Scelte lavorative che danneggiano la gravidanza

10 agosto, 2018
 

Sempre più spesso, sono molte le donne che svolgono lavori pesanti o che rappresentano un rischio per la loro salute; rischio che, in caso di gravidanza, è destinato ad aumentare. Allo stesso modo, ci sono casi nei quali ignoriamo il danno che alcuni lavori esercitano sul feto e sulla madre. Per questa ragione, potremmo trovarci a esporre il nostro bebè a dei rischi in maniera imprudente, senza nemmeno rendercene conto.

La precauzione principale non consiste nell’assentarsi definitivamente dal lavoro, ma, perlomeno, nell’adeguare le nostre mansioni in modo da evitare esposizioni indesiderate a fattori di rischio. In questo senso, di fronte ai primi sintomi di gravidanza, è consigliabile rivolgersi a un esperto, per iniziare ad affrontare il problema fin dal principio.

Anche se la maggior parte delle scelte lavorative sono adatte a qualunque donna in gravidanza, possono esistere dei rischi impliciti che ignoriamo. Per questo motivo è opportuno richiedere all’azienda una valutazione dei rischi, che compete al datore di lavoro.

Inoltre, si raccomanda di evitare situazioni nell’ambito lavorativo e domestico che possano influire negativamente sulla salute della gravidanza. A questo scopo, abbiamo elaborato un elenco compilato da un esperto in medicina del lavoro sulle scelte lavorative che danneggiano la gravidanza.

Donna incinta con guanti e scopa
 

Principali rischi per le gestanti in base alle scelte lavorative

Al giorno d’oggi, il mondo del lavoro è molto variegato. Per questa ragione potremmo già trovarci nella situazione di svolgere un lavoro esclusivamente riservato alle donne. Tuttavia, non sempre il rischio è presente nel lavoro in sé, ma in alcune situazioni particolari o nella manipolazione di determinati prodotti.

D’altra parte, è possibile affermare che alcuni processi danneggiano la gravidanza quando colpiscono direttamente il suo sviluppo naturale. In altre parole, il vero rischio è rappresentato dalla manipolazione di determinati prodotti tossici o dall’esposizione a essi, così come dall’assunzione di alcune posture o dalla fatica fisica.

Il rumore, le vibrazioni o gli urti possono risultare nocivi per la madre e il feto. Allo stesso modo, lo sviluppo della gravidanza può essere danneggiato anche da situazioni di stress, turni prolungati e difficili, lavori che causano fatica mentale, esposizione a virus o a fattori ambientali nocivi.

Secondo il servizio di medicina del lavoro, quelli che seguono sono i principali rischi lavorativi e gli effetti che esercitano sulla gravidanza.

Donna incinta con grafico in mano
 

1. Esposizione a radiazioni ionizzanti

Sono quelle presenti principalmente nei raggi gamma e nei raggi X, impiegati nell’esecuzione di esami medici. L’esposizione a questa radiazione è rischiosa per le lavoratrici del settore sanitario e, in particolare, per il feto che si trova nel primo trimestre di sviluppo.

Una piccola dose nell’addome di una gestante può provocare la perdita del bambino, soprattutto durante le prime 12 settimane di gestazione. Allo stesso modo, in gravidanze in stato più avanzato, i danni possono essere subiti dai sensi e da tutto il sistema nervoso del feto.

2. Permanenza a temperature estreme

Una gravidanza può essere danneggiata sia dal caldo che dal freddo estremo. Nel caso di lavori che comportano un’esposizione permanente a temperature superiori a 36°C o inferiori a 0°C, una gestante può correre il rischio di disidratarsi o soffrire di un aborto.

Scelte lavorative realizzate in luoghi privi di una ventilazione adeguata, come fonderie o lavanderie industriali, possono colpire la gravidanza per il calore estremo, cosa che potrebbe danneggiare anche l’allattamento.

3. Manipolazione di prodotti chimici

Non tutti i prodotti chimici risultano pericolosi per le donne incinte. Ciononostante, è importante prestare attenzione ai segnali di pericolo presenti sulle etichette. I più pericolosi sono quelli che segnalano un rischio di cancro o quelli che espongono indicazioni di pericolo come “R-40”, “R-46”, “R-61”, “R-63” o “R64”, che informano di possibili effetti nocivi sul feto.

 

In alcuni casi, questo genere di rischio non è limitato a lavori nel settore chimico, ma si estende anche a donne che lavorano in luoghi come negozi di parrucchiere, laboratori, stabilimenti agricoli o di artigianato.

4. Posture scorrette o mantenute troppo a lungo

In questo caso si tratta di una condizione particolare propria delle donne incinte che, anche se non si dedicano a lavori pesanti, possono venire danneggiate dai cambiamenti fisiologici tipici di questa fase.

Rimanere in piedi per un periodo superiore a tre ore o flettersi a un’altezza inferiore a quella delle ginocchia può compromettere lo sviluppo addominale, causare estrema fatica o dare luogo alla comparsa di vene varicose. Le posture scorrette sono maggiormente rischiose per le gravidanze la cui evoluzione abbia superato le 18 settimane.

5. Sollevamento di carichi pesanti

Quest’attività risulta maggiormente preoccupante in gestanti allo stato avanzato, e può provocare lesioni dorsolombari di grave entità. Si valuta che il sollevamento di oggetti pesanti, in condizioni ideali, non deve superare i 5 kg per più di quattro volte al giorno in un periodo di otto ore.

Quando il periodo di gestazione ha superato le 26 settimane, il pericolo diventa maggiore. Un altro fattore che aumenta l’entità dello sforzo compiuto è rappresentato dalla postura adottata, come, per esempio, l’assenza di una presa adeguata o il mantenimento del carico lontano dal proprio corpo.