Tiralatte: come e quando utilizzarlo

23 aprile, 2020
Oggi vi diciamo tutto sul tiralatte. Questo strumento può essere molto utile per la mamma e il neonato in molte circostanze.
 

Sempre più mamme fanno uso del tiralatte. Le ragioni per cui si ricorre a questo dispositivo possono essere diverse, ma in alcuni casi diventa necessario per motivi di lavoro o di salute. Certamente non è facile fare l’abitudine al tiralatte, e spesso anche ai pregiudizi a cui si accompagna. Imparare a utilizzarlo bene richiede molta pratica.

Chi ha bisogno del tiralatte?

Nonostante i pregiudizi sull’allattamento con il biberon, bisogna fare alcune considerazioni. Ad esempio, dare il biberon non è necessariamente negativo per il bambino. Allattare al seno offre innumerevoli benefici, tuttavia offrire il latte materno è più importante che allattare. Insomma, anche se non lo attacchiamo al seno, è indispensabile che il bambino prenda il suo latte.

Detto questo, bisogna riconoscere che in alcune circostanze diventa difficile dare il seno a nostro figlio. Per vari motivi a volte dobbiamo separarci dal bambino o, semplicemente, una donna ha il diritto di decidere di non allattare. Sia che una madre non possa o non voglia allattare al seno, questo non significa però privare il bambino del suo latte materno.

Non tutte le mamme hanno bisogno del tiralatte, anche se spesso lo si acquista in via precauzionale. Diventa invece indispensabile in alcune situazioni, ad esempio quando mamma e figlio devono stare separati. Dovrebbero usare questo dispositivo solo le donne che riprendono a lavorare, quando il bambino è prematuro o malato. Tuttavia, nulla vieta di usarlo in altri contesti.

 

Come si usa?

Tiralatte trasparente con contenitori

Estrarre il latte con questo strumento inizialmente presenta qualche difficoltà. L’inesperienza può impedirci di ottenere risultati soddisfacenti ai primi tentativi. A volte l’estrazione è lenta o scarsa, oppure scomoda.

Con un po’ di pazienza e pratica, questi problemi possono essere superati. Altri aspetti di cui tenere conto sono:

  • Quando usate il tiralatte, sistematevi in un ambiente tranquillo. Il rumore o la presenza di altre persone potrebbe influire sull’uscita del latte.
  • Vedere il vostro bimbo stimola l’eiezione del latte. Per questo motivo, tenetelo vicino, usate una fotografia o un oggetto che gli appartiene.
  • Prima di cominciare con l’estrazione, massaggiate il seno.
  • Attenzione a non farvi male. Anche se non state ottenendo il risultato sperato, questa operazione non deve causare dolore. Se sentite fastidio è perché non state usando il tiralatte in modo corretto.

Quando possiamo usare il tiralatte?

Il momento e la frequenza con cui usare il tiralatte dipende dal modo in cui allattate. Se, ad esempio, non allattate mai, dovrete estrarre il latte con maggiore frequenza, da tre a quattro volte al giorno.

Se, invece, alternate l’allattamento al seno con il biberon, l’estrazione deve seguire il ritmo della poppata. In altre parole, se non siete con il vostro bambino ma è ora di allattarlo, usate il tiralatte.

 

Le ore del mattino sono le più consigliate per questa operazione. Durante la notte i seni si riempiono di latte, soprattutto se il bambino non fa la poppata notturna. È conveniente, inoltre, quando vostro figlio si attacca solo a un seno, perché si può estrarre il latte sfruttando la stimolazione.

Come pulire e conservare il tiralatte?

Tiralatte e contenitori con latte

Sebbene il tiralatte non sia un oggetto che entra in contatto con il bebè, contiene il latte e quindi va sterilizzato. Inoltre, entra a contatto con il seno.

Prima di utilizzare questo strumento, occorre lavare le mani. Allo stesso modo, è necessario sterilizzare tutti i componenti per evitare una contaminazione del latte. Sono disponibili anche sacchettini usa e getta da collegare direttamente all’estrattore. Oppure potete sistemare il latte appena estratto in recipienti separati.

La pulizia dell’estrattore è uguale a quella del biberon: poiché contiene il latte, deve essere sterilizzato per impedire la proliferazione dei batteri.

Il latte ottenuto può essere conservato in frigorifero o nel congelatore, in base all’uso che ne intendete fare. Se pensate di non utilizzarlo entro le 24 ore successive, sarà meglio mettere un’etichetta con la data e congelarlo. Anche tutti gli altri recipienti destinati a contenere il latte devono essere sterilizzati.