Premi o castighi per i voti scolastici?

25 Gennaio 2019
Se rientrate in quella categoria di genitori che premia o castiga i figli per i voti scolastici, questo articolo è quello che fa per voi. Vi spiegheremo se questo sistema è utile o se va abbandonato immediatamente. 

L’efficacia dei premi o dei castighi assegnati in base ai voti scolastici è fonte di grande discussione tra i genitori. Sempre. Il motivo è che entrambi i sistemi offrono al bambino  una motivazione diversa, che non sempre è da considerarsi lecita.

In questo articolo esamineremo se assegnare premi o castighi in base ai voti scolastici è giusto o se è una pratica da abbandonare definitivamente.

I pro e i contro dei premi e dei castighi

In generale sappiamo che offrire ricompense o comminare castighi al bambino possono cambiare il suo comportamento. Tuttavia, l’uso di premi o castighi comporta un rischio. E cioè che l’insegnamento incentrato sul voto rovini il significato stesso di apprendimento.

L’obiettivo dell’apprendimento si trasforma nel semplice ottenimento di voti per ottenere delle ricompense e non per imparare davvero qualcosa su un determinato argomento.

E perde importanza anche trovare soluzioni innovative e creative per problemi difficili. In ogni caso, i premi o i castighi sono utilizzati come incentivi per spianare la strada ai bambini nel raggiungimento del loro obiettivo.

Da un lato le ricompense rappresentano un modo positivo di plasmare il comportamento altrui. Se una persona fa qualcosa di giusto, le diamo un premio.

Dall’altro, i castighi costituiscono l’impossibilità di ottenere i premi per non essere riusciti a raggiungere il minimo stabilito dalle due parti.

Nel caso in cui i voti scolastici ottenuti dal bambino non siano quelli stabiliti insieme, la conseguenza è che, oltre a non aver nessun vantaggio, il bambino riceverà pure un castigo.

E per castigo si intende per esempio avere meno ore per stare fuori a giocare, oppure studiare durante i mesi estivi.

Ma quindi è giusto assegnare premi o castighi per i voti scolastici?

Proviamo a esaminare nel dettaglio entrambi questi elementi.

I premi

Molti genitori vogliono mantenere alta la motivazione nei figli e ricorrono alle ricompense per incentivare i piccoli a ottenere buoni voti a scuola. I premi possono essere elargiti sotto svariate forme: sotto forma di regalo o un numero maggiore di ore di riposo e divertimento per un buon comportamento.

Nella maggior parte dei casi le ricompense vengono pattuite prima da entrambe le parti, con la speranza di incentivare il conseguimento degli obiettivi scolastici.

I premi spesso vengono dati sotto forma di regali

È indubbio che le ricompense aiutino gli studenti a ottenere dei buoni voti. Tuttavia, si corre il rischio che possano diventare la sola e unica motivazione che li spinge a studiare e impegnarsi.

Pertanto, se decidete di ricompensare vostro figlio per i voti scolastici, fare in modo che le ricompense che scegliete non siano esagerate. Inoltre, dovete far capire al bambino che il vero successo è ottenere buoni risultati ma perché si sono acquisite delle conoscenze.

Quanto ai premi, dovete considerare che è meglio dare ricompense non tangibili ma molto apprezzate. In questo modo, emulerete di più il mondo reale in cui, chi lavora bene o si comporta bene in cambio riceve la possibilità di fare qualcosa di piacevole

“L’uso di premi o castighi comporta un rischio. E cioè che l’insegnamento incentrato sul voto rovini il significato stesso di apprendimento.”

I castighi

Si ricorre ai castighi quando si violano le regole pattuite da entrambe le parti. Ciò vuol dire che i genitori devono stabilire dei traguardi all’inizio dell’anno e devono elencare quali saranno i castighi per i figli se non seguiranno le regole o non otterranno certi risultati.

I castighi o le conseguenze di solito implicano togliere al bambino qualcosa che ama moltissimo. Hanno lo scopo di dissuaderlo dal reiterare il comportamento che ha portato al risultato negativo.

Pertanto la paura dei castighi fa sì che i bambini seguano delle regole che sono state spiegate loro con chiarezza fin da subito.

Accennare ai castighi, invece, fa sì che si comportino bene. Tuttavia, in alcuni casi, la paura può spingere l’alunno a lavorare semplicemente per sopravvivere e non per impegnarsi al massimo.

Comunque sia, bisogna tenere in considerazione che i castighi dei genitori per il cattivo comportamento dei figli devono essere più severi e durevoli degli strumenti usati per motivarli. Ovviamente fate sempre in modo che siano realistici, logici ed efficaci in base all’età del bambino.

Infine, non dimenticate che i castighi e le ricompense non servono più quando entra in gioco l’autocontrollo. Non è  facile svilupparlo, né è un processo che avviene dal giorno alla notte. L’ideale sarebbe che entrambe queste misure scompaiano man mano che i bambini diventano grandi.

Il nostro consiglio è di parlare con i vostri figli e di spiegare loro il significato dei premi, e di cosa presuppone non raggiungere gli obiettivi sotto forma di castigo. Alla fin fine la formazione e l’apprendimento saranno la cosa più preziosa che potrete offrire.