Perché i neonati vogliono stare sempre in braccio?

14 Novembre 2017

La risposta scientifica a tale domanda risiede nella teoria evolutiva. All’inizio i neonati vogliono stare in braccio alle madri per mero istinto di sopravvivenza. Tra le loro braccia hanno tutto quel che serve per sentirsi bene: nutrimento, calore e protezione.

La teoria evolutiva ci dice che gli esseri umani e gli scimpanzé – tra gli altri primati – appartengono alla stessa famiglia. Quando nascono, neanche i piccoli di scimpanzé sono capaci di aggrapparsi da soli alla propria madre, e devono essere portati in braccio.

Da questo punto di vista le due specie si assomigliano. Le differenze tra i piccoli scimpanzé e i piccoli esseri umani, però, cominciano a notarsi molto presto. Dopo tre settimane i piccoli di scimpanzé si spostano già da un ramo all’altro. Un neonato di pochi mesi ha ancora tanta strada da percorrere prima di riuscire a cavarsela da solo. 

Tenere vostro figlio in braccio rafforza la vostra unione

Di certo ci sono bambini più dipendenti di altri. Piangono perché vogliono essere presi in braccio, perché si sentono soli, hanno paura o sono più insicuri.

Quando piangono, molte madri li consolano prendendoli in braccio. Questo gesto, unito a quello di offrire il seno, se compiuto frequentemente, non serve solo a soddisfare le necessità fisiche del bambino, ma anche a dargli sicurezza.

Prendere il vostro piccolo in braccio aiuta a rafforzare il legame madre-figlio. Magari molti vi diranno che lo state viziando. Tuttavia i testi che parlano di attachment parenting assicurano che, al contrario, queste siano solo credenze popolari. I bambini che vengono presi in braccio finché cominciano a gattonare sono bambini indipendenti

Una bimba vuole stare in braccio alla madre.

Logicamente soddisfare questa richiesta stanca e può impedire anche, in certe occasioni, di sbrigare altre faccende. Questo è un inconveniente a cui si può comodamente rimediare con una fascia portabebè. La fascia è un’invenzione antica, ed è usata da moltissime donne da migliaia di anni e in svariate culture.

Porterete il bambino in braccio per pochissimo tempo

All’inizio sarà pesante portare sempre il bambino in braccio, ma ricordate che questa dinamica si spezzerà quando comincerà a gattonare. Da quel momento vorrà scoprire il mondo da solo e lo farà se i genitori glielo permettono.

Poco a poco a poco crescerà e avrà sempre meno bisogno di sua madre per muoversi, mangiare e chiedere calore umano. Col tempo il suo aumento di peso vi impedirà di farlo stare in braccio tutto il giorno.

“Far stare in braccio il bambino rafforzerà il vostro legame e gli offrirà tutta la sicurezza, la fiducia e la protezione di cui ha bisogno”

Inoltre, con il passare del tempo non sarete più solo voi a prenderlo in braccio: vostro figlio si abituerà a stare anche in braccio agli altri. Ciò avviene nelle famiglie che comprendono che, per sopravvivere e svilupparsi in modo sano, i bambini hanno bisogno del contatto fisico con la mamma e i familiari.

Neonato tra le braccia della mamma

Come sapere di cosa ha bisogno quando piange?

Dopo la nascita, il cambio di routine e le richieste del bambino possono risultare opprimenti per alcune mamme, che dovranno capire perché piange o perché si sveglia di notte.  Nessuno meglio di una madre può capire il comportamento di un figlio. Di fatto, anche se non ve ne rendete conto, avrete nove mesi per prepararvi.

Solo voi saprete quando piange perché ha paura, ha fame o semplicemente ha bisogno di un po’ di affetto. Non vi preoccupate: sarete in grado di rispondere alle sue necessità senza sforzo.

Presto vi renderete conto che il tempo passa velocemente. Nel giro di qualche mese smetterà di piangere per stare in braccio e comincerà a gattonare, manifestando il desiderio di indipendenza. Allora sentirete la mancanza dei momenti in cui dipendeva da voi e aveva bisogno di stare tra le vostre braccia per sentirsi tranquillo.