Come insegnare ai figli a imparare a pensare

I genitori e gli educatori hanno il compito di stimolare i bambini ad apprendere un modo di pensare flessibile e più articolato. Come devono parlare in modo che i figli imparino a pensare?
Come insegnare ai figli a imparare a pensare

Ultimo aggiornamento: 24 novembre, 2020

Come si può insegnare ai figli a imparare a pensare da soli? Ci sono degli strumenti che possono aiutarci? Sembra che negli ultimi anni il valore educativo dell’educazione nella prima infanzia non sia più oggetto discussione. In realtà, nella società moderna, insegnare ed imparare a pensare dovrebbe essere l’obiettivo primario dell’educazione.

“Insegnare ai figli a imparare a pensare implica certe conoscenze, procedure e atteggiamenti: conoscenze sulla conoscenza stessa, sul pensiero, sull’intelligenza, sulla metacognizione. In altre parole, procedure, metodi e strategie per sviluppare le capacità intellettuali, la ricerca delle informazioni, la curiosità, l’ammirazione e la soddisfazione di fronte alla stessa attività mentale, ai suoi processi e alle sue conquiste”

(García-García, E., 1994).

Viviamo in una società caratterizzata da continui cambiamenti sul piano scientifico, tecnologico, economico, politico; con nuovi valori e nuovi modelli di comportamento socioculturale. L’apprendimento ripetitivo non è il metodo più appropriato per i bambini di oggi.

Oggi la società e gli l’esseri umani hanno bisogno di un’educazione che sviluppi la capacità di apprendere e di pensare. Ecco perché imparare a imparare e imparare a pensare sono degli obiettivi prioritari.

È necessario che ogni persona impari a sviluppare la capacità di apprendere e di pensare, di accrescere la propria autonomia intellettuale e morale ed avere rispetto per l’autonomia di pensiero degli altri. In questo processo è necessario insegnare ad imparare a pensare senza stabilire in anticipo dei limiti alle capacità mentali delle persone.

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“Chiunque può avere delle conoscenze, ma l’arte di pensare è il dono più raro che ci sia in natura”.

-Re Federico II il Grande-

C’è un modo per insegnare ai figli a imparare a pensare?

I genitori e gli educatori hanno il difficile compito di insegnare ai bambini come apprendere processi di pensiero più complessi e flessibili. Inoltre, devono essere in grado di esprimere i loro pensieri e la loro conoscenza per prendere delle decisioni in vari contesti.

Ottenere ciò, nella maggior parte dei casi, comporta un cambiamento nelle intenzioni dei genitori e degli educatori in modo che il loro intervento sia finalizzato ad insegnare ai bambini a prendere le proprie decisioni in modo consapevole.

A partire dal primo anno di vita, il bambino si appropria di diverse procedure per pianificare e regolare il proprio comportamento. È in quel periodo che i bambini imparano le procedure di base del gioco, la maniera di esprimere e di comunicare e a conoscere l’ambiente che li circonda.

I diversi mezzi di conoscenza e le esperienze attraverso le quali sono organizzati i contenuti, ci possono essere d’aiuto nella progettazione di attività (interessanti e sufficientemente complesse) in modo che i bambini, aiutati dai genitori e dagli educatori, aumentino la loro capacità di agire per riflesso.

“Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano”.

-Henry Ford-

Un esempio…

Se osservate il modo in cui i bambini scoprono la fisicità e la sfera sociale, potete sviluppare delle attività basate sulla formulazione di domande interessanti che permettano ai bambini di stabilire possibili modalità di azione per rispondere. Ciò pone le basi affinché possano imparare a progettare e a regolare le loro prestazioni. Sicuramente, contribuirà a sviluppare le loro abilità metacognitive.

Madre e figlia che parlano sdraiate sul letto.

In questo senso, sono particolarmente utili quelle attività che consentono di riflettere sulla comunicazione e sulla rappresentazione. Potete effettuare un’analisi della manifestazione dei diversi stati d’animo dei bambini attraverso la visione di brevi video, immagini o racconti. Successivamente, potete chiedere loro come si sentono in quel momento, perché pensano di sentirsi in quel modo e molte altre domande simili.

L’esperienza non consiste nel numero delle cose che si sono viste, ma nel numero delle cose sulle quali si è riflettuto fruttuosamente”.

-Leibniz-

La riflessione sulle diverse situazioni di comunicazione con i genitori e con gli educatori contribuisce allo sviluppo del pensiero strategico e delle già menzionate capacità di pianificazione e regolazione. Queste sono strettamente legate allo sviluppo del linguaggio nei bambini.

Se siete propensi ad insegnare ai figli ad imparare a pensare, non esitate a farlo. Partendo dall’esempio che vi abbiamo presentato, scoprirete moltissimi modi per incoraggiare i vostri figli a imparare a pensare. Non perdete altro, non vi resta che provare.

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  • García García, E. (1994). Enseñar y aprender a pensar. El Programa de Filosofía para Niños.