Il parto: un processo meraviglioso

· 29 ottobre 2016

Uno dei modi migliori per godersi la vita è apprezzarne ogni tappa, essere presenti qui e ora; questo fa sì che la nostra attenzione sia focalizzata su quello di cui abbiamo bisogno ed è anche il motivo per cui, con un tale approccio, possiamo vivere in modo unico il meraviglioso processo del parto.

I segnali che indicano l’inizio del parto sono diversi. Tra questi c’è la dilatazione del collo dell’utero tra i tre e i quattro centimetri, per poi accorciarsi di oltre il 50%, evento che si verifica anche quando si presentano una media di due-tre contrazioni di intensità medio-alta ogni 10 minuti.

Prima della fase iniziale del parto, c’è la fase prodromica, che è caratterizzata dall’insorgere delle contrazioni, le quali tuttavia non sono ancora ritmiche né tantomeno dolorose, o comunque non in maniera eccessiva.

Il riposo fa sì che diminuiscano. La durata è molto variabile e può andare da un’ora fino a diversi giorni.

Ad ogni modo, i primi segnali del parto che spingono a recarsi in ospedale sono:

  • La comparsa di contrazioni uterine ritmiche, progressive e intense, almeno una ogni 5 minuti, in un periodo di almeno un’ora e che non si attenuano con il riposo.
  • Rottura delle acque. Nel caso in cui si verifica la rottura delle acque, la neo-mamma avrà la sensazione di aver fatto pipì involontariamente e a quel punto sarà necessario recarsi in ospedale, anche in assenza di contrazioni.

In questo caso è molto importante osservare la quantità e le caratteristiche del liquido: deve essere trasparente, come l’acqua.

Nel caso in cui siano di colore verde, può trattarsi di un sintomo di sofferenza fetale ed è necessario recarsi in ospedale con urgenza.

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  • Perdite per via vaginale

La fuoriuscita di sangue in scarse quantità può essere normale, ma deve essere sempre minore a quella che si espelle durante le mestruazioni.

Nel caso in cui l’emorragia equivalga a una perdita mestruale o sia maggiore, è bene recarsi con urgenza in ospedale.

Prima di vedere il faccino del vostro bambino, di sentirlo, di tenerlo tra le braccia, di allattarlo, è bene fare qualche prova. Prima del giorno tanto atteso, è necessario prepararsi, in modo tale che i genitori possano vivere la nascita e prendersi cura del piccolo nel migliore dei modi. Attualmente i reparti di maternità fanno sì che i neo-genitori possano vivere questo momento nel modo che desiderano.

Alcuni propongono addirittura un “Piano di parto e nascita”. Si tratta di un documento che viene elaborato in precedenza in cui si riporta il tipo di assistenza che la madre vuole ricevere.

In questo modo, i professionisti potranno assistere le partorienti nel modo migliore e offrire loro tutte le informazioni necessarie in merito alle procedure ospedaliere più consuete e alle risorse umane e materiali su cui contare.

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Le fasi meravigliose

Di seguito trovate i dettagli delle fasi di un parto naturale. Questa descrizione è basata su un documento elaborato e divulgato dai professionisti dell’Associazione spagnolo dei Pediatri, che offrono consigli e spiegazioni nella loro Guida Pratica per Genitori.

Periodo di dilatazione

Sebbene la fase prodromica sia quella che precede l’inizio del parto, la prima fase effettiva è quella della dilatazione.

La durata di questa fase può raggiungere le 10 ore in donne che hanno già partorito in precedenza, mentre può arrivare fino a 15 ore in una donna che partorisce per la prima volta.  

Si tratta in genere della fase più lunga, in cui avvengono diversi cambiamenti di adattamento, nella madre come nel bambino, al fine di facilitare la nascita.  

Una volta che questa fase avrà avuto inizio, il parto in genere è in corso e non si arresta, salvo complicazioni in corso di evoluzione.

Le contrazioni saranno ritmiche, intense, dolorose e non diminuiranno neanche con il riposo. Possono variare dalle due alle quattro contrazioni (o anche cinque) ogni 10 minuti.

Nel periodo di dilatazione, in base alla frequenza delle contrazioni, si seguono diversi passaggi.

Periodo di espulsione

Una volta raggiunta la dilatazione completa, pari a 10 cm, si passa alla tappa successiva, quella dell’espulsione. È in questa fase che avrà luogo la nascita.

Caratteristiche della nascita o espulsione:

Durata: il periodo di espulsione di una madre primipara può raggiungere anche le due ore di durata, mentre può essere anche di un’ora nelle madri che hanno già avuto altri figli.

Tuttavia, è necessario considerare che, una volta somministrata l’anestesia epidurale, questa fase può essere prolungata.

• Le contrazioni saranno ritmiche e più intense, con possibilità di diminuzione della frequenza.

• Si cominciano ad avvertire i premiti.

Il premito è una sensazione di pressione nella zona vaginale e rettale che induce a spingere; la comparsa può essere segnale della dilatazione completata e della discesa della testa del feto attraverso il canale del parto.

È possibile che con l’anestesia epidurale tale sensazione sia minore o che non si avverta affatto. I premiti spontanei sono consigliati in caso di contrazione.

Si ricorre anche ai premiti diretti e, in questo caso, sarà uno specialista a suggerire alla donna quando spingere.

Dopo qualche minuto, potrete sicuramente tenere tra le braccia il vostro piccolo e iniziare una nuova tappa: quella in cui vi prenderete cura di lui e lo farete crescere al meglio.