Il cervello della madre cambia durante la gravidanza

· 10 maggio 2018

La gravidanza rappresenta, senza alcun dubbio, una tappa magica e speciale. Questo è talmente vero che la scienza ha verificato la presenza di cambiamenti inattesi nel cervello della donna incinta. L’idea, naturalmente, è che queste alterazioni la aiutino a prendersi cura del piccolo.

Che la gravidanza produca cambiamenti significativi nel corpo della madre è più che evidente. Tuttavia, ciò che non molte donne sanno è che anche il suo cervello subisce, in questo periodo, trasformazioni importanti. Di che cosa stiamo parlando? Ve lo spieghiamo nelle righe che seguono.

L’aumento di peso, le nausee, i dolori alla schiena e quei cambiamenti ormonali che provocano così tanti fastidi sembrano non essere l’unica conseguenza che la gravidanza produce sul corpo della donna. Certamente vi starete domandando: “Ce ne sono altri?!”. La risposta è sì.

Ciononostante, non si tratta di alterazioni negative. Al contrario, il loro scopo è prendersi cura del bebè.

Cambiamenti nel cervello della madre in gravidanza

Fondamentalmente, la scienza ci informa del fatto che, nel cervello della madre, si verifica una riduzione della quantità di materia grigia. La materia grigia è situata nel midollo spinale e nella parte esterna del cervello. È responsabile dell’elaborazione delle informazioni e, infatti, la sua quantità è direttamente collegata all’intelligenza dell’individuo.

Più precisamente, questa riduzione si presenta nelle regioni in relazione con l’empatia. Lo scopo principale consiste nel percepire in maniera più efficace le sensazioni del piccolo che vive nel ventre.

Questa riduzione di neuroni, però, è un po’ contraddittoria. Gli autori dell’indagine sottolineano che questa diminuzione delle connessioni neuronali si verifica proprio perché questo compito possa venire svolto in maniera più efficiente. Pertanto, non equivale a una perdita o a un calo di prestazioni in questa abilità.

Inoltre, possiede anche un potente effetto sull’ambiente circostante. La donna è in grado di percepire minacce presenti intorno a lei con maggior sensibilità rispetto a prima. Questa capacità, ci viene assicurato, si mantiene fino a due anni dopo il parto. In fin dei conti, l’istinto materno che così tante volte determina la salvezza del piccolo possiede evidenti fondamenti neuroscientifici.

I cambiamenti nel cervello della madre la rendono più adatta a prendersi cura del figlio

Effetti secondari

Dal momento che il cervello della madre si modifica in questo modo, risulta normale che alcune delle sue capacità siano ridotte, mentre altre vengano potenziate. Eccone alcuni esempi:

  • Memoria: molte future mamme hanno dichiarato di sentirsi più smemorate che nel resto della loro vita. Questi cambiamenti nella quantità di materia grigia potrebbero costituire una spiegazione per questo fenomeno.
  • Stress: in questo caso, la riduzione dello stress è dovuta, in gran parte, all’ossitocina. In questo modo trova una spiegazione il fatto che una madre attraversi così tanti cambiamenti e trascorra così tante ore insonni senza soffrire di complicazioni legate a questa patologia.
  • Socievolezza: avete notato che la madri sembrano dotate di un sesto senso per leggere i pensieri? In gran parte, ciò si deve al fatto che il cervello si prepara per interpretare segnali non verbali. Logico: il bebè non parla. Di conseguenza, questa dote assume un’importanza fondamentale e può estendersi ad altri aspetti della vita.
  • Coraggio: sia prima che dopo il parto, la donna acquisisce del coraggio “extra” per affrontare la stessa nascita e i possibili rischi che potrebbero minacciare la vita del suo piccolo.

Che cosa succede ai padri?

Gli studi sono stati realizzati analizzando gruppi di circa 20 donne e uomini, alcuni con figli, oppure mentre li aspettavano, e altri, invece, privi di figli. Attraverso l’impiego di risonanze magnetiche, sono state riscontrate alterazioni nella sostanza grigia delle madri, ma non degli uomini.

Ciononostante, bisogna considerare il fatto che questo studio si è concentrato su uomini il cui ruolo non era quello della principale figura di accudimento. Alcune teorie affermano che anche la mente dell’uomo, quando deve assumere il ruolo di unico responsabile di un bambino, subisce alterazioni che migliorano determinate doti.

Specificamente, questi cambiamenti hanno a che vedere con la produzione di ossitocina. Sì: si tratta di un ormone caratteristico e necessario presente nel corpo delle madri durante l’allattamento, ma è prodotto anche dagli uomini. Grazie a esso, riescono a interpretare meglio le necessità del bebè e le sue emozioni.

Il cervello di una madre sacrifica una parte di razionalità per lasciare spazio a pensieri più istintivi

Il cervello della madre subisce alterazioni nelle regioni collegate all’empatia. Lo scopo principale consiste nel percepire in maniera più efficace le sensazioni del piccolo che vive nel suo ventre.

Qual è la spiegazione di queste modifiche?

Come quasi tutto ciò che avviene nel corso della gravidanzaquesto processo ha una stretta relazione con i cambiamenti ormonali. La rivoluzione in atto è tale che anche il cervello ne rimane coinvolto.

Tuttavia, bisogna sottolineare che si tratta di un adattamento a carattere positivo. Si tratta di una dimostrazione valida e scientifica del fatto che esiste davvero un legame speciale tra madre e figlio. L’istinto di protezione, così tante volte messo in discussione, viene evidenziato proprio dal cervello della madre.

La prossima volta che vi capiterà di notare capacità “magiche” in una madre, in relazione al proprio figlio, avrete un’idea della loro provenienza. Risiede tutto nel cervello: quel magico strumento che si adatta alle differenti fasi della vita umana.