Famiglie ricostituite e ripercussioni sui bambini

1 Gennaio 2020
Le famiglie ricostituite rappresentano ormai un fenomeno abituale nella nostra società. Le riflessioni e i consigli presentati in questo articolo potranno essere d'aiuto. 

In Italia negli ultimi anni si è registrato un netto aumento dei divorzi, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). In seguito a ciò, assistiamo a un fenomeno sempre più comune nella nostra società: le famiglie ricostituite. 

Famiglie ricostituite con bambini

Nella maggior parte dei casi, dopo una separazione, una persona desidera iniziare una nuova relazione di coppia. Quando ci si incontra in età matura, tuttavia, ci sono buone probabilità che uno dei due, o entrambi, abbiamo figli dalle relazioni precedenti. La situazione si complica ulteriormente quando la nuova coppia ha figli in comune oltre a quelli che aveva già.

In questi casi si assiste alla nascita delle cosiddette famiglie ricostituite, in cui i figli vivono con uno dei genitori, il suo nuovo partner e, probabilmente, anche con i figli di quest’ultimo.

Per i bambini, può essere difficile affrontare questa nuova situazione. Adattarsi al nuovo contesto familiare dipenderà soprattutto dall’aver superato o meno la separazione dei genitori e da come questi gestiscono il tutto.

Se la separazione è stata amichevole e se i bambini si sono sentiti coinvolti nei problemi degli adulti, adattarsi alle successive decisioni dei genitori sarà per loro molto più facile. Viceversa, se i genitori, o uno di loro, non hanno accettato la situazione, i bambini vivranno la nuova vita con profonda angoscia e difficoltà.

Famiglia felice che ride

Possibili difficoltà per i bambini nelle famiglie ricostituite

  • Più i bambini sono piccoli, più sarà facile per loro adattarsi alla nuova situazione. In questo caso accetteranno di certo la nuova vita di mamma o papà con naturalezza. Viceversa, risulta particolarmente difficile se hanno tra i 10 e 14 anni. Durante questa fascia d’età, ci sono buone probabilità che i bambini affrontino la nuova situazione con un atteggiamento di sfida. È possibile che non capiscano il ruolo dei nuovi partner dei loro genitori, motivo per cui saranno frequenti frasi come “tu non sei mio padre/mia madre”, “tu non puoi rimproverarmi”. A partire dai 15 anni, invece, essendo già entrati nell’adolescenza, i figli sono più distaccati dalla famiglia e non risentono tanto se vi è una buona relazione.
  • Se i genitori non hanno posto fine alla relazione in modo pacifico, molto probabilmente i bambini non si inseriranno con facilità nella nuova famiglia. Potrebbero sentirsi in colpa o persino mentire a uno dei genitori per non ferire i suoi sentimenti. Ricordo una bambina che diceva alla nuova compagna del padre: “A mia mamma non dico che mi diverto con te, altrimenti si metterebbe a piangere”. I bambini desiderano vedere i loro genitori felici, dunque potranno accettare la nuova famiglia solo se entrambi i genitori hanno superato la separazione. In caso contrario, si ritroveranno in una situazione molto difficile, poiché vedranno i nuovi membri come dei rivali.
  • In presenza di figli del nuovo partner. Prima di tutto, bisogna vedere se tra di loro riescono a instaurare una sana relazione. L’ideale sarebbe farli vedere periodicamente, aspettare che diventino amici e poi, a poco a poco, introdurli nella relazione sentimentale dei genitori. Potrebbero infatti sorgere gelosie tra loro. Se la nuova coppia decide di iniziare la convivenza con i bambini, bisogna considerare che figli provenienti da famiglie diverse avranno molto probabilmente regole, abitudini e routine differenti.
  • Nascita di un fratello comune. Nel caso in cui la nuova coppia abbia un figlio, è molto importante che gli altri non si sentano messi da parte, poiché il nuovo arrivato avrà sia la sua mamma sia il suo papà e questo potrebbe far ingelosire i fratelli. D’altro canto, la nascita di un figlio in comune può invece aiutare a consolidare il vincolo familiare.
  • Riprodurre il modello della famiglia nucleare. Si tratta di un errore, perché le famiglie ricostituite non potranno mai funzionare come quelle nucleari e sperare ciò può causare diverse frustrazioni.

Famiglia felice che passeggia con il cane

Consigli per migliorare la convivenza con i bambini nelle famiglie ricostituite

  • Spazio e tempo. È indispensabile garantire ai bambini il loro spazio nella nuova famiglia, sia fisico sia da trascorrere con i loro rispettivi genitori. Una buona abitudine consiste nel provare a trascorrere del tempo da soli per realizzare delle attività con i propri figli, così come tempo in famiglia tutti insieme. È importante trovare un equilibrio affinché nessuno si senta escluso. Anche il nuovo partner deve coltivare la sua relazione con i figli del compagno o della compagna e conquistarsi il loro affetto e la loro fiducia.
  • Pazienza. Ogni bambino ha i suoi ritmi; per alcuni sarà più facile adattarsi, mentre per altri risulterà piuttosto faticoso. Bisogna essere pazienti e dare loro tempo. Secondo gli esperti, l’età più difficile affinché un bambino si adatti a una nuova famiglia è compresa tra i 10 e i 14 anni.
  • Regole. I bambini saranno costretti ad adottare routine, abitudini e preferenze molto diverse nella nuova famiglia. Quello che era normale nella precedente famiglia, possibilmente sarà strano in quella appena formatasi. Per questo motivo, è molto importante stabilire delle regole di convivenza nella nuova famiglia. Queste regole devono essere decise tra tutti i membri del nuovo nucleo familiare. Sebbene sia positivo che i genitori mantengono le stesse routine, queste regole non devono per forza essere le stesse in ogni casa. I bambini possono capire perfettamente che ogni abitazione presenta abitudini e regole diverse. L’importante è che sappiano cosa ci si aspetta da loro in ogni situazione.
  • Coinvolgere tutti i membri. Nelle famiglie ricostituite, è importante che tutti i membri si sentano riconosciuti e importanti. A tale scopo, è essenziale svolgere insieme alcune attività, condividere le responsabilità, pattuire le regole e distribuire spazi e tempo tra tutti.
  • Porre limiti. Non bisogna avere paura di porre limiti ai bambini. Molti genitori si sentono in colpa perché credono che la situazione sia già troppo dura per loro. Temono che ponendo dei limiti ai propri figli, questi andranno contro di loro.

Sebbene per i bambini ritrovarsi in un nuovo nucleo familiare rappresenterà un cambiamento vitale, tenendo conto di questi punti, l’adattamento sarà molto più facile per tutti, grandi e piccini.

Non possiamo nemmeno dimenticare chela nuova famiglia non potrà mai funzionare come una famiglia nucleare, dato che non lo è. Se eliminiamo le aspettative di famiglia “classica”, potremo liberarci anche di numerose frustrazioni e rendere la situazione più facile per tutti.

  • Puig, L. (2019), Porque 1 + 1 no siempre son dos: Guía de soporte para las familias reconstituidas.  Amazon.