Svezzamento notturno: insegnare al bambino a dormire di notte

· 20 Gennaio 2019
Ecco una serie di trucchi e consigli utili lo svezzamento notturno. Scopriamo assieme come praticarlo con successo sui bambini che hanno dai 4 ai 6 mesi.

Sono molti i dubbi che riguardano il delicato momento dello svezzamento, ovvero quando all’allattamento al seno viene sostituito da un’alimentazione basata su di altri liquidi e solidi. Certamente, non è un’operazione che può essere fatta automaticamente e non esiste un’epoca precisa che valga per ogni bebè. Ciò che è chiaro, quindi, è che quando si decide di procedere allo svezzamento notturno, spesso sorgono molti dubbi su come eseguirlo.

Se vi piace allattare o dare il biberon al vostro bambino di notte, non c’è alcun motivo per cui dobbiate smettere. Con il tempo, il piccolo si staccherà da solo. Arriverà il momento in cui vi sentirete stanche o di cattivo umore e percepirete che vostro figlio è già fisicamente pronto per questo importante cambiamento. Solamente allora, lo svezzamento notturno potrà avere luogo.

La madre è l’unica che può decidere quando smettere di dare il seno. Ogni bambino è un mondo a parte, con esigenze e problematiche diverse. Ebbene, arrivate a questo punto, sicuramente vi interesserà como fare per procedere nel modo migliore possibile.

I principali dubbi sullo svezzamento notturno

Abbiamo deciso di dedicare un intero articolo a questo argomento, essendo molto importante e delicato. Prenderemo spunto da alcune delle domande che ogni madre, di solito, formula quando iniziai il processo di svezzamento notturno.

Come accorgersi che il bambino è pronto?

Anzitutto: calma e serenità. Come abbiamo detto poc’anzi, non esiste un tempo limite valido per tutti i neonati. Tenendo presente che ogni creatura è diversa dall’altra, in generale un bambino tra i 4 e i 6 mesi è probabilmente pronto per lo svezzamento notturno. La maggior parte di loro, in questo periodo, consuma abbastanza calorie durante il giorno da poter dormire cinque o sei ore senza bere il latte materno.

Ovviamente, soprattutto i primi tempo, il bimbo tenderà a svegliarsi spesso, esigendo la sua dose di poppata. Si tratta di un’abitudine ben radicata e, quindi, ci sarà bisogno di un po’ di tempo per cambiare quella routine.

bambino con occhi aperti prende il seno

Inoltre, dovreste chiedervi se questa richiesta è semplicemente frutto del desiderio di contatto fisico. Alcune madri trascorrono poco tempo con i loro figli durante il giorno, quindi forse il vostro cercherà di sopperire a questa carenza, durante il sonno.

Un altro motivo per cui il bambino può spesso svegliarsi è perché iniziano a crescergli i denti, fatto che provoca notevole fastidio. Può anche darsi che soffra di qualche tipo di disturbo (ad esempio, un raffreddore) o che siano in atto ulteriori cambiamenti tipici del suo sviluppo.

Per tutti questi motivi, è di vitale importanza eseguire lo svezzamento notturno in modo graduale, poiché è un momento in cui il bambino ha bisogno di voi: si sente protetto. E, soprattutto, se in qualsiasi momento avete dei dubbi, parlatene con il vostro pediatra di fiducia.

Quali sono i passi da seguire?

Vediamo ora alcuni semplici passaggi che potete seguire per eseguire lo svezzamento notturno in modo corretto:

  • Tenete sempre a mente i sentimenti del bambino: questo passaggio può provocare una sensazione di frustrazione nel piccolo, che bisogna comprendere.
  • Non siate dure con voi stesse: soprattutto durante le prime notti, vi sentirete in colpa e sarete tentate di dare il petto al piccolo.
  • Scegliete il momento giusto: un trasloco, l’arrivo di un fratello, l’inizio dell’asilo nido… Lo svezzamento notturno dovrà iniziare in circostanze di assoluta calma e serenità emotiva.
  • Il bambino avrà bisogno di più amore: per compensare l’assenza di quel momento di intimità e connessione con sua madre.
  • Dategli da bere e da mangiare: se il bambino si sveglia e cerca il seno, preparate alternative come acqua o latte.
  • Cambiategli il letto: l’eccitazione di essere più grande e iniziare a dormire solo o con suo fratello può facilitare lo svezzamento. Attenzione però: non deve essere una costrizione, tutto deve svolgersi con normalità.
  • Coinvolgete il padre: di solito è utile che anche il papà sia consapevole di cosa significhi questo cambiamento per il vostro bambino. Si tratta di tenerlo in braccio quando si sveglia, in modo da alleggerire la pressione sulla figura della madre.
  • Fermatevi quando necessario: non siate intransigenti con lo svezzamento notturno, se serve potete sempre fare un passo indietro.
giovane mamma tiene in braccio bimbo piccolo

Il parere degli esperti

Sicuramente, per far luce sull’argomento, vale la pena menzionare il parere di alcuni esperti. In primo luogo, l’OMS. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l’allattamento esclusivamente durante i primi sei mesi del bambino e può essere proseguito al massimo fino ai due anni di età.

Il famoso pediatra Richard Ferber spiega nel suo libro “Risolvi i problemi del sonno del tuo bambino”, che l’allattamento non necessario può causare problemi a livello di riposo notturno. Seguendo la teoria di Ferber, se un bambino si sveglia più volte a mangiare, potrebbero innescarsi dei problemi digestivi e portando, inoltre, a una continua richiesta di sempre più cibo.

William Sears, un altro pediatra di fama mondiale, sottolinea i benefici dell’allattamento notturno nel rafforzare il legame tra genitori e figli. Incoraggia i genitori a non eseguire lo svezzamento notturno e a ritardarlo il più possibile, purché questo non costituisca un impedimento per la famiglia. Nel suo libro, “Il libro del sonno dei bambini”, Sears elenca una serie di strategie per dormire assieme al bambino o allattarlo al seno in modo che cresca più facile e senza problemi per i genitori.

Questi sono solamente alcuni punti di vista che possono essere più o meno condivisi. Ciò che importa è che lo svezzamento notturno, prima o poi, dovrà avvenire e, nel farlo, occorre essere prudenti ed agire in maniera graduale e naturale. La decisione finale, rispetto a questa e altri tipi di scelte, spetterà sempre e comunque alla madre, la unica che conosce davvero alla perfezione il proprio bambino.