Cosa bisogna sapere sulla scarlattina

· 30 Novembre 2017

Le terapie per curare la scarlattina nei bambini non sempre sono adeguate. Di conseguenza, ai piccoli potrebbe servire più tempo per recuperare e superare la malattia. Per questa ragione, è importante informarsi bene sulle cure che richiede questo tipo di patologia.

Sia che che abbiate visto la scarlattina da vicino, sia che l’abbiate vissuta in prima persona, ciò che è certo è che, molte volte, ci sono aspetti delle malattie che di solito si ignorano, soprattutto per quanto riguarda la cura.

In generale, si sa che le cure consistono in una serie di misure adottate per donare benessere al paziente. Nonostante sembrino molto semplici, queste sono di vitale importanza. Infatti, permettono all’individuo di migliorare, ma anche di evitare complicazioni e recidive.

Cosa ricordate sulla scarlattina?

La scarlattina è una malattia infantile, la cui causa è un batterio denominato Streptococco beta emolitico di gruppo A. Questo fa parte della famiglia dei germi che provocano la tonsillite. Tale batterio produce una tossina che genera una diffusa eruzione cutanea color cremisi (da qui il nome della malattia).

Bisogna chiarire che non tutti gli streptococchi producono questa sostanza, né tutti i bambini sono sensibili ad essa. Ad esempio, due bambini, (che vivono nella stessa casa) infettati da questo batterio, possono sviluppare la malattia in modi diversi, perché uno reagisce alla tossina e l’altro no.

I neonati in cui si manifesta l’eruzione cutanea devono essere trattati con medicinali topici specifici per risolvere il problema.

Ma come si trasmette questa malattia? Fondamentalmente, avviene attraverso il contatto diretto con la saliva di altri bambini infetti. Può accadere anche solo parlando, o con colpi di tosse e starnuti. È possibile trasmettere il batterio anche condividendo alcuni utensili o giocattoli che si mettono in bocca. Pertanto, in caso di scarlattina, è molto importante l’isolamento.

Evoluzione della malattia

Dopo l’infezione, la patologia si manifesta improvvisamente. I linfonodi alla base del collo si gonfiano e provocano molto dolore. Inoltre, si presentano i seguenti sintomi:

  • Tremore.
  • Vomito.
  • Inappetenza.
  • Mal di testa.
  • Fastidio alla gola.
  • Tonsille infiammate.
  • Apatia o svogliatezza (il bambino, probabilmente, non vorrà neanche giocare).
con la febbre stare a riposo

Nel corso delle seguenti 12-48 ore, appare l’esantema (eruzione cutanea) all’inguine, sotto alle ascelle e sul collo. In seguito, si estende a tutto il corpo. Chiazze o arrossamenti sono evidenti e in rilievo.

Al contempo, la lingua si ricopre di una patina biancastra, le papille gustative si ingrossano e diventano più rosse del normale. Poi, la pelle inizia a squamarsi.

Al sesto-ottavo giorno, i dolori calano di intensità. Se in questo stadio si rialza la febbre, può significare che c’è qualche complicazione di cui bisogna occuparsi immediatamente. A partire dal nono giorno, la pelle si squama, iniziando dal viso, poi si passa al busto e, infine, alle mani e ai piedi.

Cosa bisogna sapere

Sfortunatamente, la scarlattina può tornare diverse volte nel corso dell’infanzia. Questo perché è provocata da vari streptococchi di ceppi differenti. Ciò significa che la vaccinazione contro questa malattia non è efficace come negli altri casi.

La scarlattina non ha nessun tipo di complicazione, sempre che si curi nel modo adeguato. Se questo non avviene, possono insorgere altri problemi come la febbre reumatica, che provoca infiammazioni al cuore, alle articolazioni e ai vasi sanguigni. Può sfociare anche in glomerulonefrite, che colpisce la funzionalità renale.

La vaccinazione non è efficace per prevenire la scarlattina

Qualunque sia la situazione, che si presenti o meno l’eruzione cutanea, è fondamentale consultare il medico. Così potrà determinare qual è la terapia farmacologica appropriata al paziente. È molto importante che siano ben chiari la formulazione del medicinale, le dosi, gli effetti a breve, medio e lungo termine e altri aspetti correlati.

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Come occuparsi di un bambino affetto da scarlattina

  1. Il riposo è fondamentale. Anche quando il bambino può tornare a scuola. È sempre meglio essere sicuri che si senta bene e a suo agio. Per questo, preparategli cibi leggeri, zuppe nutrienti, creme fredde e succhi naturali casalinghi con arancia, pomelo o limone.
  2. In caso di inappetenza, non obbligatelo a mangiare. In compenso, dategli cibi leggeri.
  3. Se avete un umidificatore a freddo, è il momento ideale per utilizzarlo in modo che allevi il mal di gola del bambino. Potete anche applicargli delle compresse di garza imbevute di acqua fredda o tiepida sul collo. Anche così sarà possibile alleviare l’infiammazione alla gola.
  4. Assicuratevi che il bambino abbia le unghie corte. Così non potrà ferirsi se l’esantema gli provoca prurito.
  5. Fategli le coccole. Anche se sembra una follia, tutti gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi amati e curati, soprattutto nei momenti in cui sono malati. Assicurando il benessere psico-emotivo al paziente, si possono avere miglioramenti anche a livello fisico. Per questa ragione, è importante passare del tempo di qualità assieme al bambino.

Inoltre, è fondamentale chiarire qualsiasi dubbio con il pediatra. Quando si tratta della salute di un bambino, bisogna agire subito per evitare che la situazione si complichi e lo scenario peggiori.