A casa nostra si danno baci e abbracci, si dice buongiorno e buonanotte

· 17 Dicembre 2017

La casa, il focolare domestico, è il primo ambiente sociale in cui vive nostro figlio. Oltre ai mobili veri e propri, in essa si trova tutto un arredamento emotivo ed educativo che garantirà l’integrità psicologica del piccolo. Se ci si danno baci e abbracci, e si impara a ringraziare, il bambino diverrà una persona più felice, rispettosa e meravigliosa.

Lo sanno tutti i sociologi e tutti gli psicologi: le dinamiche che si verificano in una casa determinano direttamente una persona.

Quello che accade tra quelle quattro mura a volte è una versione in piccolo della società stessa. Anche lì si può instaurare un’educazione democratica o dittatoriale.

Per questo, in qualità di madri e di padri dovremmo avere bene in mente fin da subito il tipo di approccio che utilizzeremo per crescere i nostri figli.

Ogni parola, ogni azione e ogni gesto rimarranno impressi non solo nella mente del nostro piccolo, ma anche in quel tessuto sottile e invisibile che forma una casa.

Gli esperti di clima psicologico di un ambiente sanno che le interazioni che si sviluppano tra i membri di un gruppo sociale quale è una famiglia, creano quasi inconsapevolmente un’atmosfera di cui spesso si può fare una rapida lettura emotiva.

A volte basta vedere un viso o sentire il tono di voce con cui comunicano i membri del gruppo per capire se in quell’ambiente regna la felicità o se pavimenti e pareti sono intrisi di infelicità.

Dobbiamo prendere consapevolezza di ciò: una casa è un rifugio e un riferimento psicologico ed emotivo per ogni bambino. Allora costruiamo la casa più bella, più accogliente, più allegra e significativa per questa nuova vita.

La casa piccola da fuori è grande dentro.

La mia casa è piccola ma i cuori che la abitano sono molto grandi

Ci sono case che sono più grandi dentro che fuori. Ci sono case in cui solo oltrepassando la soglia si respira l’equilibrio, l’affetto impresso nei visi, il rispetto che pervade l’ambiente e la felicità di un bambino che cresce convinto che quella casa sia un castello.  

Quelle sono senza dubbio le case più felici. Sono caratterizzate da determinati elementi. Soffermiamoci un attimo su questi ultimi.

Una casa in cui dominano le emozioni positive

Le case in cui dominano le emozioni positive hanno inquilini dotati di intelligenza emotiva.

  • Affinché le emozioni positive siano presenti è necessario che impariamo a gestire quelle negative. Quando c’è rabbia, per esempio, non va nascosta o dissimulata. Bisogna esprimerla, con rispetto e assertività per giungere a un accordo.
  • Le case in cui regnano la felicità e l’armonia sono abitate da persone empatiche. Ossia, persone capaci di calarsi nei panni degli altri per capire il loro punto di vista e per offrire soluzioni.
  • Una casa felice è quella in cui si educa tramite le carezze emotive positive. Ovvero i baci e gli abbracci, la vicinanza e quel tessuto ricco di amore in cui ogni bambino si sente apprezzato e protetto.
La casa è il luogo in cui impariamo l'empatia.

Una casa che educa con valori

Educare i figli secondo valori nobili contribuisce a offrire alla società persone più civili, che si preoccupano maggiormente degli altri, della natura e di costruire un mondo in cui regna armonia.

  • I primi punti di riferimento di quel tessuto sociale sono i genitori. È consigliabile, quindi, che insegniamo fin da subito ai bambini gesti semplici come imparare a dire grazie e buongiorno, a fare uso di quella terminologia che va ben oltre la semplice cortesia.
  •  Il bambino imparerà fin da piccolo quale effetto provocano intorno a lui queste manifestazioni sociali di rispetto.
  • Ringraziando e scusandosi, si renderà conto che si tratta di parole potenti, di gesti di avvicinamento che aiutano a guadagnare rispetto, amicizia e riconoscenza. 

I valori sono costruzioni sociali contenenti una maniera nobile di capire il mondo e la vita. Se li introduciamo in dimensioni come l’amore per la natura, gli animali, l’uguaglianza, la giustizia, il riconoscimento dei più deboli, l’aiuto agli altri, la lettura, la conoscenza o la libertà, daremo al mondo persone molto speciali.

In casa il bambino impara le cose più importanti.

Per concludere, non dimenticate mai che una casa è molto più di un luogo fatto di muri e finestre in cui rifugiarci e vivere. Una casa è un luogo di convivenza, un secondo utero materno in cui il bambino imparerà le cose più importanti. 

Immagini pubblicate per gentile concessione di IWONA LIFSCHES