Che fare con un bambino che non vuole mangiare?

16 Gennaio 2020
Che fare con un bambino che non vuole mangiare? Leggete questo articolo per trovare alcuni suggerimenti che vi saranno sicuramente utili.

Quando un bambino non vuole mangiare, sia la mamma che il resto della famiglia si preoccupano e si disperano, al punto da cadere nel panico, a seconda della portata dell’inappetenza del loro piccolo.

Quando un bambino non si alimenta bene e non riceve tutti i nutrienti di cui il suo organismo ha così tanto bisogno per crescere e svilupparsi, diventa vulnerabile a un gran numero di malattie che lo affliggeranno fin dall’infanzia e lo accompagneranno per tutta la vita.

L’organismo umano, per svolgere tutte le proprie funzioni, ha bisogno di energia che gli viene fornita dagli alimenti.

Nessuno può vivere senza mangiare. Per gli adulti si tratta di un concetto molto chiaro, ma i bambini fanno fatica, per esempio, a staccarsi dai giocattoli per andare a fare merenda oppure non sono consapevoli che, per non ammalarsi, devono mangiare.

È per questa ragione che è sul papà e la mamma che ricade la responsabilità che il figlio si alimenti correttamente. Che fare con un bambino che non vuole mangiare? Obbligarlo? Permettergli di non mangiare? Con questo articolo vi aiuteremo a rispondere a questo interrogativo.

I bambini smettono di alimentarsi come per magia

è del tutto normale che i bambini attraversino fasi di rifiuto nei confronti di alcuni cibi

Ci sono fasi della vita dei bambini che sono caratterizzate da inappetenza nei confronti di determinati cibi. Se, per esempio, in precedenza il piccolo adorava i fagioli, è probabile che un giorno, all’improvviso, inizi a rifiutarli.

È altrettanto probabile che il bambino, come per magia, trascorra alcune settimane durante le quali accetta di mangiare solamente riso e sputi i vegetali, la carne, il purè e i tanti piatti che la sua famiglia inventerà nel tentativo di farlo mangiare.

“Sforzarvi di adottare una nutrizione adeguata è il miglior investimento per il tuo corpo e la tua mente che tu possa fare”.

– Anonimo –

Non c’è da stupirsi che arrivi il momento in cui il bambino inizia a mangiare qualcosa che in precedenza aveva sempre rifiutatoe gli dava perfino repulsione. L’alimentazione dei bambini è come un atto di magia: non si sa mai come andrà a finire.

Ci sono bambini che, fin da piccoli, mangiano molto e continuano a farlo per tutto il resto della loro vita. Non perdono mai l’appetito. Altri, invece, oscillano tra fasi differenti di inappetenza e buon appetito, che disorienta completamente i loro genitori.

Il fatto che un bambino smetta di mangiare per fasi e mangi un po’ di più dopo un certo periodo, è un fenomeno normale, tipico dell’infanzia. Che fare, però, quando il bambino si trova in una di quelle fasi durante le quali non vuole provare nemmeno un boccone? Risponderemo a questa domanda nelle righe che seguono.

Consigli per la mamma del bambino che non vuole mangiare

Mamma, se vostro figlio appartiene alla schiera di quelli che, per alcuni periodi, smette di alimentarsi bene, imponendovi l’imperiosa quanto penosa necessità di realizzare numeri da giocoliere per fargli ingerire gli alimenti, vi raccomandiamo di tenere conto dei nostri consigli:

Permettetegli di mangiare il cibo che gli piace

Lasciate che vostro figlio mangi ciò che gli piace, a patto che gli alimenti in questione non siano cibo spazzatura.

Se, per esempio, gli piacciono la gelatina, lo yogurt, il latte, il formaggio, il gelato e desidera qualcuno di questi cibi per pranzo, va bene, consentitegli di mangiare ciò che gli piace. In fin dei conti, forniscono la loro quota di grassi, vitamine e minerali di cui il suo corpicino ha così tanto bisogno.

È meglio che mangi qualcosa, piuttosto che rimanga a stomaco vuoto.

Invitatelo a partecipare alla preparazione dei piatti

Anche se il vostro bambino è ancora piccolo, sarà felicissimo di starvi accanto mentre gli preparate il pasto e di imbrattarsi con gli ingredienti. Permettetegli di essere un partecipante attivo nella preparazione di ciò che mangerà e, anche se in questo modo non gli state insegnando le buone maniere, incoraggiatelo a metterci la sua manina e provare ad assaggiare il piatto che state preparando insieme.

In questo modo gli tornerà l’appetito. In fin dei conti, se proprio non vuole mangiare il piatto una volta pronto, almeno avrete la tranquillità data dal fatto che ha assaggiato qualcosa durante la preparazione.

L’importanza di variare il menù di un bambino che non vuole mangiare

è opportuno permettere a un bambino che non vuole mangiare di giocare con il cibo

Se vostro figlio non vuole mangiare, scegliete sempre di offrirgli diverse ricette: colorate, dotate di disegni belli e stimolanti, come faccine felici, navi, case (la frutta e le verdure sono ottime per queste decorazioni). Ciò che conta è continuare a provare per vedere quali forme di cibi e preparati assimila meglio.

Dategli un cucchiaio per lasciarlo mangiare da solo

Anche quando vi trovate di fronte a lui dandogli da mangiare, lasciate che vostro figlio faccia pratica con una posata e, almeno, giochi con il cibo. Sappiamo che il risultato può essere un enorme disastro, senza che magari, alla fine, riesca a portarsi un solo boccone alla bocca. È possibile, però, che questa distrazione e la sensazione di indipendenza lo incoraggino a mangiare.

Non obbligate mai un bambino che non vuole mangiare

Se vostro figlio mangia alcuni bocconi e vi accorgete che non vuole altro cibo, non obbligatelo. Non fareste che peggiorare la situazione.

Servite gli alimenti separatamente

Tenete a portata di mano diversi piattini con gli alimenti serviti separatamente. Un bambino che non vuole mangiare si sente oppresso e perde l’appetito, quando vede tutte le pietanze servite nello stesso piatto. Per questa ragione vi consigliamo di offrirgli tutto separatamente.

Diciamo, per esempio, che gli state dando la minestra, e lui si limita a mangiarne due cucchiai. In tal caso, vi fermate, lasciate stare la minestra e gli offrite il riso.

Poi fate lo stesso: lasciate stare il riso e prendete la carne, per poi passare al piatto dell’insalata… e così via. Se vostro figlio prova uno o due bocconi di ogni piatto potrete ritenervi soddisfatte, perché saprete che ha mangiato qualcosa.