Cosa accade alle bambine che soffrono del complesso di Elettra?

· 13 Novembre 2018
Anche se il complesso di Elettra è una cosa normale, che fa parte dello sviluppo delle bambine, è importante adottare certe misure per prevenire vari inconvenienti.

Il complesso di Elettra non rappresenta un problema, sempre che crescendo la bambina non mostri un comportamento poco sano rispetto al padre.

In generale, le bambine piccole durante i primi 3 o 4 anni di età dimostrano una certa predilezione per la figura paterna. Le bambine preferiscono la compagnia, l’affetto e l’attenzione del loro padre. Come in una specie di innamoramento.

Se la bambina cresce e continua a manifestare un attaccamento eccessivo nei confronti di suo padre, è possibile che si tratti di una fissazione. E, di conseguenza, di un caso di complesso di Elettra.

Le bambine tendono ad essere gelose e possessive nei confronti del padre durante i primi anni di età. Nonostante ciò, questo atteggiamento di solito passa da solo con il tempo. Quello che è normale è che abbiano questo tipo di comportamento con entrambi i genitori, in fasi diverse della loro vita.

Secondo l’analogia creata dallo psicologo svizzero Carl Jung, il complesso di Elettra è l’equivalente femminile del complesso di Edipo. Quest’ultimo consiste nella fissazione del bambino verso la madre.

Entrambi questi complessi sono strettamente legati ai miti del mondo classico. In questi, i protagonisti arrivavano ad azioni estreme ispirate da diversi malintesi e anche dalla loro ossessione e affetto malsano verso i loro genitori.

Attrazione per il padre

A cosa è dovuto il complesso di Elettra?

Si pensa che quando una bambina raggiunge i tre anni inizi a distinguere le principali caratteristiche che identificano i due sessi. Per cui è naturale che si presenti un certo tipo di attrazione per il principale riferimento maschile che ha: suo padre.

In questa fase del suo sviluppo, la bambina può arrivare a concentrare la sua attenzione esclusivamente sul padre, in modo tale da desiderare solo la sua compagnia, la sua attenzione, il suo affetto e le sue cure. In altre parole, lo vorrà come padre, amico e compagno in ogni momento.

Dall’altro lato, la curiosità e l’attrazione fanno in modo che le bambine cerchino di imitare i loro padri in diversi aspetti. Queste azioni le aiutano a scoprire la differenza tra i sessi e a riconoscere se stessa come un essere individuale e non un’estensione di suo padre.

Durante questi primi anni, è possibile che le bambini siano gelose e chiedano al padre di prestare attenzione solo a loro. In generale, questo genera una certa rivalità con la loro stessa madre, che considerano come la “concorrenza”.

Anche se si tratta di un processo normale nello sviluppo psicosessuale delle bambine, è necessario non tralasciare certi aspetti e mettere enfasi sull’educazione sessuale.

Uno degli aspetti più importanti che dovrebbero essere chiariti sono le differenze tra i genitali maschili e femminili. Così come il porre limiti chiari per quanto riguarda l’attenzione e il contatto con gli stessi per garantire un sano sviluppo.

Padre e figlia in piscina

Consigli per superare il complesso di Elettra

In ogni momento è importante mettere in pratica tutta la nostra comprensione, essere pazienti e chiari quando diamo spiegazioni. Tutte le volte che sia necessario.

Ricordiamoci che noi abbiamo una grande influenza sui nostri figli e, soprattutto, per quanto riguarda la loro salute mentale.

  • Dare il buon esempio.
  • Promuovere l’educazione femminile.
  • Avere una buona comunicazione.
  • Affrontare le situazioni di gelosia con il buonumore.
  • Cercare di mettere in chiaro il ruolo di ogni membro della famiglia.
  • Stimolare la bambina perché sviluppi autostima e anche la sua indipendenza.
  • Stimolare le attività tra madre e figlia è sempre positivo, affinché la bambina si identifichi anche con la mamma e smetta di vederla come una rivale.
  • Dobbiamo essere dolci, rispettosi e affettuosi nel modo di correggere la bambina quando dimostra gelosia, ostilità o altri comportamenti inappropriati.
  • Allo stesso modo, dobbiamo insegnarle alternative e fare in modo che concentri la sua attenzione su qualcos’altro che non sia suo padre. Ad esempio, possiamo invitarla a giocare con altri bambini della sua età o con la mamma, fare una passeggiata, fare qualche sport o iniziare un qualche passatempo, ecc.
  • Se necessario, non esitiamo a consultare uno specialista in psicologia infantile. Assicuriamoci di applicare tutte le raccomandazioni che questo ci propone per evitare che il complesso di Elettra persista nel tempo e diventi un problema di maggiore entità in un futuro.
  • Avere pazienza, perché questa fase finirà presto.