Come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini

29 Agosto 2019
Sebbene la genetica sia coinvolta nello sviluppo dei gusti alimentari, il contatto ripetuto con i sapori e le esperienze vissute intorno al cibo sono fondamentali per le preferenze alimentari, che si creano durante l'infanzia.

Vi siete mai chiesti perché i bambini odiano i broccoli e non rifiutano mai un dolce? Se la vostra risposta è che dipende esclusivamente dalla genetica, vi sbagliate. Questa è un’idea diffusa da molti anni ma, dopo numerose indagini, si è appreso che i gusti alimentari si imparano. Cerchiamo di capire insieme come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini.

Come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini?

Prima di tutto, bisogna sapere che le papille gustative si sviluppano durante il periodo di gestazione, per l’esattezza fra le 7 e le 8 settimane. Pertanto, tutto inizia nel grembo materno. Durante questo periodo, il bambino si sviluppa grazie ai nutrienti che attraversano il cordone ombelicale e il liquido amniotico. Questi nutrienti provengono dalla dieta della madre.

Successivamente, dopo aver ricevuto l’allattamento al seno, si iniziano a percepire anche i sapori di ciò che mangia la madre. In questo modo, il palato si abitua, in modo che quando si introduce il cibo tendiamo a preferire cibi con un gusto simile. Inoltre, influiscono anche l’esposizione ripetuta, l’ambiente sociale e le emozioni associate al mangiare. Anche la cultura è determinante: ecco come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini.

Come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini

Influenza del tipo di allattamento al seno sui gusti alimentari dei bambini

Sebbene i benefici dell’allattamento al seno siano maggiori rispetto a quelli del latte artificiali, non è sempre possibile farlo o mantenerlo fino ad almeno 6 mesi. Tuttavia, gli studi clinici mostrano una maggiore variabilità nell’accettazione dei sapori e la facilità di provare nuovi alimenti se si è stati allattati con il latte materno. Anche la dieta è generalmente più sana, a condizione che anche la madre la segua.

La percezione del salato

Si sviluppa a partire dai 4 mesi in modo innato. In genere, dopo 2 anni, i bambini mostrano un desiderio maggiore per questo tipo di cibo rispetto agli adulti. Esiste anche una relazione tra basso peso alla nascita e consumo di cibi salati. Ma, come tutti i gusti alimentari, è possibile educare il palato.

A nessuno dispiace il dolce!

Raramente ci sarà un bambino che rifiuta il dolce – a meno che non ne sia stato offerto poco! Questo gusto è sempre stato associato al benessere e al piacere, poiché attiva queste aree del cervello. Inoltre, è stato visto che, al minimo contatto dei bambini con questo sapore, la frequenza cardiaca e la quantità ingerita aumentano. Questo succede perché il latte materno è dolce.

Inoltre, il dolce è un sapore associato a feste e celebrazioni, che genera un sentimento di gioia. Per questo motivo, quando viene raggiunta l’età adulta, tendiamo a mangiare qualcosa di dolce quando abbiamo avuto una brutta giornata, anche se quando esageriamo peggioriamo le cose. Tuttavia, il grado di percezione varia in base alla presenza di determinati geni. Pertanto, i più sensibili tenderanno a rifiutarlo in grandi quantità. Anche questo riguarda come si sviluppano i gusti alimentari dei bambini.

Bambino mangia le verdure

Il rifiuto dell’amaro

Il sapore amaro veniva considerato un veleno nella preistoria, poiché era caratteristico dei frutti verdi che venivano mangiati solo per sopravvivere. Quelle persone che li hanno consumati si sono ammalate o sono morte. Da qui l’innato rifiuto che potrebbe spiegare il motivo per cui i bambini odiano certe verdure, come broccoli e cavoletti di Bruxelles.

Come per il dolce, abbiamo recettori che predispongono ad una maggiore sensibilità verso questo gusto. Se scoprite che vostro figlio lo considera molto intenso anche se è minimo, per quanto cerchiate di offrirglielo, lo rifiuterà sempre. Al contrario, dopo 10 o più tentativi, molto probabilmente lo accetterà.

  • Spahn JM, Callahan EH, Spill MK, Wong YP, Benjamin-Neelon SE, Birch L, et al. (2019). Influence of maternal diet on flavor transfer to amniotic fluid and breast matic review. Am J Clinmilk and children’s responses: a syste Nutr. 2019;109(7):1003S-1026S.
  • Beauchamp GK, Mennella JA. (2011). Flavor perception in human infants: Development and functional significance. Digestion. 2011;83(SUPPL.1):1–6.
  • Mennella JA, Bobowski NK, Reed DR. (2016). The development of sweet taste: From biology to hedonics. Rev Endocr Metab Disord. 2016;17(2):171–8.
  • Bobowski NK, Mennella JA. (2016). The sweetness and bitterness of chilhood: insights from basic research on taste preferences, Physiol Behav. 2016;25(3):289–313.
  • Duffy VB, Bartoshuk, LM. (2000). Food acceptance and genetic variation in taste. J Am Diet Ass. 2000; 1000(6):647-55.
  • Hayes JE, Bartoshuk LM, Kidd JR, Duffy VB. (2008). Supertasting and PROP bitterness depends on more than the TAS2R38 gene. Chem Senses. 2008;33(3):255–65.
  • Tepper BJ. (2008). Nutritional Implications of Genetic Taste Variation: The Role of PROP Sensitivity and Other Taste Phenotypes. Annu Rev Nutr. 2008;28(1):367–88.
  • Tepper BJ, White EA, Koelliker Y, Lanzara C, D’Adamo P, Gasparini P. (2009). Genetic variation in taste sensitivity to 6-n-propylthiouracil and its relationship to taste perception and food selection. Ann N Y Acad Sci. 2009;1170:126–39.
  • Bee Wilson. (2016). El primer bocado: cómo aprendemos a comer. 1ª ed. España: Turner; 2016.