Ti amo piccolo mio, con tutta la mia anima e per sempre

· 8 febbraio 2018

Ti amo piccolo mio, con tutta la mia anima e per sempre, perché è così che amano le madri, con musica, sentimento e poesia. Ti amo piccolo mio, dell’amore più grande che abbia mai provato. È così che i genitori descrivono quel dolce sentimento che si incide in maniera permanente nei loro cuori, in cui si forma in questo modo la traccia indelebile di una famiglia.

Siamo certi che fino al momento in cui sei diventata mamma mai avresti immaginato un amore così completo, così puro e intenso. Un amore che in certi momenti, perché non dirlo, ti porta tante paure e infinite preoccupazioni… Lo starò facendo bene? Avrà bisogno di qualcosa e io non lo so? Avrà male da qualche parte? Starà piangendo per qualche motivo che io non capisco?

Avere dei timori è normale quando si sta crescendo un figlio, perché significa che ci stiamo impegnando ogni giorno per dargli il meglio, per imparare e per conoscere le caratteristiche proprie di nostro figlio che, come già sai, non è uguale a nessun altro. Tuo figlio è unico, perfetto nella sua intelligenza, eccezionale nel suo sguardo, nel suo tocco e persino nel suo modo di respirare.

Allo stesso modo, qualcosa che senza dubbio già sai è che grazie a questo bambino stai conoscendo un amore diverso, che trascende da tutto quello che hai mai sentito fino a quel momento.

È qualcosa di più profondo, più naturale e rassicurante. È per questo che in molti casi si è soliti dire che l’amore di un figlio si incide nell’anima. Perché è un modo di farci capire che non importa quanto tempo passerà o quanto distante sarà, quel bambino sarà sempre perfetto ai tuoi occhi, anche quando indossa già giacca e cravatta ed è libero, una persona che si forgia da sola il suo cammino e la sua felicità.

Amare un figlio è un’arte meravigliosa di cui vorremmo parlarti oggi a Siamo Mamme.

Ti amo piccolo mio, e voglio crescerti con tutto l’amore possibile

Ti amo piccolo mio, con tutta la mia anima

Fino a non molto tempo fa si valorizzava molto un atteggiamento più regolamentato. Ci riferiamo a quel tipo di attenzione quotidiana in cui stare attenti al fatto che il neonato mangi ad orari prestabiliti, che dorma spesso, che cresca come deve e che passa una dopo l’altra tutte le fasi abituali del suo sviluppo: la parola, il togliere il pannolino quando è necessario, il momento in cui inizia a gattonare, in cui impara a controllare i suoi movimenti…

  • Al contrario, una crescita naturale o con attaccamento non dà una priorità così ossessiva a questo tipo di obiettivi. Quello che si auspica è creare un legame affettivo solido con il neonato, un attaccamento salutare, significativo e forte in cui partecipano amore e vicinanza.
  • Partendo da questo legame basato sull’affetto, lasceremo che il bambino si sviluppi secondo i suoi tempi, al suoi ritmo. Senza forzare le tappe, senza esigere da lui cose che ancora non riesce a raggiungere.
  • Amare un figlio in questo caso è fare dell’amore l’alimento quotidiano ed essenziale, in cui la vicinanza della mamma è fondamentale e in cui anche la presenza del papà è il motivo di questo attaccamento precoce.

Ti amo piccolo mio, e per questo voglio conoscerti e capirti

Amarlo vuol dire capire le sue necessità

Ci sono madri e padri che al giorno d’oggi, in questa epoca in cui abbiamo a portata di mano ogni genere di informazione, mezzi e risorse, continuano a commettere lo stesso tipo di errore. Quello di volere che i loro figli siano come loro desiderano.

  • Educare a una rigida obbedienza, quella basata su un copione scritto in cui non si vedono né si capiscono le necessità proprie di un bambino, è un grave errore.
  • Dobbiamo educare al rispetto, fare quotidianamente da guida, capire e impegnarsi a scoprire ogni necessità dei nostri figli.
  • L’amare un figlio comincia di fatto nelle prime settimane di vita. È allora che già cominciamo a percepire il suo carattere, se è un neonato con molte necessità, se è tranquillo, se ha bisogno di stare vicino ai genitori o è di quelli che stanno bene nella culla…

A poco a poco e giorno dopo giorno ci daranno più indizi, più gesti e ci mostreranno più comportamenti per poterli conoscere. Arriverà il momento in cui dovremo aiutarli a gestire le loro emozioni, capire i loro capricci, calmare i loro scatti d’ira… Tutto questo è amare un figlio, un amore che non penalizza, non urla, non educa con il terrore e l’imposizione.

Ti amo piccolo mio, e voglio che tu abbia i più bei ricordi

Dargli dei bei ricordi

Un’infanzia felice è il substrato per una maturità con più risorse psicologiche per raggiungere la soddisfazione, il successo e una vita allegra e felice. Una cosa così semplice come promuovere una crescita vicina ai genitori, affettuosa e fondata sulla comprensione, un ascolto attivo, offrendo sempre sicurezza e fiducia al bambino, farà in modo che cresca sentendosi valorizzato, con una buona autostima.

Inoltre, non possiamo dimenticare un altra aspetto ugualmente importante: fare in modo che abbia ottimi ricordi della sua infanzia. Per fare questo, dobbiamo essere coscienti del fatto che ciò di cui hanno bisogno i piccoli è il nostro tempo, la nostra compagnia quotidiana per creare momenti pieni di significato. Quei momenti che non si dimenticano e lasciano un segno indelebile nel nostro cuore.

Come puoi vedere, anche tu lo stai facendo bene, anche tu ami tuo figlio. Lo ami nel modo giusto e lo aiuti giorno dopo giorno ad avere la vita che merita, la più felice…

Le immagini sono cortesia di Pascal Campion