La violenza ostetrica è una forma di violenza di genere

3 Ottobre 2019
La violenza ostetrica è una realtà che va combattuta. Ecco alcune informazioni utili a proposito.

La violenza ostetrica, sebbene messa a tacere, è una forma di violenza di genere. Sfortunatamente, molte donne sono state esposte a situazioni che hanno comportato questo tipo di tortura fisica o emotiva. Questo tipo di pratiche abusive rovina uno dei momenti più belli della vita di una madre. Vediamo insieme perché la violenza ostetrica è una forma di violenza di genere.

Dolore, impotenza, indignazione, rabbia e tristezza sono solo alcuni dei sentimenti che le madri vittime di violenza ostetrica devono affrontare, in silenzio. Ogni madre assume e subisce il notevole dolore del parto per l’amore del figlio. Ma non bisogna sopportare o tollerare questi abusi.

Parole tanto crudeli e dolorose quanto non necessarie. L’assoluta solitudine e l’allontanamento del proprio bambino le cui notizie non vengono rese disponibili come punizione. Urla, ricatti, mancanza di informazioni, maltrattamenti e cattive pratiche di ogni tipo sono fattori tristemente famosi in molte stanze di ostetricia e neonatologia.

Per questo motivo, da molti anni ormai si cerca di promuovere ciò che è stato definito “parto rispettoso”. Dopotutto, stiamo parlando di uno dei momenti più importanti e preziosi della vita. Le madri sono stanche e gridano “ne abbiamo abbastanza”. Basta silenzio sulla violenza praticata negli ospedali contro le donne!

Quindi, è indispensabile conoscere i diritti che abbiamo come future madri e informarci su quali pratiche sono necessarie e quali sono aggressive e offensive. Ospedali pubblici o cliniche private, non fa alcuna differenza. Ecco perché la violenza ostetrica è una forma di violenza di genere.

Stop alla violenza ostetrica

Che cos’è esattamente?

La violenza ostetrica è nientemeno che un’altra forma di violenza di genere. Non discrimina per età o classe sociale. Quando parliamo di questo tipo di circostanza, ci riferiamo a pratiche molto diverse. Esse vanno dalla negazione delle informazioni all’iniezione di farmaci senza consenso, senza conoscere l’opinione della paziente o preavvisare.

L’abuso fisico e verbale e il taglio cesareo non necessario completano questo panorama complesso e doloroso. Non importa quando: la violenza ostetrica può verificarsi prima, durante o dopo il parto stesso.

Ogni donna ha il diritto di godere di un “parto umano”, con la possibilità di scegliere e decidere sulla nascita del proprio figlio. Si tratta di scegliere ciò che è meglio per il corpo della madre e gli interventi che lei ritiene siano convenienti o inutili.

La violenza è la paura degli ideali degli altri.
-Mahatma Gandhi-

Come ben sappiamo, il momento del parto comporta una situazione di estrema vulnerabilità. Per questo motivo, sia la madre che il neonato meritano rispetto e cure adeguate. Talvolta i medici si ergono al di sopra dei desideri delle madri – attraverso diversi meccanismi – affermando che è «per il loro bene».

Essendo la violenza ostetrica un tipo di violenza di genere, bisogna parlarne e punirla. Tacere non vi aiuterà, quindi non abbiate paura e parlatene. È necessario combattere strenuamente questo flagello in modo che nessun’altra madre lo subisca.

Violenza ostetrica

Come combattere la violenza ostetrica?

Se siete state vittima di violenza ostetrica, presentate una denuncia. Potreste rivolgervi ad un’associazione specializzata nella violenza di genere.

Se state per partorire, non dimenticate che in generale ospedali e cliniche consentono visite o incontri informativi. Lì conoscerete sia la struttura che il loro protocollo di servizio. In questo modo potrete scegliere quella che ritenete migliore in base alle vostre aspettative.

Esprimete sempre i vostri desideri prima del momento del parto. Naturalmente, in caso di urgenza fare come avete pianificato potrebbe non essere possibile. Tuttavia, tutte le modifiche necessarie devono essere precedentemente spiegate, ottenendo il vostro consenso.

Inoltre, avete diritto di essere accompagnate in quel momento chiave. Un ambiente rilassato, calmo e armonioso è indispensabile nella fase delle contrazioni. Ricordate che non possono proibirvi la mobilità e la libera scelta della posizione che trovate più comoda.

Non è necessario sottoporsi costantemente alla palpazione della cervice. La palpazione, che viene effettuata per verificare l’avanzamento del processo del parto, non deve essere continua.

Infine, i controlli, le vaccinazioni e la pulizia possono attendere: una volta nato il bambino, l’unica cosa che conta è tenerlo fra le braccia. Favorite sempre il contatto pelle a pelle con il bambino durante la prima ora dopo la nascita e date la priorità all’allattamento quando possibile.