Denuncia per abuso minorile e procedimento giudiziario

7 Gennaio 2020
Il procedimento giudiziario che segue a una denuncia per abuso minorile è volto a punire i colpevoli. È molto importante denunciare i fatti e dare fiducia al minore per affrontare i diversi passaggi. Ve ne parliamo in questo articolo.

Le ripercussioni di un abuso sono terribili, mentre le sanzioni sono poche se non si procede nel giusto modo. Il procedimento giudiziario per una denuncia per abuso minorile ha lo scopo di definire una punizione per i colpevoli.

In molti casi si tratta di aggressioni che provocano terribili traumi che richiedono un trattamento psicologico. È importante fare attenzione ai sintomi che può presentare il bambino e agire di conseguenza. Cercare l’aiuto degli specialisti e denunciare il caso davanti alle autorità è prioritario.

L’abuso minorile e il carcere

L’abuso minorile è definito come un comportamento posto in essere nei confronti di minorenni che consiste nel cagionare un danno psicologico, morale o giuridico. La pena prevista è quella della reclusione da cinque a dieci anni, con una diminuzione (non eccedente i due terzi) della stessa nei casi di minore gravità.

Il reato di violenza sessuale viene aggravato e comporta una pena da sei fino a dodici anni di reclusione quando i fatti siano commessi nei confronti di un minore che non abbia compiuto gli anni quattordici. Il reato è poi ulteriormente aggravato quando l’abuso sia commesso nei confronti di un minore che non abbia compiuto ancora gli anni dieci, nel qual caso la pena aumenta da sette fino a quattordici anni di reclusione.

Sono previste sanzioni anche per chi contatta i minori tramite internet, telefono o qualsiasi altra tecnologia dell’informazione. Le pene andranno da un anno e sei mesi fino a cinque anni. Se sussiste intimidazione, inganno o coazione, la posizione dell’aggressore si aggrava.

Bambina con lo sguardo nel vuoto vittima di violenza

A sua volta l’abuso o l’aggressione sessuale presenta aggravanti. La sanzione aumenta se il bambino presenta scarso sviluppo fisico o cognitivo o quando all’atto prendono parte due o più persone. Lo stesso vale quando la vittima è un parente, un funzionario pubblico o quando è stata messa a rischio la vita del minore.

Forme di abuso o aggressione

Non sempre l’abuso o l’aggressione sessuale implica aver toccato gli organi genitali. In alcuni casi l’aggressore chiede al minore di spogliarsi o di farsi guardare nudo. In alcuni casi si obbliga il minore a guardare film o ad ascoltare conversazioni sessuali.

I casi più gravi si verificano quando avviene la penetrazione. La prostituzione minorile è una forma di abuso sessuale che persegue un beneficio economico. La pornografia infantile è un’altra grave realtà.

Procedimento giudiziario in caso di denuncia per abuso minorile

Il procedimento giudiziario in seguito a una denuncia per abuso minorile esige la versione della vittima. Davanti all’aggressore o meno, è un passo che il piccolo deve fare. Il motivo è che questi delitti in genere presentano un aggressore e una vittima, unici testimoni del fatto. Il minore ha dunque valenza probatoria nel processo penale.

La difficoltà in questi casi è rappresentata dal fatto che, in genere, l’abuso non viene denunciato. Molte volte sono i familiari diretti o molto vicini ad accorgersi del delitto. In alcuni casi al minore non viene data la sufficiente credibilità. I processi, inoltre, sono spesso lenti a causa delle strategie difensive.

Incidono anche le minacce dell’aggressore nei confronti della vittima o i sentimenti di colpa o vergogna provati da quest’ultima. In alcuni casi esiste persino la lealtà verso chi abusa, molte volte una persona che appartiene al proprio ambiente.

Come riconoscere un abuso sessuale minorile

Se un bambino piange con frequenza, ha incubi o paura del buio, potremmo trovarci in presenza di un caso di abuso minorile. L’inappetenza è un altro possibile sintomo. Il minore potrebbe anche recuperare comportamenti molto infantili, come fare la pipì a letto o succhiarsi il dito. In alcuni casi, i bambini disegnano gli abusi subiti.

Bisogna fare attenzione ad alcuni segnali come paura nei confronti di un adulto, sangue, infiammazione o infezione degli organi genitali. L’aggressività poco comune, il rifiuto totale di andare a scuola, autolesioni o condotte suicide obbligano a indagare a fondo su quello che sta accadendo.

Bambino con cartello stop alla violenza su minori

La fiducia della vittima

Se si notano questi sintomi, conviene che una persona di fiducia, senza vincoli con l’aggressore, si avvicini al bambino. Se l’abuso proviene da un familiare, un maestro vicino può essere il confidente in questione. Se viceversa l’aggressione si è verificata a scuola, il padre o la madre sono le figure più indicate.

In entrambi i casi, è importante che gli adulti supportino il minore, che non si allarmino e non dubitino della sua testimonianza. Dovranno esaltare il suo coraggio per aver raccontato quanto accaduto e ripetergli che non è colpa sua. Dovranno anche denunciare il caso e fare in modo che il bambino riceva attenzione psicologica.

Durante l’intero procedimento giudiziario in seguito a una denuncia per abuso minorile è importante capire che il delitto non deve essere tenuto nascosto. Ogni paese ha le sue leggi in materia di tutela dei minori. La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la Carta europea dei diritti del fanciullo del 1986 sono inoltre documenti volti a garantire la sicurezza dei bambini.

Esistono anche degli accordi all’interno dell’Unione Europea in merito alla pornografia e all’abuso sessuale minorile. In qualsiasi caso, è bene ricordare sempre che bisogna denunciare, mai restare in silenzio.