La disabilità intellettiva di un figlio: come affrontarla?

8 Agosto 2019
Accettare che il proprio figlio abbia una disabilità intellettiva può rappresentare fonte di stress eccessivo e di brutti momenti. A seguire, vi spieghiamo come affrontarla.

Le madri e i padri, quando sono in attesa dell’arrivo di un bambino, tendono a crearsi una serie di aspettative sul suo aspetto, sulla sua personalità, sulle sue qualità e così via. Ma quando il bambino nasce con dei disturbi, questi pensieri si dissolvono per dare spazio all’accettazione della nuova situazione. Per questo motivo, oggi parleremo di come affrontare la disabilità intellettiva di un figlio.

L’educazione in casa è fondamentale per poter avere una prognosi favorevole e uno sviluppo in questi bambini. Inoltre, è importante trattarli come gli altri e tenere conto dei loro limiti. Ma senza mostrarsi iperprotettivi.

Avere un bambino speciale significa trasformarsi in maestra per poterlo educare e in dottoressa per assisterlo, nell’essere la sua avvocatessa per rappresentarlo e una leonessa per difenderlo.

-Flavia Pascual- 

affrontare la disabilità intellettiva

Cosa comporta la disabilità intellettiva?

Attualmente si percepisce tale disabilità come la presenza di un livello di sviluppo significativamente inferiore alla norma, sulla base dell’età anagrafica della persona e in due aree:

  • Il funzionamento intellettivo.
  • Le condotte adattive.

Inoltre, questi bambini, in generale, presentano le seguenti caratteristiche:

Come affrontare la disabilità intellettiva di un figlio?

Accettare di avere un figlio con disabilità intellettiva, a volte, risulta complicato e può persino comportare un periodo di lutto. Pertanto, in questi casi, è importante poter contare sull’aiuto di professionisti del campo. Poterlo fare rappresenta un aiuto sia per il bambino che per i genitori, visto che questi ultimi avranno bisogno di consigli per accettare la realtà che tocca loro vivere.

A tal proposito è importante che venga elaborata una diagnosi, per cui si deve poter contare su professionisti e associazioni che siano loro di supporto. Con il loro aiuto, le madri e i padri potranno:

  • Apprendere delle strategie di osservazione e intervento.
  • Acquisire abilità per stimolare ed educare.
  • Sviluppare competenze per l’educazione e l’interpretazione dei comportamenti del bambino.
  • Disporre di informazioni sulla disabilità intellettive.
  • Mettersi in contatto con altre famiglie che si trovano nella stessa situazione.

Tutte queste conoscenze sono appositamente pensate per raggiungere un adeguato progresso in qualunque aspetto della vita del bambino con delle disabilità intellettive. Inoltre, è particolarmente necessario che i genitori non siano iperprotettivi verso loro figlio, così come non devono sottovalutare le sue abilità.

Allo stesso tempo, è importante chiedere consiglio su aspetti vincolati alla relazione di coppia, visto che può arrivare a deteriorarsi per i costanti conflitti e punti di disaccordo sull’educazione del bambino, o perché uno dei due membri della coppia si sente sopraffatto dalla situazione.

Inoltre, bisogna prendersi cura dei legami stretti con gli altri figli e con la famiglia allargata (nonni, zii, cugini, ecc..), in modo che imparino a capire il bambino e a comprendere i suoi comportamenti.

Quel che ho di speciale sono dei genitori e un ambiente familiare che ha lottato perché diventassi più autonomo possibile.

-Pablo Pineda-

bambini con disabilità

La disabilità: un percorso diverso

La nascita di un figlio è un momento di cambiamenti nella vita di qualsiasi persona; un momento in cui imbocca la strada della maternità o della paternità. Tuttavia, se il piccolo manifesta un ritardo intellettivo, la percezione è quella di un fatto straordinario e inatteso. Per tale motivo il cammino diventa un percorso diverso, in cui bisogna imparare a rispondere alle necessità specifiche del bambino.

In tal senso, le madri e i padri dei bambini con disabilità intellettuale hanno bisogno di senso dell’orientamento per migliorare la qualità della vita dei piccoli, di se stessi e delle loro famiglie. Infine, è doveroso riportare la frase del maestro Pablo Pineda, il primo europeo con la Sindrome di Down a concludere un percorso universitario e ad essersi dimostrato un esempio di superamento dei propri limiti:

Non esistono persone con disabilità, bensì persone con abilità diverse.

-Pablo Pineda- 

Questa frase dovrebbe essere incisa nelle menti di tutte le madri e di tutti i padri dei bambini con disabilità intellettive, in modo da instillare in loro la fiducia nelle qualità e nelle abilità del loro bambino e in modo che gli diano sostegno.

  • Asociación Americana de Discapacidades Intelectuales y del Desarrollo-AAIDD. (2010). Discapacidad intelectual: Definición, clasificación y sistemas de apoyo. Madrid: Alianza.
  • Candel-Gil, I. (2005). Elaboración de un programa de atención temprana. Electronic Journal of Research in Educational Psychology3(7), 151-192.
  • Guevara Benítez, Y. y Soto, E. G. (2012). Las familias ante la discapacidad. Revista electrónica de psicología Iztacala15(3), 1023-1050.
  • Tamarit, J. (2009). Atención Temprana: avanzando hacia un modelo inclusivo orientado a la calidad de vida familiar y al desarrollo de competencias personales significativas tanto en los niños y niñas como en sus familias. Madrid: FEAPS.