Insegnate ai vostri figli a ridere di se stessi

21 Ottobre 2019
Il senso dell'umorismo è una delle più grandi risorse che abbiamo a nostra disposizione per affrontare i problemi che la vita ci pone. Insegnate ai vostri figli a ridere di se stessi.

Imparare ad accettare gli scherzi, incanalarli in maniera positiva e ridere di se stessi fa parte di un periodo chiamato “maturità emotiva”, che offre ai bambini la forza necessaria per affrontare gli alti e bassi della scuola primaria e di altri momenti della vita.

In realtà, prima i bambini imparano a ridere di se stessi, meglio è. Un bambino che sa accettare uno scherzo e che comprende il senso letterale e figurato delle cose è molto più sicuro di se stesso, oltre che maggiormente assertivo e coraggioso. Sono entrambe ottime qualità. Questa capacità di prendere le cose con senso dell’umorismo non solo prepara il bambino a condurre una vita adulta sana, appagante e, in definitiva, più felice, ma può anche trasformarsi in una sorta di strato protettivo in grado di difenderlo dalle situazioni complesse del suo sviluppo.

Tuttavia, la capacità di ridere di se stesso non rende immune il bambino contro questioni più gravi e problemi di violenza interpersonale, come il bullismo, che di solito non sono affatto uno scherzo. Per il bambino deve essere chiaro che ridere di se stessi non può essere l’antidoto definitivo contro i tentativi di abuso da parte di altre persone.

ridere di se stessi aiuta ad affrontare alcuni episodi di bullismo

Imparare a ridere di se stessi costituisce una dimostrazione di intelligenza, equilibrio e maturità emotiva, perché offre al bambino sicurezza e fiducia. Si tratta di un efficace vaccino, utile per affrontare alcuni fenomeni di bullismo. Ciononostante, bisogna tenere conto del fatto che, in un quadro di possibile molestia o abuso scolastico, quando un bambino dimostra di possedere una certa sicurezza, di solito il molestatore evita di agire. Se, invece, decide di farlo, si trova di fronte un bambino che sa difendersi, è in grado di chiedere aiuto e sa quali sono i propri diritti.

La vita può essere presa con senso dell’umorismo

La quotidianità di ognuno di noi, soprattutto dei bambini, ci mette di fronte a un gran numero di realtà ed esperienze. Ogni mattina dobbiamo affrontare la vita con sincerità e, a volte, dobbiamo fronteggiare situazioni scomode. La cosa migliore è farlo in modo da assicurarci di arrivare alla fine della giornata avendo riportato il minor numero possibile di danni. Uno degli strumenti più efficaci sui quali possiamo fare affidamento per raggiungere questo risultato è proprio il senso dell’umorismo.

In numerose occasioni, le verità dette senza umorismo e cercando di fare del male risultano eccessivamente dure. Inoltre, possono indebolire la fragile autostima del bambino o le future relazioni interpersonali. Si tratta di un fenomeno che accade molto spesso.

Uno dei mezzi in grado di contribuire a risolvere qualunque deficit di autostima consiste nello scoprire che siamo tutti umani (e, di conseguenza, in grado di sbagliare) e che è possibile imparare a ridere delle proprie mancanze per arrivare perfino a imparare da esse.

Un modo per riuscire a raggiungere questo risultato è quello di ricorrere al gioco. Il gioco rappresenta il mezzo di apprendimento più naturale e, inoltre, è una maniera magnifica di motivare la curiosità, la creatività e il coraggio.

In Finlandia, dove esiste uno dei sistemi educativi che presenta tra i migliori risultati a livello mondiale, i bambini e le bambine non fanno che giocare, fino ai sette anni di età.

Ridere di se stessi migliora l’autostima

saper ridere di se stessi è una dimostrazione di intelligenza ed equilibrio

Uno strumento che risulta determinante per affrontare un gran numero di situazioni che la vita ci presenta è il senso del’umorismo. Esso infatti ci aiuta a migliorare la nostra autostima o, in altre parole, il rapporto tra la nostra immagine reale e quella ideale. Quando la differenza tra le due è molto grande, si parla di una bassa autostima.

Il senso dell’umorismo fa scomparire questa distanza. Grazie a esso, un bambino riesce a ridere dei suoi stessi difetti, dei suoi complessi e dei propri ostacoli. Il bambino non ha più bisogno del riconoscimento da parte degli altri per sentirsi bene con se stesso, e si accetta così com’è. Questo stato di maturità emotiva è esclusivamente dovuto all’aver sviluppato nel’infanzia un invidiabile senso dell’umorismo? La risposta imporrebbe di comprendere altre capacità sociali, come, per esempio, l’aver imparato a dire basta.

Nell’ambito scolastico si verificano situazioni come la molestia, nella quale l’umorismo perde rilievo, a vantaggio dell’amor proprio e della rigidità. Infatti, la linea che separa uno scherzo sano dall’aggressione è molto sottile. Come è possibile distinguere l’uno dall’altra? Uno scherzo può essere considerato tale solo quando tutti finiscono per essere complici e nessuno si sente ferito. In caso contrario, non si parla più di un umorismo positivo, ma di tutto il contrario.

Al giorno d’oggi, i casi di molestia nelle aule scolastiche sono sempre più frequenti. Se la molestia scolastica si riferisse esclusivamente a semplici scherzi, la situazione potrebbe venire neutralizzata semplicemente grazie a una forte personalità. Tuttavia, non è così.

La prepotenza a cui assistiamo attualmente fa sì che la vittima sia sottoposta a stress e violenze per un periodo di tempo prolungato, cosa che provoca un malessere significativo nella sua vita quotidiana. Sarebbe molto rischioso affermare che il solo possedere una forte personalità è sufficiente a rendere più piccole le conseguenze del bullismo.