Vi terremo in braccio, prima di farvi volare alto

· 18 Aprile 2019
Tenere in braccio i propri figli è fondamentale per farli crescere con sicurezza, quella di cui avranno bisogno quando voleranno liberi nel cielo della vita

Dicono che madri e padri non devono tenere i propri figli troppo tempo in braccio. Per alcuni, ciò potrebbe essere controproducente per il loro sviluppo. La vita si svolge in terra ed è qui che si presentano le vere sfide. È qui che bisogna rialzarsi, dopo ogni caduta.

Ma attenzione, stiamo parlando di bambini e non di adulti. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un curioso interesse per il fatto che i piccoli “imparano velocemente”. Ci sono quelli che vogliono che il loro bambino acquisisca le abilità di alfabetizzazione il prima possibile, che impari presto a nuotare, dipingere, cantare o suonare uno strumento. O, ancora peggio, che inizia a mangiare cibi solidi prima del previsto…

L’accelerazione delle fasi della crescita dei bambini non genera risultati positivi. A meno che non sia il bambino a dimostrare di essere all’altezza di questa velocizzazione innaturale. Ma non se non ha ancora raggiunto quei periodi sensibili di cui parlava la Montessori. Perché, in realtà, sono i genitori stessi che devono conoscere i bisogni dei loro figli, per sapere cosa offrire loro. Sapere intuire e sapere cosa dare in ogni momento, è garanzia il successo nell’educazione.

I bambini, a prescindere da ciò che suggeriscano altri genitori, amici o presunti guru, hanno bisogno di essere tenuti in braccio. Perché ciò permette di avvicinare i cuori, dimostrando e trasmettendo quell’affetto e quella sicurezza che sono fondamentali per crescere.

Tenere i figli in braccio: il contatto affettuoso che li aiuta a crescere

Ci riferiamo a quell’educazione prossima, che favorisce un contatto stretto, intimo e delicato. Come la tecnica della “mamma canguro” che è vitale per i cuccioli prematuri. Questa unione, questo contatto a pelle con la madre (e con il padre) favorisce l’attivazione di molteplici meccanismi neurobiologici, che migliorano le risposte adattive dei piccoli.

Infatti, equilibra il ritmo della respirazione, il flusso di ossigeno e stimola i processi essenziali come l’aspirazione e la deglutizione. Ma ci sono molti aspetti interessanti che vedremo assieme, di seguito.

Genitori con in braccio i figli

Neonati e bambini soffriranno di meno

I bambini prematuri sono sottoposti a varie procedure mediche in cui, inevitabilmente, provano dolore. Tuttavia, il fatto di stare in braccio a mamma e papà per vari periodi di tempo, riduce quell’impatto negativo, quella sensazione di sofferenza.

  • Allo stesso modo, un neonato o un bambino più grande cercheranno sempre le vostre braccia quando sentiranno paura, quando qualcosa fa male, quando non stanno bene. Lungi dal vederlo come la reazione di un bambino esigente, è necessario assumere la realtà del suo significato.
  • Il contatto fisico riduce lo stress, placa la paura e fornisce un adeguato rilassamento nei circuiti neurali legati al dolore.

La sicurezza dell’essere tenuti in braccio migliora l’autostima

Non date retta a chi non capisce nulla di bambini: tenerli in braccio non fa affatto male, anzi. Accarezzate, baciate e date rifugio al vostro piccolo, tutte le volte che noterete questa esigenza e a qualsiasi età. Offrite loro la protezione e il calore del vostro corpo. Lasciate che si addormentino, sereni e tranquilli. Anche a 5 o 6 anni non c’è assolutamente nulla di “controproducente”. Al contrario, tenere in braccio i vostri piccoli rafforzerà quelle radici che li legano alla famiglia:

  • Il bambino che si sente amato conta è più sicuro di sé stesso.
  • I bambini che sono stati vicini ai loro genitori durante la loro infanzia, diventano adulti con maggiore autostima.
  • Lasciate che vostro figlio vi abbracci, a qualsiasi età ed in un qualsiasi momento. Crescerete un adulto con una migliore consapevolezza di sé, capace di apprezzare il legame emotivo e di stabilire legami basati su affetto, cura e rispetto.
Madre tiene in braccio tre figli

Ali per volare, radici per tornare

Come genitori, cercherete di dare sempre il meglio ai vostri figli. Lungi dall’essere influenzati da ciò che gli altri dicono o pensano, dovrete fidarti di ciò che vi dice il vostro pediatra e anche seguire il vostro istinto. È curioso sapere, ad esempio, che sia il cervello del padre che il cervello della madre cambiano con l’arrivo del primo figlio.

La scrittrice Katherine Ellison, nel suo libro “Il cervello delle mamme: Come la maternità ti rende più brillante” spiega proprio come il cervello dell’uomo e della donna arrivano a sperimentare maggiori connessioni neuronali.

  • C’è uno scopo comune: garantire la sopravvivenza e il benessere di questo nuovo essere. Ciò implica che molti dei nostri scopi cambieranno e saremo in grado di sviluppare nuove competenze.
  • Una di queste è il multitasking. Entrambi sarete in grado di fare molte cose contemporaneamente. Inoltre, il livello di ossitocina impregnerà il vostro cervello. E anche nei papà ridurrà il livello di testosterone che favorisce l’amore e la cura dei piccoli.
  • Ognuna di queste caratteristiche ci avvicina ad un bisogno essenziale: tenere vicini, molto vicini, i propri figli.

Perché negare qualcosa che è così confortante sia per i bambini che per i genitori?

Mamma con bambino

Vale la pena tenerne conto. Tenere i figli in braccio significa rafforzare le radici dei figli nei cuori dei genitori. Dà loro quel sostegno, quel rifugio verso cui torneranno sempre, identificando la serenità, la protezione e dove trovano le forze necessarie e l’ossigeno per volare alti nella vita. Fino a toccare i loro propri sogni.