Un figlio ci regala il sorriso

· 18 ottobre 2017

“È stata opera tua. Da quando sei arrivato nella mia vita l’hai rivoluzionata regalandomi la gioia più intensa, la ricchezza più grande. Mi hai privato di molte ore di sonno, ma mi hai regalato il sorriso e un futuro pieno di gioia. Adesso non solo respiro, ma vivo in modo più intenso, con maggiore chiarezza, a colori vividi“.

Molte neomamme e molti papà si trovano a sperimentare questa sensazione. La privazione di sonno, le preoccupazioni, l’allattamento, le coliche, i pianti del bebè sono gli aspetti di quella letterina che nessuno legge prima di decidere di avere un figlio. Tuttavia, niente di tutto ciò importa.

Il piccolo riconosce sua madre dal sorriso.

-León Tolstói-

Si tratta solo di accettare il fatto che non tutto sarà facile da capire. Ci saranno giorni più facili e giorni più difficili. L’importante è capire le necessità del neonato e approfittare della sua presenza in ogni momento. Questo pensiero ci viene spiegato nell’articolo “Il concetto del continuum” di Jean Liedloff.

Quando un bambino viene al mondo, molti genitori hanno già uno schema prefissato di quella che sarà la sua crescita. Tuttavia l’infanzia non ha schemi. Le regole che ci vengono suggerite da genitori, amici e parenti non sempre possono essere applicate ai nostri figli. Si deve vivere giorno per giorno con nostro figlio e saper rispondere nel modo migliore alle sue necessità. 

Durante i primi anni di vita, come spiega la dottoressa Liedloff, c’è un “continuum”, una continuità tra il corpo della madre e quella del bambino. Le uniche cose che contano sono la vicinanza, il contatto, la pelle, le carezze, gli sguardi.

 

Il sorriso di chi educa nel modo giusto

Una madre allatta al seno il neonato.

“A volte stento a riconoscere il mio viso nello specchio e sorrido… Questa donna sono davvero io? Queste occhiaie sono mie? Da quanto tempo non mi pettino? Da quanto trascuro il mio aspetto fisico?”

Subito dopo aver formulato questi pensieri ogni volta che si incappa casualmente nella propria immagine ci si abbandona ad un lungo sospiro. Per poi sistemare quella ciocca ribelle che cade sul viso. “Che importanza ha il mio aspetto se mio figlio sta bene?”.

La madre non si rende conto della stanchezza

Può succedere. Con la nascita di un figlio si accendono dei meccanismi di allarme nel cervello della madreche spesso, non è cosciente delle proprie necessità fisiche.

È un meccanismo naturale che serve a garantire l’attenzione completa verso i bisogni del bebè. Tuttavia non è positivo trascurarsi e arrivare allo stremo delle forze.

Quando il corpo e la mente si trovano in uno stato vigile e di attenzione sostenuta per molte ore possiamo cadere in uno stato di stress non percepito che incide seriamente sulla nostra salute.

È importante, dunque, dividersi i compiti. Anche il padre può occuparsi del bambino, svolgendo le stesse mansioni di una madre, ad eccezione, ovviamente, dell’allattamento al seno.

Possiamo apprezzare al massimo il periodo della crescita dividendo le responsabilità e il tempo per riposare. Lasciamo che le occhiaie affliggano entrambi e che si uniscano alla felicità, al sorriso e alle preoccupazioni.

State crescendo meravigliosamente bene vostro figlio e dovete esserne felici, senza però dimenticarvi di voi stesse.

Un figlio regala il sorriso ai genitori.

L’ossitocina stimola l’empatia

Diventare madri e padri cambia alcune strutture del nostro cervello. Questa dose extra di ossitocina non solo ci spinge ad essere più protettivi e sensibili alle necessità del bebè, ma potenzia alcune capacità come l’empatia, l’orientamento al successo, la resilienza, la fantasia e la necessità di coltivare quei valori che rendono il mondo un posto migliore.

Non dimenticarti mai di sorridere perché il giorno in cui non sorriderai sarà un giorno perso.

-Charles Chaplin-

Da quando tenete vostro figlio tra le braccia avete già fatto delle vostre debolezze una forza. Basta prenderlo in braccio per cominciare a sorridere. Quel sorriso non è solo il riflesso del vostro benessere interiore. È  il faro che guiderà il vostro bambino verso la socievolezza, la comunicazione e l’affetto. Attraverso la familiarità con il vostro sorriso imparerà a costruire il vincolo d’amore.