La cosa più potente da dire a una mamma che ha perso un figlio

17 Giugno 2019
"Che cosa posso dire a una mamma che ha perso un figlio?": l'autrice di una commovente testimonianza risponde a questa domanda.

Denise Stirk è l’autrice di una testimonianza davvero straziante. In questo testo racconta una sua esperienza personale innescata da una domanda veramente complessa: “Che cosa si può dire a una madre che ha perduto un figlio?“. Una serie di situazioni significative la spinge a formulare alcune riflessioni. Ed è qui che scopre qual è la cosa più potente che possiate dire a una mamma che ha perso un figlio.

Nelle righe che seguono condivideremo alcune idee tratte dal caso di Denise, che ha commosso il mondo. Questa madre coraggiosa, empatica e comprensiva che è emersa da un turbine di emozioni. Non senza prima esprimere, però, la sua irrequietezza sentimentale attraverso le sue sentite parole, in grado di comunicare la cosa più potente che si possa dire a un’altra mamma.

Come affrontare il lutto di una mamma che ha perso un figlio?

In questo caso, la riflessiva e introspettiva protagonista di questa storia racconta un evento tragico. Parla della perdita inattesa di una figlia di 21 mesi da parte di una sua amica. Senza alcun dubbio, un dolore e una sofferenza privi di rimedio, per chi abbia vissuto la maternità.

"Sei una mamma" è la cosa più potente che possiate dire a un'altra mamma

La protagonista decide di fare un viaggio per accompagnare la sua amica, che ha perso un figlio. Di fronte all’incontro con la triste madre, nascono diversi interrogativi. Come trovare le parole giuste per consolarla? In che modo evitare di dire cose inadeguate?

Alla ricerca delle parole perfette, comprende di non essere in grado di relazionarsi davvero con il dolore. Perché, con due bambini sani a casa, sente di non poter dire nulla, senza averne un’esperienza diretta. Tuttavia, armata di citazioni bibliche e frasi fatte, si lancia in questa impresa consolatoria.

Ed è qui che trova un milione di parole impreviste. Estremamente potenti e in grado di cambiare la vita. È questa madre forte, nel pieno contesto del lutto, che dice qualcosa che affonda profondamente nel suo cuore. Si tratta forse della frase più semplice che potrebbe mai venire pronunciata.

Mentre descrive come il suo incubo peggiore tutto ciò che ha dovuto vivere accanto al suo angioletto, le dice, sconsolata e con le lacrime che le scorrono lungo le guance: “Sei una mamma. Una frase che le mozza il fiato e dimostra la grandezza della sua perdita e il livello del suo dolore.

Il segreto per affrontare il lutto di un’altra madre che ha perso un figlio si trova nel legame più semplice e significativo: la maternità. Perché, anche se non tutti vivono in prima persona la sofferenza causata dalla perdita di un figlio, ogni mamma condivide la gioia di averlo avuto.

Comprendere l’altra mamma

Questo è il punto di partenza che aiuta Denise a comprendere l’inferno vissuto da quest’altra mamma. Certo, perdere un bambino è la paura di ogni madre. La semplicità e la potenza di questa grande verità sono riuscite a farla entrare in sintonia con altre madri.

E a questo punto non ha più importanza il modo in cui scegliamo di educare i nostri figli. Rimane solo un elemento comune: cuori direttamente collegati con i figli. Questo legame l’ha unita anche a sua madre, a cui recentemente è stato diagnosticato un cancro alla mammella.

Nella sala d’attesa prima del trattamento, Denise osserva la madre di un bambino di tre anni. Risplende, orgoglioso, col suo vivace mantello di Superman e la mascherina dell’ospedale. La madre, cullandolo tra le braccia, gli sussurra qualcosa. Denise sente il sangue che si gela, il cuore che si ferma. Soffre per quest’altra mamma.

In un mare di lacrime che le cadono dagli occhi, ricorda la frase della sua amica: “Sei una madre“. Una frase che le torna in mente anche dopo, quando un’impiegata del ristorante cerca di trovare una babysitter. La vede angosciata e furiosa. Un altro colpo al cuore in questa catena di avvenimenti poco casuali e, invece, piuttosto causali.

Infine, si accorge di una madre che viaggia in piedi per quattro ore e mezza. Guarda con impazienza l’orologio, bacia la testa priva di capelli del suo bebè. Qualunque cosa, pur di evitare il pianto e consolare il bambino. Vede che è oppressa e frustrata, e lo sa semplicemente perché è una madre.

“Sei una madre”: la cosa più potente per una mamma che ha perso un figlio

conversazione al parco

La maternità è un filo che ci unisce tutte. Madri in grado di fare tutto, ricche o povere; con bambini sani o malati. Quelle che allattano o che danno latte artificiale. Tutte unite da un unico sentimento: un amore folle, che paralizza il cuore.

E quest’ultima verità può anche arrivare a fare male. Per questa ragione, le pubblicità malinconiche scatenano facilmente il pianto delle madri. Per questo motivo piangono dopo aver lasciato i lor figli, il primo giorno di scuola. E per questo ogni malattia, per quanto possa essere trascurabile, finisce per essere terrificante.

Per questa stessa ragione, i loro cuori soffrono di fronte ai lutti prenatali o ai casi di sterilità. È per questo che l’idea di un figlio che abbandona il nido diventa terrificante. Ed è per questo stesso motivo che la morte del figlio di un’altra mamma può risultare straziante. Così, naturalmente, desideriamo dare conforto alle madri che si trovano a dover affrontare un momento difficile.

Semplicemente, si tratta di abbracciarle ed evitare di lottare alla ricerca delle parole adeguate o corrette. Perché, senza ombra di dubbio, la cosa più potente che possiate dire a un’altra madre è: “Io ti ti capisco, perché anch’io sono una madre“.