Affetto forzato: perché non dovete obbligare vostro figlio a baciare gli adulti?

· 4 ottobre 2017

“Saluta la zia”, “Dai un abbraccio alla nonna” o “Fatti dare un bacio dallo zio”, sono frasi comuni durante qualunque visita in famiglia. Tuttavia di solito generano situazioni fastidiose, perché i bambini si negano, mentre i genitori li obbligano a offrire affetto. E’ un meccanismo conosciuto con il nome di affetto forzato.

Ma è davvero opportuno obbligare vostro figlio a stabilire un contatto fisico o affettivo che non desidera? Che messaggio riceve il bambino sui limiti personali quando incappiamo in questo atteggiamento?

Affetto forzato: una lezione sbagliata per il bambino?

Molta gente crede che l’unico svantaggio dell’affetto forzato sia insegnare ai bambini a mentire sui propri sentimenti, a manipolare gli altri o a perdere l’affetto. La realtà è ben diversa. In tal modo si insegna anche che non sono padroni del proprio corpo, e che qualunque adulto può forzarli a fare qualcosa che non vogliono.

Del medesimo avviso è Katia Hetter, autrice dell’articolo della CNN dal titolo Non sono padrone del corpo di mio figlio”. Secondo Hetter l’affetto forzato che obblighi un minore a un contatto fisico con altre persone quando non vuole farlo lo rende vulnerabile agli abusi sessuali

bambini affetto

Questa affermazione può sembrare esagerata, o addirittura ridicola, ma la psicologia infantile ha alzato la voce sulla questione per fare in modo da promuoverla. E quindi, in questo modo, si sta “violando la sua zona di comfort”, con la conseguenza che il bambino può imparare ad accettare chiunque in quello spazio di disagio.

“Non bisogna mai toccarlo se questo lo mette a disagio, anche se si tratta di membri della famiglia. Non bisogna mai forzare a baciare qualcuno. I baci e gli abbracci sono i suoi e non sono obbligatori. I bambini scelgono a chi e quando dimostrare il proprio affetto, e noi adulti dobbiamo rispettare questa scelta, in quanto si tratta del loro corpo, della loro decisione.”

La specialista della CNN ha affermato inoltre che forzare i bambini a mostrare affetto quando non vogliono ha anche un impatto sulle sue relazioni durante l’adolescenza. Questo perché “se insegni loro a usare il proprio corpo per soddisfare qualcuno usando la tua autorità, in seguito lo farà sotto l’autorità di chiunque”.

Cosa fare in questi casi?

Cosa c’è di meglio che convertirsi in un modello positivo per vostro figlio? Non vergognatevi di chiedere agli adulti che lascino il bambino in pace e non lo obblighino, dando priorità ai desideri del bimbo più che a quelli dei grandi.

I genitori possono imporre e auto-imporsi limiti capaci di favorire le relazioni, ma sempre contemplando tanto le necessità del bambino quanto il suo ritmo di adattamento personale. Non offendete o ridicolizzate in nessun modo il minore, e non permettete che un’altra persona lo faccia.

Insegnate a vostro figlio a rispettare il suo corpo

E’ di fondamentale importanza insegnare ai bambini a rispettare il proprio corpo. Per far ciò è importante che apprendano i limiti relativi a tutti gli estranei che invadono il loro spazio personale.

È necessario che il piccolo comprenda che non deve mai permettere ad altri di toccarlo quando ciò lo fa sentire a disagio. E’ lui che deve prendere le decisioni riguardo al suo corpo, stabilendo chi è autorizzato a entrare nel suo spazio personale.

A questo fine è importante fargli comprendere la libertà di scelta, e spiegargli che può decidere se vuole dare/ricevere o meno un bacio o un abbraccio, dal momento che non sono un’imposizione, né un obbligo. Insegnare ad ascoltare i propri sentimenti è la base da cui partire.

nonna e bimbo

Chiudere la ferita del familiare rifiutato

Negare una dimostrazione d’affetto non si può paragonare ad un cattivo comportamento, né implica mancanza di educazione o rispetto. Katia Hetter sostiene che i bambini possono essere educati e rispettosi anche mantenendo i propri limiti personali. “Avere buone maniere – trattare gli altri con rispetto e gentilezza – è diverso dal chiedere dimostrazioni di affetto fisico”.

Il primo passo consiste dunque nello spiegare la nostra posizione a tutti coloro che ci circondano, i quali devono essere capaci di accettare questa decisione. Anche se questo atteggiamento implica uno sforzo maggiore, può far sì che gli altri apprezzino maggiormente l’affetto del minore.

Un’ottima alternativa per far salutare i nostri cari con meno intimità può essere sostituire baci e abbracci con una stretta di mano, oppure battendo il cinque. Se vostro figlio è timido, sono soluzioni ideali per fare in modo che impari a trattare gli altri con rispetto e affetto.

Non è necessario infastidirsi o spazientirsi se non vuole salutare le persone che amiamo. Potete semplicemente parlare con il parente in questione o insegnare a vostro figlio altri modi di salutare. Non si tratta di imporre qualcosa, ma di provare insieme.

Che atteggiamento avete di fronte al meccanismo conosciuto come affetto forzato? Che soluzioni avete trovato a queste imbarazzanti situazioni quotidiane?