Iperattività infantile: quando viene individuato un DDAI

L’iperattività è un disturbo comportamentale dei bambini. I bambini iperattivi hanno un’attività motoria intensa, che li spinge a muoversi in continuazione, senza alcun motivo. In genere si attivano rapidamente per svolgere un compito, ma poi lo lasciano a metà poiché preferiscono dedicarsi ad altro. Una volta cominciata quest’altra attività, la interrompono di nuovo e così via.

Quando i bambini sono insieme ad altre persone, soprattutto se sono persone che non vedono spesso o che non conoscono, l’iperattività aumenta. Quando sono soli, al contrario, diminuisce. In genere, insieme all’iperattività sviluppano problemi di concentrazione e di attenzione, noti con il nome di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (DDAI). Non è facile diagnosticarlo. Però possiamo studiare il comportamento del bambino e stabilire se è necessario fare esami più approfonditi.

Come si comportano i bambini iperattivi

Una delle caratteristiche più evidenti dei bambini iperattivi è la difficoltà a concentrarsi e a focalizzare la propria attenzione. Di seguito vi presentiamo alcuni dei comportamenti principali che può avere un bambino iperattivo:

  • Sono particolarmente problematici, insensibili alle punizioni, inquieti e nervosi.
  • Difficili da educare.
  • Sono impulsivi e disobbedienti.
  • Hanno una bassa tolleranza della frustrazione.
  • Qualsiasi attività svolgano, non riescono a svolgerla tranquillamente.
  • Presentano difficoltà di concentrazione.
  • Hanno comportamenti distruttivi.
  • Impulsività cognitiva.
L'iperattività infantile costringe i bambini a muoversi in continuazione.

Cause dell’iperattività

L’iperattività infantile è molto più comune di quanto sembri. Secondo alcuni studi, colpisce il 3 per cento dei bambini di età inferiore ai 7 anni ed è più frequente nei maschi che nelle femmine.

Nel 1914 si è scoperto che le cause dell’iperattività sono dovute a una piccolissima disfunzione cerebrale, un’encefalite letargica che influisce sull’area del cervello responsabile del comportamento. Ecco dunque spiegata la conseguente ipercinesia compensatoria, l’esplosività dell’attività volontaria, l’impulsività organica e l’incapacità di rimanere tranquilli.

In seguito, nel 1937, si scoprirono gli effetti terapeutici delle anfetamine sui bambini iperattivi. Basandosi sulla teoria del 1914, vennero somministrati loro medicinali che stimolavano il cervello, come la benzedrina. In seguito a tale somministrazione, nei pazienti si notarono evidenti miglioramenti.

Indicatori dell’iperattività in base all’età

A mano a mano che il bambino cresce, sviluppa diversi tipi di comportamento che ne fanno un bambino iperattivo. Si tratta di comportamenti semplici da riconoscere. Le azioni compiute dal bambino, infatti, sono molto evidenti. Tuttavia, per stabilire se il bambino soffre di iperattività, dobbiamo considerare questi segnali fin da una tenera età.

Da 0 a 2 anni

Presenta crisi cloniche durante il sonno e problemi a mantenere il ritmo dei pasti. Ha momenti di sonno brevi e si sveglia di soprassalto. Manifesta inoltre resistenza alle cure abituali, reattività elevata agli stimoli uditivi e irritabilità.

Da 2 a 3 anni

Mancanza di un linguaggio espressivo sviluppato, attività motoria eccessiva, scarsa conoscenza del pericolo e propensione ad andare incontro a diversi incidenti, per il fatto che gli risulta difficile riconoscere un pericolo.

Da 4 a 5 anni

Presenta forti difficoltà a relazionarsi con altri bambini, disobbedienza e incapacità di seguire le regole. Difficilmente fa caso alle osservazioni degli adulti sul suo comportamento.

Dai 6 anni

Alcune delle caratteristiche dei bambini iperattivi a partire dai 6 anni è che sono impulsivi, ottengono cattivi risultati a scuola, il deficit di attenzione si fa più evidente e le difficoltà di stabilire relazioni sociali aumentano.

Sintomi di un bambino con DDAI

Quando il bambino presente anche un deficit di attenzione e impulsività, oltre all’iperattività, si parla di un Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (DDAI), che deve essere individuato da esami medici. Come si è detto in precedenza, i tre sintomi principali che deve presentare un bambino con DDAI sono :

  • Mancanza di attenzione.
  • Iperattività.
  • Impulsività.

Non tutto quello che sembra DDAI è DDAI

A volte i bambini presentano comportamenti molto simili ai sintomi di questo disturbo, ma non necessariamente ne sono affetti. Durante l’infanzia i bambini possono essere inquieti, senza tuttavia presentare problemi di concentrazione e impulsività. Si tratta di comportamenti normali a condizione che non superino certi limiti.

L'iperattività comporta mancanza di concentrazione.

Per parlare di una probabile diagnosi di DDAI devono sussistere i seguenti criteri, individuati dal DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Menatali, quinta edizione):

  1. Il bambino manifesta questi atteggiamenti in misura sproporzionata rispetto ad altri bambini.
  2. Il disturbo compare prima dei 12 anni.
  3. Il disturbo influisce sul comportamento del bambino a scuola, a casa e in ambito sociale.
  4. Peggiora la qualità della sua vita.
  5. Non è provocato da un problema medico, di tossicodipendenza o da altri problemi psichiatrici.

Trattamento

I trattamenti farmacologici più utilizzati prevedono l’uso di stimolanti che aiutano il bambino a concentrarsi meglio e di calmanti nel caso in cui presenti tratti psicotici. Dal canto suo, il trattamento psicoterapeutico è destinato a migliorare l’ambiente famigliare e scolastico, aiutando il bambino a integrarsi meglio. Infine, il trattamento cognitivo si basa sull’idea di proporre al bambino di svolgere dei compiti che lo aiutano a pianificare le sue azioni e a migliorare il proprio linguaggio interiore.

Se a un certo punto notate alcune di queste caratteristiche in vostro figlio, vi consigliamo di sottoporlo a degli esami per stabilire se soffre di Disturbo da Deficit di Attenzione (DDAI) o semplicemente se si tratta di una normale iperattività infantile. Esaminare il suo comportamento sarà fondamentale per individuare qualsiasi anomalia. 

 

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