Le bevande vegetali per neonati e bambini possono sostituire il latte?

28 luglio, 2020
Sempre più persone oggi scelgono di diventare vegane, e quindi consumano prodotti vegetali al posto del latte, come ad esempio il latte di mandorle o di soia. E i bambini?

Al giorno d’oggi il mercato presenta un’ampia offerta di bevande vegetali per neonati, bambini e adulti. Possono essere consumate per aumentare la varietà della dieta o come prodotti sostitutivi in caso di allergia alle proteine del latte vaccino (APLV).

Le bevande vegetali sono equiparabili al latte vaccino?

Dal punto di vista nutrizionale non possono essere considerate sostituti del latte, poiché, a seconda della fonte vegetale, la loro composizione varia in maniera sostanziale. Nonostante ciò, è importante sottolineare che non è indispensabile sostituire il latte, dato che non è un alimento fondamentale nella dieta.

Il latte è un alimento ricco di calcio, proteine e grassi, ma questi ultimi variano a seconda della versione consumata. In tal senso, nelle varie bevande vegetali predomina un macronutriente o un altro a seconda della fonte da cui sono ottenute.

Le bevande che si ottengono dai cereali o pseudocereali, come la bevanda di riso o di avena, sono ricche di carboidrati. Altre invece, come quelle a base di legumi, sono ricche di proteine. Esiste infine un terzo gruppo, ottenuto a partire da frutti oleosi o fratta secca, come il cocco o le mandorle, che si distinguono per il loro elevato contenuto di grassi.

Ne consegue, quindi, che la bevanda vegetale più simile al latte vaccino è quella di soia arricchita di calcio. Offre un apporto simile in quanto a proteine, grassi e calcio.

Bevande vegetali per i neonati

Durante i primi sei mesi di vita, il latte materno o di formula rappresenta l’alimento principale del neonato. Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigli di optare per il latte materno, non sempre è possibile.

Bevanda di mandorle

La mastite (infiammazione delle ghiandole mammarie) è un disturbo molto comune e a volte porta ad abbandonare l’allattamento al seno. A questo punto c’è da chiedersi: quale latte di formula è adatto se la famiglia vuole optare per uno stile di vita vegano?

I genitori possono decidere di ricorrere a una bevanda vegetale anche quanto il neonato si mostra allergico alle proteine del latte vaccino, condizione molto comune. In uno studio condotto dal servizio di allergologia di un ospedale di Madrid, Spagna, è stato calcolato che l’incidenza di questa allergia nei neonati è pari all’1,9%. Qual è il giusto protocollo di intervento in questi casi?

Dieta vegana

La dieta vegana nei bambini è perfettamente compatibile con una crescita sana, purché ben pianificata, come indicato dalle principali associazioni scientifiche.

Sono molti i motivi che possono spingere i genitori a muoversi a favore o contro questo stile alimentare, ma in entrambi i casi la loro scelta deve essere rispettata.

La dieta vegana non prevede il consumo di alimenti di origine animale, pertanto il tradizionale latte di formula è escluso. Per le famiglie che optano per l’allattamento artificiale, esistono preparati di soia e di riso adatti per neonati vegani.

Per i bambini al di sotto dei sei mesi, il latte di soia deve essere privo di isoflavoni; quello di riso dovrà essere idrolizzato per ridurne al minimo il contenuto di arsenico.

A partire dai sei mesi di età, il bambino può consumare preparati di soia con isoflavoni. In un secondo momento, dai due anni in su, è possibile includere le bevande vegetali nella dieta del piccolo.

È tuttavia fondamentale che l’alimentazione vegana sia ben pianificata e supervisionata da un dietista-nutrizionista o un pediatra esperto in materia.

Allergia alle proteine del latte vaccino

In caso di allergia alle proteine del latte vaccino, non resta che eliminare le suddette proteine. A tal riguardo, si può agire in due modi a seconda del tipo di allattamento che riceve il bambino.

Se il neonato è allattato dalla madre, quest’ultima dovrà eliminare le proteine del latte nella sua dieta. Dovrà quindi astenersi dal mangiare tutti i latticini e controllare i suoi livelli di calcio e vitamina D. Per conoscere le quantità necessarie di questi micronutrienti, è di aiuto calcolare il consumo previo degli stessi.

Una volta stabilita la domanda individuale di calcio, senza dimenticare che aumenta durante l’allattamento, bisogna potenziarne il consumo tramite alimenti che ne sono ricchi.

Per quanto riguarda i neonati nutriti con latte di formula, esistono diverse possibilità, alcune delle quali persino finanziate dal governo. Il latte idrolizzato è l’alternativa principale in questi casi. Per i bambini che non lo tollerano, esiste latte di formula a base di soia e riso; bisogna tuttavia tenere a mente le indicazioni riportate nel precedente paragrafo.

Latte di cocco

A partire dai due anni di vita, il latte di formula può essere sostituito da bevande vegetali arricchite. In questo casi, bisogna valutare il contenuto proteico della dieta per essere certi di soddisfare il fabbisogno nutrizionale del piccolo.

Come scegliere le bevande vegetali per i neonati?

Per scegliere tra le varie opzioni, bisogna controllare l’etichetta su cui sono riportati i valori nutrizionali del prodotto. Come per il latte vaccino, neanche le bevande vegetali presentano grande varietà tra le diverse marche. Bisogna dunque tenere conto di:

  • La quantità di materia prima contenuta, che verrà indicata sotto forme di percentuale.
  • Ulteriori chiarimenti sugli altri ingredienti:
    • Se si tratta di una fonte arricchita con micronutrienti o meno. In genere vengono aggiunti micronutrienti quali il calcio e la vitamina D, perché naturalmente presenti nel latte vaccino.
    • La quantità di zuccheri aggiunti, che non deve superare i 4-5 grammi ogni 100 grammi di prodotto.
    • Se il prodotto è stato sottoposto a procedure per ridurne i costi, come l’aggiunta di diverse materie prime. Per esempio, in alcune bevande al cocco è presente un’alta percentuale di riso.
    • Per raggiungere un contenuto di grassi pari a quello del latte vaccino, si possono aggiungere oli vegetali. Se aggiunti in piccola quantità, è irrilevante e non incide sulla qualità della dieta.
  • Martínez MB et al. (2003). Incidencia de alergia a proteínas de leche de vaca en el primer año de vida y su repercusión en el consumo de hidrolizados. In Anales de Pediatría (Vol. 58, No. 2, pp. 100-105). Elsevier Doyma.
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