Secondamento: cos’è e in cosa consiste?

· 19 settembre 2017

Il secondamento è l’ultima fase del parto e va dalla nascita del neonato alla totale espulsione della placenta e delle membrane ovulari. Di solito, si tratta di un processo spontaneo e privo di dolore.

La gravidanza, il parto e il secondamento sono periodi in cui accadono cambiamenti molto importanti. Si tratta di un processo naturale di recupero del corpo e rappresenta un grande cambiamento nella vostra vita, sia a livello individuale, sia familiare, al quale dovete adattarvi in modo graduale.

In generale, il secondamento è un processo spontaneo e privo di dolore. Durante questa fase, che è l’ultimo stadio del parto, l’utero si contrae e la placenta viene espulsa in pochi minuti.

Questa fase può durare 30 minuti o poco più. È possibile che il medico che vi ha assistito nel parto vi massaggi in fondo all’utero e vi aiuti ad espellere la placenta.

Al giorno d’oggi, come spiegano diverse guide pratiche per i genitori, su tende ad agire in questa fase iniettando dell’ossitocina per accelerare l’espulsione della placenta.

Lo scopo è ridurre la perdita di sangue della madre e, così, l’anemia post-parto. Nel caso in cui la placenta non esca, i medici realizzeranno un’estrazione manuale. Per riuscirci, se alla madre non è stata fatta un’epidurale, è necessario sedarla perché si tratta di una procedura fastidiosa.

“È importante comprendere questo periodo come una situazione unica e speciale che dovete vivere appieno e con la massima soddisfazione. Si tratta di una fase in cui i legami con il neonato sono molto stretti. Abbiate fiducia nelle vostre capacità di affrontare la situazione con successo e con sicurezza”.

-Associazione Spagnola di Pediatria, Guida Pratica per i Genitori-

neonato secondamento

Dal secondamento al puerperio

Dopo la fase del secondamento, arriva un altro processo conosciuto come puerperio. Si tratta del periodo che va dalla fine del parto alla ripresa delle normali funzioni degli organi sessuali femminili e alla ricomparsa delle mestruazioni. Dura dalle 6 alle 8 settimane e si divide in tre fasi. La prima, il puerperio immediato, accade nelle prime due ore subito dopo il parto.

Esiste anche una fase intermedia che si svolge nei 10 giorni dopo il parto e, infine, l’ultima fase va dalla fine della fase intermedia fino alla prima mestruazione.

Quest’ultima fase può mettere più tempo a iniziare, fino a 6 mesi circa, se si procede con l’allattamento materno. Queste due ultime fasi devono essere controllate dalle ostetriche o, a volte, dalle infermiere durante la visita puerperale, per seguire e valutare la ripresa post-parto.

Cosa accade dopo il parto?

Dopo il parto si produce un’emorragia conosciuta come lochiazioni o lochi. È simile a una mestruazione, ma all’inizio è più abbondante e si riduce con il trascorrere dei giorni.

È normale sentire qualche piccolo fastidio, come dei dolori nella zona del perineo, soprattutto avete qualche punto di sutura dovuto a un’episiotomia o a un taglio durante il parto.

Noterete una sensazione di stanchezza, che può essere combattuta con il giusto riposo.

Avvertirete dei dolori addominali causati dalla contrazione naturale dell’utero che, durante questa fase, si riduce fino a raggiungere le dimensioni iniziali.

È possibile che sentiate, forse per la produzione di ossitocina durante l’allattamento, i cosiddetti “morsi uterini”. Degli analgesici vi saranno utili per ridurre il fastidio.

Dopo la nascita di vostro figlio, non innervositevi, ma adattatevi alla nuova situazione con il sostegno della vostra famiglia. Sarete in grado di affrontare tutti i cambiamenti emotivi, psicologici, familiari e sociali che vi sta regalando la vita.