Dischezia del lattante: tutto quello che dovete sapere

· 17 Aprile 2018

La dischezia del lattante è l’asincronismo tra il desiderio di defecare che sente il bambino e la sua incapacità di riuscirci.

La dischezia del lattante è un malessere che può essere molto comune durante le prime settimane di vita del neonato. Non è una patologia in sé e non è nemmeno il sintomo di una malattia; nonostante ciò, è una situazione abbastanza fastidiosa per il bambino.

Un disturbo che non deve essere confuso con la stitichezza

La dischezia del lattante è l’asincronismo che si ha tra il desiderio di defecare che sente il bambino e la sua incapacità di riuscirci. È la disconnessione tra l’azione e il risultato.

Detto con altre parole, è quando vedete che vostro figlio vuole fare i suoi bisogni e spinge, si raggomitola e diventa rosso, ma il suo sfintere anale si chiude e non riesce a soddisfare questa necessità.

A differenza di quello che alcune persone pensano, la dischezia non è sinonimo di stitichezza. Questo dal momento che la prima è dovuta all’immaturità del sistema escretore e non ha nulla a che vedere con gli alimenti o con la quantità degli stessi che il bambino ingerisce, come accade invece con il secondo disturbo.

Quando il bambino soffre di stitichezza è perché le sue feci sono secche, dure e diventano difficili da espellere; invece, nel caso della dischezia, le feci sono morbide e molto molli, come quelle di tutti i lattanti. È solo che non escono dall’ano perché il bambino non riesce a rilassarsi e aprire lo sfintere.

Madre coccola il figlio che piange

Un’altra caratteristica che vi aiuterà a differenziare la dischezia dalla stitichezza è che quando il bambino è stitico fa poche o nessuna defecazione durante tutto il giorno. Tuttavia, quando c’è dischezia le defecazioni possono arrivare ad essere fino a 10 nello stesso giorno. Così come succede a qualsiasi altro bambino che si nutre solo di latte materno o latte formulato.

Come sapere se il bambino soffre di dischezia?

Per sapere se vostro figlio soffre di dischezia potete aiutarvi con questi due segnali:

  1. Lo vedrete assumere la posizione che usa di solito per defecare e si comporterà nello stesso modo in cui farebbe se dovesse fare i propri bisogni, ma ci metterà molto a raggiungere il suo obiettivo e finirà per piangere sconsolato. Aprendo un po’ le sue natiche potrete vedere che l’ano è completamente chiuso.
  2. Una volta che riesce a fare i propri bisogni, vedrete che questi sono morbidi e quasi liquidi.

“La dischezia del lattante si ha quando il bambino vuole defecare ma il suo organismo, ancora immaturo, non sa come farlo.”

Cosa si può fare per mettere fine al problema?

La dischezia tende a risolversi con il tempo, quando il sistema escretore matura e il bambino impara a rilassare lo sfintere in modo che le feci possano uscire senza problemi.

Non è necessario aumentare o diminuire l’assunzione di latte o sostituirlo con altri alimenti; in poche settimane il bambino supererà da solo il problema. Detto questo, per calmare le sue sofferenze e migliorare la sua qualità di vita, vi consigliamo di procedere nel seguente modo:

Consolatelo

La cosa più importante è che vostro figlio riesca a rilassarsi. Per lui il modo migliore è che voi, dal momento che siete la madre, proviate a calmarlo. Qualsiasi dimostrazione di affetto da parte vostra farà sì che si tranquillizzi e che a poco a poco il suo sfintere si apra.

Flettetegli le gambe sul ventre

Anche se i bambini nascono con le gambe quasi flesse sul ventre, per aiutarlo ad espellere le feci potete accentuare questa posizione. Con delicatezza, portate le sue gambe fino all’addome in modo che le feci facciano un po’ di pressione sullo sfintere e questo si apra.

Neonato piange per i fastidi della dischezia

La dischezia del lattante: tutto quello che non dovete fare

La dischezia del lattante sarà un problema passeggero a condizione che teniate conto dei consigli che vi offriamo.

Inoltre, è importante che evitiate gli infusi, i lassativi e i massaggi sulla pancia se nessuno ve li ha raccomandati e non sapete come farli. Allo stesso modo, evitate di stimolare l’ano con la punta delle vostre dita o con qualsiasi altra cosa. Quest’ultimo procedimento può essere efficace al momento, ma sarà dannoso per vostro figlio a lungo termine, perché può abituarlo a fare i suoi bisogni solo quando riceve lo stimolo.

Se non vi sentite in grado di affrontare questo problema o pensate che vostro figlio abbia bisogno di un controllo medico, non esitate a contattare il pediatra. Lui vi saprà dire come comportarvi nel migliore dei modi.