Le principali teorie sullo sviluppo affettivo

In questo articolo parliamo delle principali teorie e degli autori più importanti che hanno studiato a fondo lo sviluppo affettivo nei bambini.
Le principali teorie sullo sviluppo affettivo

Ultimo aggiornamento: 22 maggio, 2021

Sono molti gli autori che hanno studiato e cercato di dare una spiegazione ai processi di evoluzione e sviluppo dell’essere umano. Questo articolo presenta le teorie più importanti sullo sviluppo affettivo.

Le principali teorie sullo sviluppo affettivo

I bambini assumono una serie di comportamenti: succhiare, sorridere, piangere… Lo scopo di questi comportamenti è provocare determinate risposte nella madre o nel personale sanitario, mantenendo la vicinanza e cercando dei legami emotivi. Questi comportamenti sono le prime manifestazioni affettive del bambino.

Diversi autori hanno osservato e analizzato i cambiamenti che i bambini sperimentano durante i primi anni di vita. Tutti affermano che stabilire per il bambino è di vitale importanza stabilire dei legami affettivi fin dalla nascita. Questi primi legami e la loro qualità determineranno l’evoluzione e lo sviluppo affettivo del bambino.

Vediamo insieme le principali teorie sullo sviluppo affettivo:

La teoria dell’attaccamento di John Bowlby

Lo psichiatra e psicoanalista londinese John Bowlby ha formulato la teoria dell’attaccamento. Con la sua ricerca, ha dimostrato l’importanza di creare un legame emotivo sicuri tra il bambino e la madre o gli operatori sanitari. Si tratta di un bisogno primario dell’essere umano.

Pertanto, il suo fondamento teorico si basa sul fatto che lo stato di sicurezza o ansia che il bambino sperimenta è determinato dalla risposta dell’adulto con cui instaura il legame affettivo. Questo legame affettivo si evolve man mano che il bambino avanza nel suo sviluppo.

Le principali teorie sullo sviluppo affettivo: mamma e bambino.


Fasi nello sviluppo dell’affettività infantile secondo Bowlby

Pre-attaccamento (da 0 a 6 settimane)

In questa fase, il bambino risponde agli stimoli ambientali attraverso risposte riflesse innate (sorriso, pianto, sguardo…). Cerca di attirare l’attenzione dei suoi assistenti. Sebbene non abbia ancora stabilito il giusto attaccamento, mostra una preferenza per la voce di sua madre (o in mancanza di ciò, per l’infermiera che si prende cura di lui), rispetto alle altre persone.

Formazione dell’attaccamento (da 6 settimane a 6 mesi)

I comportamenti e le risposte del bambino cominciano ad orientarsi verso la madre. Sorride, balbetta e segue sua madre con gli occhi. Nonostante ciò, non mostra ansia da separazione quando la perde di vista. Ma è arrabbiato per la perdita del contatto umano.

Attaccamento (da 6 mesi a 1 anno)

In questa fase, il legame emotivo tra madre e figlio è evidente. In questa fase, il piccolo mostra ansia e rabbia per la separazione dalla madre. Intorno agli otto mesi, il bambino inizia a prediligere la madre e a rifiutare le altre persone presenti nel ambiente.

Si calma solo con la presenza della madre. Tutti i suoi sforzi sono concentrati nell’attirare l’attenzione e la presenza di sua madre.

Formazione di rapporti reciproci (dai 24 mesi in poi)

In questa fase compaiono il linguaggio e la capacità di rappresentazione mentale. Il bambino è in grado di anticipare e prevedere il ritorno di sua madre quando è assente, il che riduce la sua ansia per la separazione. Inoltre, capisce che sua madre tornerà da un momento all’altro.

Una volta completate queste fasi, il bambino avrà stabilito un legame abbastanza forte con lei, per cui non avrà più bisogno di cercarla continuamente, poiché sa che apparirà quando ne avrà bisogno.

Lo sviluppo affettivo secondo Jean Piaget

Piaget è famoso per i suoi studi sullo sviluppo cognitivo. Per lui, lo sviluppo affettivo è parallelo allo sviluppo cognitivo. Questi due tipi di sviluppo sono tanto paralleli quanto inseparabili e rilevanti nella vita del bambino.

Entrambi gli sviluppi, affettivo e cognitivo, cercano l’adattamento all’ambiente ed entrambi avanzano dall’egocentrismo alla socializzazione.

Fasi dello sviluppo affettivo secondo Piaget

Periodo senso-motorio (da 0 a 2 anni)

L’affettività e l’intelligenza si manifestano nei desideri del bambino di esplorare, manipolare e sperimentare. Cerca ciò che gli piace e rifiuta ciò che non gli piace. Comincia a relazionarsi con l’ambiente e compaiono le prime manifestazioni affettive.

Periodo pre-operativo (da 2 a 6 anni)

Appare la capacità di rappresentazione: il bambino è in grado di pensare a livello simbolico. Questo pensiero è intuitivo, cioè si basa su emozioni e sensazioni. Non è capace di adottare il punto di vista degli altri, con un marcato egoismo.

L’acquisizione e il consolidamento del linguaggio consentono al bambino di verbalizzare le sue emozioni e sentimenti. Compaiono i primi sentimenti di antipatia o simpatia nei confronti delle persone.

Bimbo che stringe il dito della madre.

Periodo delle operazioni specifiche (da 6 a 12 anni)

Appare il pensiero logico, sebbene possa essere applicato solo a oggetti specifici. In questa fase il bambino è già in grado di considerare altri punti di vista. Ha la capacità di emozionarsi e di distinguere tra le sue esigenze e le loro finalità; tra quello che vuole e quello che deve fare.

Le relazioni sociali iniziano ad avere maggiore importanza e, a poco a poco, sviluppa una propria personalità.

Periodo delle operazioni formali (12 anni e oltre)

Questa fase rappresenta il livello più alto di sviluppo cognitivo. La vita affettiva si afferma con la doppia conquista della personalità e il suo inserimento nella società degli adulti. L’adolescente è già consapevole della sua natura sociale e che ha bisogno dell’affetto e dell’accettazione degli altri.

Henry Wallon

Dottore, psicologo e pedagogo che ha dedicato la sua vita alla comprensione della psicologia dei bambini, Wallon afferma che il bambino è un essere sociale dalla nascita e, quindi, la chiave del suo sviluppo sta nell’interazione con gli altri.

Secondo Wallon, entrano in gioco diversi fattori nello sviluppo del bambino: aspetti motori, affettivi, cognitivi e psicomotori. Tutti sono importanti per sviluppare le emozioni, la percezione, il pensiero e il linguaggio.

Allo stesso modo, si concentra su quattro fattori che spiegano l’evoluzione psicologica del bambino e che costruiscono la personalità: le emozioni, l’altro, l’ambiente, che può essere fisico, biologico e sociale, e il movimento.

Fasi dello sviluppo dell’affettività secondo Wallon

Impulsività motoria (0-6 mesi)

Il bambino mostra le sue emozioni per soddisfare i suoi bisogni primari e, così, costruisce una simbiosi affettiva. Per soddisfare queste esigenze, stabilisce una comunicazione affettiva con la madre e con chi si prende cura di lui.

Fase emotiva (6-12 mesi)

Si verifica una maturazione del cervello. Grazie a questa maturazione, il bambino passa dall’essere biologico all’essere sociale. Cerca la presenza della madre, che è, di per sé, una necessità.

Stadio senso-motorio (1-3 anni)

Oltre alle relazioni con le persone e l’ambiente, stabilisce anche relazioni, incluso l’attaccamento, con gli oggetti nel suo ambiente.

Stadio della personalità (3-6 anni)

È un periodo molto importante per l’affermazione e la costruzione del sé e della personalità. È caratterizzato da un forte bisogno di attenzione e affetto da parte degli adulti.

Fase categorica (6-11 anni)

Il centro dell’attenzione si discosta un po’ dall’adulto e si concentra sul mondo esterno. La conquista e la conoscenza del mondo esterno saranno al centro dell’interesse.

Fase dell’adolescenza (dai 12 anni in su)

È caratterizzata da una contraddizione tra ciò che si conosce e ciò che si vuole sapere. Sorgono i primi conflitti, le ambivalenze e gli squilibri affettivi nella sfera emotiva.

Sigmud Freud

Per Freud, le esperienze della prima infanzia possono condizionare la personalità adulta. L’autore sottolinea che: “lo sviluppo socio-affettivo può essere sintetizzato in tre sezioni: il legame affettivo madre-figlio, lo sviluppo psicosessuale e lo sviluppo sociale e morale”.

madre e figlio che parlano nel parco

Per Freud, la relazione precoce del bambino con sua madre è decisiva per il suo successivo sviluppo socio-affettivo. Il padre della psicoanalisi solleva tre presupposti fondamentali sullo sviluppo affettivo negli individui:

  1. Il legame affettivo segue un corso ben definito. In altre parole, inizia con l’adattamento del bambino alla figura della madre, per poi diffondersi al resto della famiglia.
  2. Le caratteristiche del rapporto del bambino con la madre influenzeranno il suo sviluppo successivo.
  3. Il contesto di questo legame, la relazione madre-figlio, modellerà i tratti duraturi della personalità del bambino.

Conclusioni sulle teorie dello sviluppo affettivo

Delle teorie dello sviluppo affettivo che abbiamo esposto in questo articolo, quella che ha avuto la maggior ripercussione è stata la teoria dell’attaccamento di Jonh Bowlby. Grazie a questa teoria, oggi l’importanza dei legami affettivi tra il bambino e la madre per un buon sviluppo sociale, emotivo e cognitivo è ampiamente riconosciuta.

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