È normale la mia somministrazione di latte materno?

· 13 Giugno 2019
Domandarsi se la propria somministrazione di latte materno è adeguata o meno è del tutto normale. Ecco in che modo possiamo assicurarci di soddisfare tutte le necessità nutrizionali del nostro bebè.

L’allattamento è un fenomeno del tutto sano e normale sia per i lattanti che per le madri. La sua importanza è fondamentale nella vita di ogni essere umano. Per questa ragione, è naturale che ci preoccupiamo della nostra somministrazione di latte materno. Come possiamo sapere se stiamo producendo latte a sufficienza? La quantità che offriamo al bebè è normale?

L’allattamento è associato a un rischio più basso per i bebè di andare incontro a problemi di salute. Il latte materno contiene proteine chiamate anticorpi. Gli anticorpi combattono le malattie e proteggono il lattante da germi e agenti patogeni.

Sono molte le madri che, a un certo punto, si domandano se la loro somministrazione di latte sia adeguata per il proprio bambino. Si tratta di una preoccupazione piuttosto comune: non a caso, si ritiene che colpisca tutte le madri, senza alcuna eccezione.

Spesso le madri hanno la sensazione che i propri seni non siano pieni perché non gocciolano. questo fenomeno fa loro pensare che la somministrazione di latte sia bassa. Ciononostante, si tratta di segnali che indicano che l’organismo si sta adattando in base alle necessità nutrizionali del bebè.

A mano a mano che si succedono le diverse fasi della vita del lattante, cambiano anche le sue necessità nutrizionali. A volte la pressione negativa può contribuire in maniera determinante alla nascita di queste paure. Tuttavia, non si tratta di nulla che sia così grave al punto da allarmarsi: semplicemente, si tratta di insicurezze che si presentano normalmente.

Spesso questo timore è accompagnato dall’ignoranza della fisiologia dell’allattamento e dell’evoluzione di questo processo naturale.

A una richiesta maggiore corrisponde una maggiore produzione

scorte di latte

Bisogna ricordare che la produzione di latte è collegata direttamente alla richiesta: a maggior richiesta, maggiore sarà anche la produzione. Questi fenomeni sono del tutto normali, perché la produzione di latte può aumentare, se la somministrazione è bassa. Di conseguenza, non c’è ragione di preoccuparsi.

Ciononostante, alcuni casi possono richiedere un intervento medico. A volte può presentarsi una bassa produzione di latte, che potrebbe mettere a repentaglio la buona nutrizione del bebè.

Il fenomeno per il quale si presenta una diminuzione nella somministrazione di latte è noto come “ipogalattia“.

L’ipogalattia è una scarsa produzione di latte materno, che non consente di ottenere una somministrazione adeguata. Questo disturbo impedisce in larga misura di soddisfare le necessità nutrizionali del lattante.

Quali sono le cause di una bassa somministrazione di latte materno?

Ci sono diverse cause che possono provocare questo problema. Tra le più comuni troviamo le seguenti:

  • In caso di dolore ai capezzoli. Oppure a causa della loro rottura.
  • È possibile che il bambino sia molto lento nel succhiare il latte. A volte, un bambino che dorme molto stimola poco la ghiandola ed estrae poco latte, alterando così la produzione.
  • Il bebè non ha adottato un metodo che gli consenta di ricevere il latte in maniera efficiente. Potrebbe trattarsi di una postura sbagliata o di un frenulo linguale corto.
  • Svuotamento inadeguato dei seni. Si tratta di un fenomeno poco frequente. In questo caso si raccomanda di fare in modo che un seno sia stato ben svuotato, prima di offrire l’altro al bebè.
  • Uso della pillola anticoncezionale, a causa del suo contenuto di estrogeni.
  • Alcuni casi di intervento chirurgico al seno.

Come è possibile favorire un’adeguata somministrazione di latte?

Esiste una tecnica potente che è stata progettata allo scopo di aiutare le madri ad avere un rapido aumento della propria produzione di latte materno. È stata creata dalla Consigliera Internazionale sull’Allattamento Materno, Catherine Watson. Consiste in un’iperstimolazione del seno ottenuta attraverso l’impiego di un estrattore.

somministrazione di latte materno

La specialista raccomanda l’utilizzo di un doppio estrattore, in modo che sia possibile realizzare estrazioni di 5 minuti da ogni seno. L’operazione deve essere eseguita ogni ora oppure ogni 45 minuti nel corso della giornata, vale a dire nell’arco delle 24 ore; durante la notte è possibile riposare per 4 ore. Inizialmente, quando si comincia a estrarre il latte, la quantità risultante sarà molto scarsa, ma la stimolazione darà presto i suoi risultati.

Grazie a questa tecnica, è possibile ottenere una quantità doppia da un giorno all’altro. Tutto ciò rappresenta un concreto aiuto alla produzione di latte materno. Per questa ragione, è preferibile estrarre il latte con frequenza, piuttosto che preoccuparsi per la sua scarsa somministrazione in un momento specifico.

Sappiamo che questa tecnica può risultare molto complessa, perché va ad aggiungersi alle varie cure che è necessario prestare per soddisfare tutte le necessità del bebè. Tuttavia, è importante sapere che questo impegno ci permetterà di ottenere domani i risultati desiderati.