La Finlandia condivide la sua idea per combattere il bullismo a scuola

· 16 novembre 2018
Combattere il bullismo a scuola è una cosa importantissima, per permettere ai bambini di crescere e imparare in un ambiente sano. Scopriamo in questo articolo il metodo KiVa, che in Finlandia ha avuto dei risultati straordinari.

Il bullismo a scuola è un problema di carattere mondiale; fortunatamente in alcuni luoghi si è riusciti a far fronte a ciò per mezzo di diverse azioni. In Finlandia, ad esempio, sono riusciti a diminuire il bullismo attraverso il programma KiVa. Un’idea che ora condividono con il mondo interno perché ha ottenuto degli ottimi risultati nelle loro scuole.

Il programma in sé si distingue perché ha voluto attuare azioni che vanno oltre al bullizzato o al bullo. Per la sua proposta, infatti, la principale preoccupazione è il bullismo come tale. Al fine di lottare contro il bullismo a scuola, il sistema ha voluto includere un progetto globale che è stato creato dai ricercatori dell’Università di Turku, specialisti nel comportamento dei bambini.

Per rafforzare il programma anti-bullying si è considerato il ruolo dei testimoni del bullismo. I quali appartengono a tutta la comunità scolastica e in gran parte appoggiano in silenzio, senza essere bulli né vittime di bullismo. In generale, il resto della popolazione scolastica è complice silenziosa, cosa che risulta tanto preoccupante quanto il fatto in sé. Tristemente la situazione diventa sempre più normale e in un certo modo riceve l’appoggio degli altri, che per qualche ragione decidono di non agire né parlare.

Vittima di bullismo

Come funziona il programma contro il bullismo a scuola?

Il programma contro il bullismo a scuola ideato e condiviso dalla Finlandia è stato avviato nel 2007 con l’appoggio del governo di questo paese. L’idea è arrivata ai centri educativi per lottare contro un problema comune tre le strutture scolastiche. Il suo proposito era di poter influire sulla comunità scolastica per mezzo della vittima di bullismo, la cui nuova attitudine cerca di guadagnare l’appoggio delle altre persone.

Il gruppo è in grado di ottenere grandi cambiamenti quando lavora a uno stesso fine. Per questo i testimoni dell’atto di bullismo possono unirsi e sostenere il comportamento corretto; in questo caso quello della vittima che si guadagna la loro simpatia. Il progetto KiVa si sviluppa attraverso una serie di percorsi formativi che avvengono nelle diverse fasi, a sette anni poi a dieci e più avanti a tredici. Questo per garantire che apprendano a differenziare i diversi tipi di bullismo.

Una volta che i bambini hanno capito i modi in cui il bullismo a scuola si può presentare, possono applicare i metodi di convivenza appresi in ogni fase. Le lezioni sul tema sono costanti durante il periodo scolastico, e in queste si sottolineano valori che promuovano l’empatia tra i bambini; questo è appoggiato da programmi educativi, con l’inserimento di tecniche audiovisuali e ludiche.

Bambini

Tolleranza per combattere il bullismo a scuola

Il governo finlandese ha appoggiato il programma KiVa e lo ha condiviso con il mondo perché i suoi risultati sono evidenti; fin da quando è stato attivato nel sistema educativo di questo paese si è riusciti a diminuire il bullismo almeno del 79%. Oggi, i centri che hanno introdotto questo programma sono andati incontro a una quasi completa scomparsa del bullismo a scuola.

Oltre a eliminare i termini “bullo” e “bullizzato” molto presto, il programma ha anche identificato il centro del problema. Più avanti, il lavoro ha esteso la sua portata ed è riuscito a migliorare la motivazione, il benessere e la comunicazione degli studenti. I quali, inoltre, hanno ricevuto il beneficio di una riduzione dei livelli di stress e depressione.

D’altra parte, la vittima abituale non deve essere trasformata in una persona nuova. È sufficiente che il gruppo la accetti per come è e la sostenga di fronte a qualsiasi cenno di bullismo. In questo senso, KiVa riesce anche a favorire la fiducia, l’autostima e la personalità di ognuno dei bambini, i quali sono quindi più aperti con se stessi senza la paura di essere vulnerabili a derisioni.

Grazie agli straordinari risultati, questa idea è stata portata anche in altri paesi; nel primo anno di attività è stata introdotta da varie nazioni tra cui gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito, la Svezia e anche nel nostro paese. I risultati positivi si sono visti anche nei centri che hanno iniziato ad attivare il programma a livello mondiale, riuscendo a diminuire i casi di bullismo di oltre il 35%.