Una giornata di 24 ore non basta e una madre lo sa

9 Gennaio 2019
Una giornata di 24 ore non basta quando i figli sono piccoli: i lavori domestici si accumulano e così anche le esigenze affettive dei bambini. Per questo i compiti vanno condivisi in famiglia.

Una giornata di 24 ore non basta, perlomeno alle madri. 24 ore, infatti, sono poche per tutto quello che c’è da fare quando nasce un bambino. Con l’arrivo di un nuovo nato in famiglia, le faccende da sbrigare diventano infinite.

Anche se la madre può contare sul papà, sulla nonna e sul nonno per prendersi cura del piccolo e svolgere tutti i lavori domestici, una giornata di 24 ore non basta. Una giornata dura più di 24 ore, tanto che è impossibile dire quando ne finisce una e ne comincia un’altra.

Una giornata di 24 ore non basta per prendersi cura del piccolo

Quando è nata mia figlia, il tempo non era mai sufficiente. Ricordo che mi alzavo alle 6 di mattina per prepararmi di corsa ed essere pronta quando lei iniziava a emettere i primi vagiti della giornata.

E questo accadeva nei “giorni di festa”, perché nella stragrande maggioranza delle volte, fino alle 11 e talvolta alle 12 non riuscivo neanche ad avvicinarmi al lavandino.

Non appena Any si svegliava cercava il mio seno e lo faceva nell’unico modo in cui era capace: piangendo. Mi sedevo nella poltrona della nostra camera da letto e rimanevo lì per diversi minuti.

A volte si riaddormentava e io aspettavo che si svegliasse di nuovo per cambiarla e vestirla. Altre volte rimenava sveglia a osservarmi con quel magnifico paio di occhi che la natura le ha donato. La lavavo, le cambiavo il pannolino e ce ne stavamo per un po’ sul letto: lei a scoprire il mondo, io a scoprire quanto fosse meraviglioso ogni suo gesto.

La mattina e il pomeriggio si svolgevano nello stesso modo fino a sera. Dopodiché arrivava la notte e di nuovo la solita routine: seno-nanna, seno-cambio del pannolino, nanna-seno, pianto-seno e così via… In quei primi mesi tra la mancanza di sonno e la poca concentrazione provocatami dall’elevata stanchezza, avevo la sensazione che i giorni non passassero mai e che stessimo vivendo una giornata infinita.

Una madre si prende cura del bambino 24 ore su 24

Una giornata di 24 ore non basta a sbrigare le faccende che riguardano il piccolo

Quanto alle faccende che riguardano il neonato, fortunatamente, ho sempre potuto contare sull’aiuto dei miei genitori e di mio marito. Erano loro a farsi carico della maggior parte delle incombenze domestiche e di tutti quei compiti che avevano a che fare con la bambina.

Per esempio lavavano le sue tutine e i lenzuolini, andavano a comprare ciò di cui la piccola aveva bisogno e le preparavano persino il biberon quando il mio latte ha iniziato a scarseggiare. La mia mamma, sfruttando la sua enorme esperienza derivante dall’aver cresciuto 3 figli, mi aiutava a fare il bagno alla bambina (cosa di cui avevo una grande paura), a disinfettarle l’ombelico, a toglierle l’aria dal pancino…

Ma so perfettamente che non tutte le neomamme hanno questa fortuna e la maggior parte deve cavarsela da sola per andare avanti  e non impazzire in quel frullatore di pannolini sporchi, pianti disperati e la vita che sembra fermarsi.

Ciononostante, per quanto la mia famiglia collaborasse, mi è capitato di essere a tanto così dal perdermi d’animo. E le poche ore di sonno che dormivo mi servivano a malapena a recuperare le forze.

Il fatto è che se ci si mette a sommare tutte le faccende da sbrigare in casa quotidianamente a tutte quelle per il bambino, la lista si allunga e 24 ore non bastano per fare tutto, anche quando si riceve l’aiuto di diverse persone.

Una giornata di 24 ore non basta a una mamma: le faccende da sbrigare sono sempre tante

Una madre sa che una giornata di 24 ore non basta

Quando partorisce, una madre sa che una giornata di 24 ore non basta. Durante la gravidanza, quando non lavora, ha tempo per tutto: va a farsi la manicure, si fa il bagno con calma, si pettina, si lava i denti in tutta tranquillità, va a fare acquisti, sistema la cameretta del bambino, tira fuori dall’armadio i vestitini, li mira e li rimira e poi li rimette al loro posto, come se fosse un gioco….

Se si è in attesa del primo figlio, ci sono molti momenti per rilassarsi e pensare al futuro. Ma quando arriva il bambino, le routine cambiano. Spesso bruscamente. Dalla sera alla mattina il mondo si trasforma e le nostre abitudini subiscono una rivoluzione.

Credo che tutte le neomamme, anche a quelle più preparate, abbiano vissuto un’esperienza simile. Per quanto ci siamo sforzate di immaginare come sarebbe stata la maternità, ci ha colto di sorpresa e siamo diventate madri, delle buone madri, lungo il percorso.

Per fortuna la natura è saggia e ha donato alle donne e anche a molti uomini la coscienza, la pazienza, l’amore, l’altruismo e la devozione necessaria a crescere i figli.