Cos’è e com’è nato il movimento anti-vaccini?

20 Luglio 2019
Il movimento anti-vaccini causa delle morti evitabili in tutto il mondo. In questo articolo scopriremo insieme l'importanza dei vaccini.

Il movimento anti-vaccini esiste sin dalla comparsa dei primi vaccini. È un movimento pericoloso perché non ha basi scientifiche e mette a rischio la salute pubblica e individuale. I bambini e gli individui immunodepressi sono i più colpiti.

Come è nato il movimento anti-vaccini?

Potremmo definire i movimenti anti-vaccini come dei gruppi di persone che per diversi motivi (religiosi, politici, filosofici, sanitari,…) ritengono che i vaccini e la vaccinazione in generale siano più dannosi per la salute rispetto ai possibili benefici.

Le origini del primo vaccino risalgono al 1796. In quell’anno, Edward Jenner, un medico di campagna inglese, scoprì la possibilità di prevenire il vaiolo mettendo in contatto degli individui sani con le secrezioni di una pustola di un paziente affetto da vaiolo.

Da quel momento comparvero i primi detrattori dei vaccini, anche all’interno della comunità medica. Da allora fino ad oggi, in molti paesi ci sono state delle epidemie (evitabili) associate all’influenza esercitata dai movimenti anti-vaccini.

Uno degli articoli più noti, che sfortunatamente ha rafforzato le posizioni del movimento anti-vaccini, è quello pubblicato nel 1998 sulla rivista scientifica The Lancet. In questo articolo si associava la vaccinazione (in particolare il vaccino trivalente MPR, morbillo, parotite, rosolia) all’autismo e ad altre malattie del colon.

Sei anni dopo fu dimostrato che l’autore principale dell’articolo, Andrew Wakefield, aveva un conflitto di interesse (economico) e che modificò il risultato dei suoi studi a proprio vantaggio.

vaccinarsi contro il movimento anti-vaccini

Altri coautori ritrattarono le loro conclusioni, ma, sfortunatamente, il danno era già fatto. Questo articolo ha creato il panico nella popolazione causando una diminuzione delle vaccinazioni ed un conseguente aumento di queste malattie.

Su cosa si basa il movimento anti-vaccini?

Vari studi hanno analizzato i contenuti delle pagine web dei movimenti anti-vaccini. Alcuni delle tesi sostenute possono essere raggruppate in:

  • Credenze religiose. Secondo alcune religioni, i vaccini implicano un intervento esterno e non sono necessari al corpo.
  • Questioni filosofiche. Ritengono che la vaccinazione obbligatoria (presente in alcuni paesi) rappresenti una violazione dei diritti dell’individuo.
  • Mancanza di efficacia. Ritengono che la diminuzione dell’incidenza delle malattie sia dovuta unicamente ai miglioramenti socioeconomici e non alla vaccinazione.
  • Rischi e conseguenze della vaccinazione. Incentrano le loro tesi sui possibili effetti collaterali e sulla relazione tra la vaccinazione e la comparsa di alcune malattie. In particolar modo le malattie idiopatiche e quelle che alterano il sistema immunitario.
  • Aspetti economici. Si basano sul business che coinvolge i produttori, le industrie farmaceutiche e la sanità. Alludono ad una mancanza di trasparenza tra tutti i soggetti che sono coinvolti nella catena delle vaccinazioni.
  • Altri argomenti. Fanno riferimento alle possibili conseguenze di una cattiva tecnica di somministrazione.

Quali benefici apportano i vaccini?

I vaccini rappresentano uno dei progressi più grandi della storia della medicina. È scientificamente provato che prevengono milioni di morti ogni anno.

È anche vero che milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie evitabili perché non hanno accesso ai vaccini.

Queste sono alcune delle caratteristiche più importanti dei vaccini:

  • I vaccini sono sicuri. Sono uno dei prodotti medici più sicuri che esista e sono soggetti a numerosi controlli di sicurezza.
  • Non causano le malattie per cui sono utilizzati.
  • I vaccini non causano l’autismo.
  • La possibilità di effetti collaterali non può essere esclusa. Il rischio “0” non esiste. Il rapporto benefici-rischi è elevato.
bimbo vaccinato

  • I vaccini funzionano.
  • La loro protezione dura nel tempo. Anche se alcuni vaccini possono aver bisogno di dosi di richiamo.
  • Sono necessari per proteggere il singolo individuo e l’intera popolazione.
  • Proteggere la salute dei bambini è un principio etico e morale ineludibile.
  • Studi scientifici indipendenti sostengono l’uso dei vaccini.

Altri benefici dei vaccini

Attualmente non esistono delle opzioni alternative che hanno dimostrato un livello di protezione superiore a quello dei vaccini. In molti stati la vaccinazione non è obbligatoria, tranne per quelle malattie che comportano dei rischi per la collettività.

Nonostante questo, c’è l’obbligo civico e morale di proteggere i propri figli. Questo permette di costruire una società migliore nella quale possiamo proteggere noi stessi e chi non ha la possibilità di farsi vaccinare.

Spesso, non siamo consapevoli della gravità di alcune malattie proprio perché i vaccini impediscono la loro diffusione. I miglioramenti in materia di igiene pubblica hanno permesso di diminuire l’incidenza di determinate malattie, ma il ruolo dei vaccini non può essere negato.

  • Adam A. (2015). Vacunación, antivacunación y los derechos del paciente menor. Gac. int. cienc. forense ISSN 2174-9019. Nº 16. Julio-Septiembre, 2015. Disponible en: https://www.uv.es/gicf/2TA1_Adam_GICF_16.pdf
  • Aparicio Rodrigo M. (2015). Antivacunas: un reto para el pediatra. Rev Pediatr Aten Primaria  [Internet]. 2015  Jun [citado  2019  Abr  17] ;  17( 66 ): 107-110. Disponible en: http://dx.doi.org/10.4321/S1139-76322015000300001
  • Bello J. (2017). La actitud antivacuna como enfermedad emergente, la responsabilidad de la Administración y la asistencia primaria de pediatría. Rev Enf Emerg.
  • López Santamaría MA. (2015). Los movimientos antivacunación y su presencia en internet. ENE, Revista de Enfermería. v. 9, n. 2, ago. 2015. ISSN 1998 348X. Disponible en ene.enfermeria.org
  • Rosell Aguilar I. (2017).“Antivacunas” y dudas parentales en vacunación infantil: recuperemos la confianza en los profesionales sanitarios. CLINICA, num.26 (2017): 3 – 10 ISSN: 0301 – 0392. Disponible en: https://revistas.uva.es/index.php/clinica/article/view/1250/1086