Parto senza epidurale: cosa c’è da sapere

· 20 marzo 2018

Quando inizia il travaglio del parto, la madre può decidere se ricorrere o meno a metodi per il controllo del dolore. In genere si somministra una piccola dose di analgesico locale. Tuttavia, è possibile fare anche un parto senza epidurale.

L’epidurale è una tecnica di analgesia cui si ricorre per alleviare il dolore delle contrazioni. La madre continuerà a sentire le contrazioni dell’utero, ma non proverà dolore.

L’epidurale allevia solo il dolore associato alle contrazioni. Non ha un effetto anestetico sulla partoriente.

Gestire il travaglio senza dolore consente alla madre di concentrarsi su quello che sta facendo.  Le tecniche di respirazione sono più precise. E lo sono anche le spinte, quando arriva il momento. Inoltre, la madre non soffre molto e si riprende più velocemente.

Tuttavia, esistono casi in cui l’epidurale non è un’opzione possibile. In genere accade per ragioni mediche. Un parto senza epidurale è necessario quando la vita della madre o del bambino sono a rischio.

Motivi per cui è necessario un parto senza epidurale

  • L’epidurale non è solo una decisione. Ci sono donne a cui non si possono somministrare questi analgesici.  
  • L’epidurale è sconsigliata quando la madre presenta problemi di coagulazione del sangue. O sta assumendo farmaci anticoagulanti.
  • Ci sono persone  allergiche all’anestesia. In questi casi l’epidurale potrebbe provocare una reazione allergica anche al bambino.
  • Esistono situazioni in cui l’epidurale ha avuto l’effetto di un’anestesia generale. Ossia ha addormentato completamente la madre, impedendole di partecipare attivamente al parto. Questo mette in pericolo la vita del bambino.
  • Non può essere usata se la spina dorsale della madre presenta qualche deformazione.  La zona epidurale è situata nella parte bassa della colonna vertebrale. Per accedervi, la madre deve sedersi e deve incurvare le spalle in avanti.
Un parto senza epidurale è obbligatorio in alcuni casi

  • In caso di malformazioni alla colonna vertebrale, l’applicazione del catetere per la somministrazione dell’anestesia diventa più pericolosa.
  • Un altro motivo per un parto senza epidurale è che il travaglio sia già molto avanti.  La cosa migliore è che l’analgesico venga somministrato a 4 centimetri di dilatazione. 
  • Se la madre è entrata in travaglio, le contrazioni renderanno difficile l’inserimento del catetere peridurale. Oppure non avrà senso ricorrervi. La dilatazione massima entro cui si può ricorrere all’epidurale è 8 centimetri.

Rischi associati all’epidurale

In linea generale, i rischi legati all’utilizzo dell’applicazione del catetere per l’epidurale sono bassi. Il rischio più elevato si corre nel momento dell’inserimento dell’ago, che potrebbe provocare dei problemi.

L’epidurale viene somministrata attraverso un catetere che si inserisce nella parte bassa della colonna vertebrale. Per la precisione dove si trova la duramadre, la membrana che ricopre il midollo.

Se la partoriente fa un movimento brusco durante l’applicazione, la colonna vertebrale potrebbe subire delle lesioni. Esistono casi in cui il catetere si muove e il recupero dall’anestesia è lento o parziale.  Questo può provocare l’addormentamento di una o entrambe le gambe.

Nel caso del bambino il rischio è ancora minore. In genere l’epidurale aumenta la temperatura corporea della madre. Se il parto va troppo per le lunghe, potrebbe succedere lo stesso al bambino. Altri effetti collaterali possono essere:

  • Brividi di freddo
  • Cefalea
  • Nausea

Tecniche per un parto senza epidurale

Una volta stabilito che si vuole un parto senza epidurale, è possibile ricorrere ad alcune tecniche per il controllo del dolore.  Bisogna innanzitutto mantenere la calma ed evitare lo stress.

Il nervosismo è la prima causa di angoscia nella madre. Quella che scatena la perdita di controllo sul corpo.  La partoriente deve mantenersi concentrata sulle indicazioni che riceve durante il travaglio.

 

In un parto senza epidurale le tecniche di respirazione sono fondamentali

Tecniche di respirazione

Le tecniche di respirazione sono molto importanti per mantenere l’energia dell’organismo durante il travaglio.  A mano a mano che le contrazioni vanno avanti, le tecniche respiratorie cambiano. Si inizia con respiri addominali, lunghi e profondi e si termina con respiri brevi per facilitare lo sforzo della spinta.

Parto in acqua e massaggi

Il parto in acqua oggi è un’alternativa molto comune per chi non desidera l’epidurale. Un bagno caldo rilassa i muscoli e attenua la paura e l’ansia.  Inoltre, mediante questa tecnica l’espulsione avviene con maggiore rapidità e facilità.

I massaggi nella zona lombare, invece, possono aiutare a rilassare le pelvi. Diminuiscono il malessere provocato dalla pressione del bambino.  Si può ricorrere anche all’utilizzo di compresse di acqua calda.