislalia infantile non viene curata adeguatamente, questo difetto è destinato a perdurare nel tempo. Inoltre, gli organi preposti alla produzione del linguaggio perderanno plasticità e agilità, rendendo ancora più difficile la loro correzione.